L'entusiasmante pareggio per tre a tre maturato sul terreno di gioco del Brianteo contro il Monza ha lasciato in dote ad Antonio Calabro indicazioni di primaria importanza in merito allo spessore caratteriale evidenziato dal suo Padova.

Riuscire a risalire la china per ben tre occasioni contro un'avversaria di caratura superiore ha rappresentato un segnale di grande vitalità, trasformando l'ultima uscita amichevole della preparazione estiva in un test estremamente probante sul piano della tenuta mentale.

«Non è facile recuperare per tre volte contro una squadra come il Monza. Mi è piaciuta la reazione e soprattutto il modo in cui è arrivata, con la voglia di andare in avanti e con un cambio mentale e di atteggiamento completamente diverso».

L'allenatore ha posto un accento particolare sulla flessibilità tattica mostrata dal gruppo nell'adattarsi a una compagine improntata a un'aggressività esasperata a uomo sui singoli riferimenti in campo.

«Bisogna alternare il corto al lungo e saper leggere quali sono le soluzioni che possono dare più fastidio all’avversario».

I presupposti tattici per fare male all'avversario sono arrivati con l'aumentare delle giocate in profondità e l'occupazione razionale dell'area di rigore durante lo sviluppo della manovra offensiva.

«Quando abbiamo cercato Caprari tra le linee e Lasagna negli spazi nel secondo tempo, siamo stati molto più pericolosi rispetto a quando cercavamo altre soluzioni».

La fluidità trovata negli ultimi trenta metri ha soddisfatto pienamente la guida tecnica: «I numeri sono buoni, così come le soluzioni adottate. Riempiamo l’area con gli uomini giusti e abbiamo i tempi giusti».

A fronte dei progressi tecnici rilevati, l'analisi del mister si è concentrata sulle disattenzioni difensive che hanno propiziato le marcature subite, elemento di forte criticità da correggere immediatamente.

«Non mi piace prendere gol dal nulla. Ci sono delle cose che dobbiamo sistemare».

Il concetto è stato approfondito con maggiore durezza per far comprendere dove sia necessario lavorare a stretto giro di posta per evitare pericolose amnesie in vista dei punti in palio.

«Quando gli avversari hanno fatto qualcosa di importante, siamo stati bravi a non subire gol. Quando invece non hanno fatto niente per impensierirci, ce lo siamo fatto da soli. Questa è una cosa che non mi piace e sulla quale dobbiamo migliorare velocemente».

Dal punto di vista atletico, la risposta fornita dal collettivo prosegue secondo la tabella di marcia stabilita, garantendo un minutaggio importante a tutta la rosa a disposizione.

«Ci sono passi in avanti ogni partita. Chiudiamo questo ciclo con tutti i giocatori che hanno messo nelle gambe 75-80 minuti e questo è già un obiettivo molto importante».

Per quanto concerne le scelte riguardanti la struttura dell'undici iniziale, l'allenatore ha frenato su giudizi affrettati, chiedendo pragmatismo costante al di là delle semplici valutazioni sotto rete.

«Bisogna dare ancora continuità e ricercare, attraverso determinate prestazioni e contro determinati avversari, di essere concreti».

Un'impostazione che esige massima attenzione per capitalizzare appieno la mole di lavoro prodotta: «Non vuol dire essere concreti sotto porta, ma portare a casa il risultato pieno per quello che meriti, senza regalare niente all’avversario».

Infine, la scelta del calendario di test affrontati durante la fase estiva è stata motivata con la volontà precisa di evidenziare subito le lacune per poter intervenire tempestivamente prima dell'impegno ufficiale in Coppa Italia contro l'Udinese.

«Le ho volute proprio per far venire fuori quelli che potrebbero essere i difetti e quindi lavorarci».

Sezione: Serie B / Data: Sab 08 agosto 2026 alle 17:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture