Si interrompe in modo definitivo il legame professionale tra Ciro Danucci e il Taranto. Il tecnico ha voluto ufficializzare la fine della sua esperienza sulla panchina rossoblù affidando una lunga e dettagliata riflessione ai propri canali social.
Secondo quanto riportato da Giovanni Scialpi, la decisione è maturata dopo un confronto diretto con i vertici dirigenziali. «Ho appena appreso dal direttore Pagni che non ci sono i presupposti per continuare insieme e che quindi non sarò l’allenatore del Taranto nella prossima stagione…» ha esordito l'ormai ex allenatore della compagine pugliese.
Nonostante la separazione, il mister ha tenuto a manifestare la propria gratitudine verso tutto l'ambiente ionico. «Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno sempre supportato in questa avventura facendomi sentire sempre la loro vicinanza e il loro appoggio…» ha spiegato il tecnico nel suo comunicato.
La riconoscenza dell'allenatore si è estesa anche a chi ha manifestato opinioni divergenti nel corso dell'anno. «Ringrazio chi mi ha criticato, anche aspramente, tutto e’ motivo di crescita individuale e professionale…» ha evidenziato con maturità il tecnico di fronte alla piazza.
Il pensiero di Danucci si è poi rivolto alla dirigenza del sodalizio e ai rappresentanti dell'informazione locale. «Ringrazio la proprietà per avermi dato la possibilità di far parte di questo progetto… ringrazio tutti gli organi di stampa con i quali ho sempre avuto un rapporto schietto, directo, professionale e rispettoso…» ha sottolineato.
Una parte molto corposa delle sue dichiarazioni è stata riservata al gruppo di atleti diretti durante questa intensa annata sportiva. «Ringrazio tutti i calciatori che ho avuto il piacere di allenare in questa annata particolare, da chi ha giocato tutte le partite, a chi nemmeno un minuto» ha affermato con sincero affetto.
La dedizione della rosa è stata totale, a prescindere dal minutaggio raccolto sul rettangolo verde. «Tutti quanti mi hanno dato grande disponibilità, dimostrato grande attaccamento alla causa e trasmesso qualcosa dal punto di vista umano…» ha aggiunto il mister, elogiando la compattezza dello spogliatoio.
Un ringraziamento speciale è andato ai suoi più stretti collaboratori, con i quali ha condiviso l'inizio del percorso in un contesto estremamente critico. «Ringrazio il mio staff, abbiamo lavorato dapprima in una situazione irreale, senza materiale, senza un minimo di organizzazione, senza le condizioni minime per poter lavorare» ha denunciato apertamente.
Davanti a tali carenze logistiche e organizzative, lo staff tecnico ha saputo compattarsi e superare ogni ostacolo iniziale. «Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo sopportato tutto e supportato tutti, partendo con una squadra allestita in pochissimi giorni, con 4/5 giorni di preparazione alle spalle» ha confessato.
I risultati sul campo sono comunque arrivati nonostante i ritmi serrati della prima fase stagionale. «Giocando campionato e coppa ininterrottamente per 2 mesi riuscendo ad eliminare il Brindisi dalla coppa e a stazionare costantemente nelle parti altissime della classifica…» ha puntualizzato con orgoglio il tecnico.
La seconda porzione del campionato ha proposto uno scenario completamente differente, ma non meno complesso dal punto di vista gestionale. «Ereditando poi, a gennaio, una situazione molto diversa, un gruppo completamente nuovo, molto distante dalle prime posizioni, con tantissime problematiche…» ha ammesso.
La risposta alle difficoltà strutturali e di classifica è arrivata attraverso l'applicazione quotidiana sul campo da gioco. «Nonostante tutto abbiamo lavorato, lavorato e lavorato senza mai mollare e siamo arrivati ad un centimetro dall’obiettivo che avremmo meritato di centrare…» ha dichiarato con un pizzico di rammarico.
L'allenatore ha voluto rivolgere un ultimo encomio pubblico alla squadra per il percorso compiuto fino all'ultimo istante. «A voi mi sento di dire che abbiamo fatto un grande lavoro e che sono orgoglioso di quanto fatto!» ha esclamato con forza il tecnico pugliese.
La chiusura della sua lunga nota è stata dedicata a un bilancio intimo e a ciò che avrebbe voluto realizzare in condizioni differenti. «Finisco con una riflessione personale… avrei voluto allenare il Taranto in una situazione e condizione di normalità, in altre categorie, partendo con le giuste tempistiche, programmando un lavoro nel tempo, senza fretta, senza affanni» ha confidato.
Le dinamiche del calciomercato hanno rappresentato un ulteriore limite alla sua idea di programmazione tecnica nel corso delle due esperienze. «Avrei voluto incidere nelle scelte di mercato, cosa che nelle due mie parentesi non ho mai potuto fare» ha rivelato apertamente l'allenatore.
Il desiderio era quello di poter incidere fin dai primi giorni del ritiro estivo. «Avrei voluto plasmare un gruppo dal ritiro, curare tanti dettagli etc etc…» ha spiegato il tecnico, prima di congedarsi definitivamente con un messaggio di profondo rispetto per i colori rossoblù.
«Resta comunque il fatto che per me è stato un onore allenare il Taranto, sentire quella responsabilità e quella pressione che l’amore e la passione di una tifoseria così bella e numerosa ti impone…» ha concluso il tecnico, salutando la piazza con l'acronimo «Un grande abbraccio e SFT».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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