Massimo Cellino ha deciso di rompere il silenzio per fare chiarezza sulle ultime vicende che stanno infiammando la piazza, spiegando le motivazioni profonde che lo hanno spinto a compiere un passo così cruciale per la storia del club. Il presidente ha voluto sottolineare con forza la legittimità e l'importanza dell'operazione appena conclusa, legandola indissolubilmente all'identità stessa della squadra.

«Ho riattivato la matricola perché il Brescia, il vero Brescia, merita di rivivere» ha dichiarato senza giri di parole il patron, evidenziando come questo atto rappresenti un passaggio fondamentale per restituire dignità e futuro alla gloriosa compagine lombarda.

Il massimo dirigente ha poi voluto fare una netta distinzione all'interno della tifoseria, non risparmiando critiche a chi, secondo la sua visione, non sta remando nella stessa direzione della società in questo momento di rifondazione.

«I tifosi sani e veri del Brescia ringraziano per aver riattivato la matricola, quelli disturbati sono quelli che mi hanno creato problemi» ha sentenziato Cellino, rimarcando il contrasto tra l'entusiasmo della base e le contestazioni subite da alcune frange.

Nello spiegare la sua strategia, l'imprenditore ha lanciato una frecciata piuttosto diretta ai rivali provinciali che attualmente usano l'impianto cittadino, rivendicando la totale centralità del suo progetto sportivo rispetto ad altre realtà limitrofe.

«Questo è il vero Brescia, non il donato Salò che sta giocando nel nostro stadio» ha tuonato il presidente, mettendo in chiaro le gerarchie calcistiche e territoriali all'interno della città.

Guardando al domani, il numero uno del club non ha voluto porre un freno alle ambizioni della società rinata, preferendo non fissare un traguardo preciso ma lasciando intendere che le prospettive della Leonessa sono estremamente vaste.

«Perché ho riattivato la matricola? Gli obiettivi sono illimitati. Il tempo parlerà» ha proseguito il patron, blindando le proprie strategie e rimandando al futuro ogni giudizio definitivo sui risultati che questa operazione potrà portare.

Infine, Cellino ci ha tenuto a smentire categoricamente le voci che leggevano dietro a questa mossa una semplice manovra di natura economica legata ai premi di solidarietà per la cessione del centrocampista della Nazionale.

«Tonali? L'indennizzo lo avrei preso ugualmente. Non ho riattivato la matricola per questo. Il tempo darà le risposte» ha concluso l'imprenditore, respingendo ogni speculazione finanziaria e ribadendo la purezza dell'operazione.

Sezione: Serie C / Data: Gio 02 luglio 2026 alle 11:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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