Attraverso un lungo e sentito messaggio affidato ai propri canali social, corredato da un video di saluto, Giovanni Tedesco ha voluto congedarsi definitivamente da tutto l'ambiente biancorosso. L'ormai ex allenatore del Perugia ha ripercorso la sua esperienza in panchina, senza risparmiare passaggi particolarmente duri in merito alle recenti polemiche e alle motivazioni che hanno accompagnato il suo addio.

Nel suo incipit, il tecnico ha rivolto un pensiero affettuoso alla piazza umbra: «È arrivato il momento della mia partenza e voglio salutare tutti i tifosi e tutti i perugini che mi sono stati vicini in questa avventura».

L'ex calciatore ha quindi esteso i suoi ringraziamenti a chi lo ha affiancato durante questo percorso: «Devo ringraziare chi ha reso possibile tutto ciò e chi ha lavorato con me, i giocatori, lo staff e in particolar modo Riccardo Gaucci, Walter Novellino e Tommaso Merli».

Nel tracciare il bilancio del lavoro svolto, l'allenatore ha tenuto a precisare le condizioni drammatiche in cui si trovava l'organico al suo insediamento: «Ricordo a tutti che quando sono arrivato, il Perugia aveva tre punti, ultima in classifica e la salvezza sembrava un sogno, cosa che invece abbiamo ottenuto».

Il clima si è poi scaldato quando il discorso è scivolato sulle dichiarazioni rilasciate nei suoi confronti da Alessandro Gaucci: «Devo anche dire che sono amareggiato per le parole di Alessandro Gaucci che mi hanno ferito umanamente».

L'ex centrocampista ha respinto con fermezza le accuse relative al suo passato da calciatore del Grifo: «Sentir dire che 20 anni fa, lasciai il Perugia perché ero un giocatore finito fa davvero male, quando le motivazioni erano ben altre e lo testimonia il fatto che ho continuato a giocare al Genoa da capitano e in Serie A con il Palermo totalizzando 20 reti, non ero finito».

Proseguendo nella sua replica, Tedesco ha lanciato una stoccata diretta sulla carriera dirigenziale del suo interlocutore: «Anzi, potrei chiedere che cosa ha fatto Alessandro negli ultimi 20 anni dopo il fallimento ma non lo farò».

L'allenatore ha poi risposto con forza anche alle critiche sull'aspetto estetico e sulla qualità del gioco espresso dalla sua squadra durante il campionato: «Come fa male sentir dire da Alessandro che guardare le mie partite gli faceva venire sonno… chissà se aveva visto anche quelle prima del mio arrivo e chissà se sapeva in quali condizioni giocavamo…».

La rivendicazione dei meriti sul campo resta il punto centrale di tutta la sua riflessione: «La realtà è una sola: se oggi ha in mano un Perugia in Serie C è perché noi abbiamo salvato la stagione».

Passando al capitolo relativo al suo sollevamento dall'incarico, il tecnico ha rivelato un retroscena legato alle trattative societarie: «E termino con il mio esonero… avrei parlato con molta tranquillità con Alessandro, ma resta un fatto: il direttore Borras mi ha fatto vedere una PEC con la proposta di acquisto di Arena Curi che era vincolata al mio esonero, cosa avrei dovuto sentirmi dire di più da Alessandro?».

Nonostante le tensioni della separazione, il sentimento nei confronti della città e della tifoseria rimane immutato: «Detto ciò quello che interessa al sottoscritto è il battito del Curi, l’anima di un popolo che non smetterò mai di ringraziare».

Il legame con i colori biancorossi supera qualsiasi polemica o scontro verbale: «Niente potrà mai scalfire il grande amore e l’orgoglio che ci accomuna».

L'ex guida tecnica ha voluto infine chiudere il suo intervento dimostrando superiorità rispetto alle recriminazioni degli ultimi giorni: «Queste affermazioni scivoleranno sulla corazza della mia indifferenza come 22 anni fa».

Il saluto finale racchiude l'affetto profondo che lo legherà per sempre alla piazza umbra: «Grazie di cuore per tutto. Forza Perugia sempre».

Sezione: Serie C / Data: Sab 08 agosto 2026 alle 06:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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