La Ferrandina comunica l'addio di Giuseppe Mastromarino, esterno destro classe 1999, con cui termina un sodalizio durato sei stagioni. Una separazione che rappresenta per il club lucano la fine di un ciclo particolare, quello legato al percorso di un calciatore che ha incarnato i valori fondamentali della società.

Mastromarino appartiene a quella categoria di atleti che non sempre catturano i riflettori con prestazioni eclatanti, ma che costruiscono giorno dopo giorno, con dedizione e serietà, il fondamento di una squadra. Un professionista tranquillo, educato e esemplare nel comportamento, capace di trascinare i compagni soprattutto attraverso l'atteggiamento e l'impegno quotidiano piuttosto che mediante gesti spettacolari.

La permanenza del difensore alla Ferrandina è stata contrassegnata da un'evoluzione costante. Arrivato come calciatore under, ha gradualmente assunto responsabilità crescenti fino a diventare uno dei volti simbolo del club. Il momento culminante di questo percorso corrisponde alla stagione che ha regalato al club la promozione in Serie D, un'impresa straordinaria nella quale Mastromarino ha rivestito un ruolo di primo piano.

Anche nella fase più recente della sua esperienza in rossoblu, nonostante le difficoltà incontrate dalla squadra negli ultimi dodici mesi, il terzino ha continuato a profondere massimo impegno, testimoniando attraverso le proprie azioni cosa significhino davvero sacrificio e dedizione alla maglia.

Il presidente Mimmo Pepe ha commentato l'addio con parole che evidenziano il valore umano e professionale del giocatore: "Mastro è arrivato come Under e va via da protagonista assoluto di questo gruppo. È stato l'emblema di questa società, soprattutto nella stagione della straordinaria cavalcata che ci ha portato in Serie D. Anche negli ultimi 12 mesi, pur tra mille difficoltà, ha dato tutto e di più per questa maglia, mostrando a tutti cosa siano il sacrificio e la passione. Questo è solo un arrivederci, perché Ferrandina e il Ferrandina 17890 saranno sempre casa sua".

Le parole del massimo dirigente del club incarnano il senso profondo dell'addio: non si tratta di una rottura, ma della conclusione naturale di un capitolo destinato a rimanere indelebile nella memoria della società lucana. Ciò che è stato costruito insieme nel corso di questi sei anni non può essere semplicemente cancellato, rappresentando invece una parte integrante della storia del Ferrandina.

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 21:30
Autore: Anna Laura Giannini
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