Momenti di profonda turbolenza caratterizzano le vicende in casa Taranto, dove l'ennesimo risultato negativo maturato lontano dalle mura amiche contro l'Unione Calcio Bisceglie ha sancito la fine dell'avventura per il tecnico Luca Tiozzo.

La separazione tra la società ionica e l'allenatore di origini venete era nell'aria già al triplice fischio, anticipata da un silenzio societario che preannunciava decisioni drastiche dopo l'ennesima battuta d'arresto della gestione.

Il club rossoblù si trova così costretto a fronteggiare il terzo avvicendamento tecnico nel giro di appena novanta giorni dall'inizio della stagione agonistica, confermando una pericolosa instabilità nella programmazione iniziale.

Dopo le parentesi vissute sotto la guida di Alberto Giuliatto e dello stesso Tiozzo, nelle ultime ore è prepotentemente emerso il profilo di Pino Di Meo per raccogliere un'eredità particolarmente pesante.

Il trainer originario di Trani è reduce dalla trionfale cavalcata culminata con il salto in Serie D conquistato pochi mesi fa proprio alla guida del Bisceglie, superando la Boreale nell'atto conclusivo degli spareggi promozione.

Nonostante l'esperienza e la profonda conoscenza del campionato pugliese vantate dal mister, la trattativa per il suo approdo in riva allo Ionio avrebbe subito un brusco rallentamento, rimanendo al momento avvolta nell'incertezza.

Eventuali scenari legati all'arrivo di Di Meo non mancherebbero di riaccendere polemiche mai sopite all'interno della tifoseria, legate a un precedente episodio risalente allo scorso febbraio in occasione della finale di coppa regionale.

In quella circostanza, dopo il successo del Bisceglie proprio contro il Taranto allora allenato da Danilo Danucci, il tecnico si rese protagonista di un gesto polemico con il pubblico che non venne mai seguito da scuse ufficiali.

La piazza ionica, notoriamente passionale e particolarmente esigente, osserva con diffidenza l'ipotesi di un matrimonio tecnico che imporrebbe a entrambe le parti di ricucire uno strappo profondo.

Qualora la scelta dovesse ricadere proprio su di lui, il nuovo timoniere avrebbe il compito gravoso di compattare uno spogliatoio ampio ma fin qui incapace di esprimere appieno il proprio reale valore tecnico.

All'interno della rosa figurano elementi importanti che necessitano di una guida forte, così come non è da escludere che il club possa valutare innesti mirati sfruttando profili già presenti in tribuna e ben noti agli addetti ai lavori.

Sul fronte dirigenziale la posizione del direttore sportivo Francesco Montervino appare al momento confermata, sebbene l'operato estivo e la resa di alcuni acquisti finiscano inevitabilmente sotto la lente d'ingrandimento.

Operazioni di mercato come gli ingaggi di Bonavolontà e Eijgenraam non hanno finora garantito il rendimento sperato, bilanciandosi solo in parte con l'apporto discontinuo ma prezioso di elementi esperti come Falzerano e Taurino.

Il futuro della direzione tecnica dipenderà anche dalle strette sinergie che si instaureranno tra la dirigenza e il prossimo allenatore, chiamato a blindare gli equilibri di un gruppo squadra chiamato a un immediato riscatto.

L'ambiente rossoblù necessita ora di ritrovare compattezza e unione d'intenti, scongiurando pericolose divisioni tra tifoseria e società che finirebbero per compromettere irrimediabilmente le ambizioni stagionali.

Sezione: Serie D / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 11:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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