Il Potenza mette in cassaforte tre punti di un'importanza capitale sul difficile campo di Foggia, raggiungendo la soglia psicologica dei quaranta punti e mettendo un mattone pesantissimo sulla propria stabilità in classifica. La vittoria esterna è maturata al termine di una sfida dai due volti, che il tecnico dei lucani, De Giorgio, ha analizzato con grande precisione nel post-partita, mettendo in luce la capacità di sofferenza e la successiva crescita dei suoi uomini durante i novanta minuti.
«Portare a casa l'intera posta in palio oggi era di vitale importanza» ha esordito l'allenatore nella sua analisi del match, ammettendo le difficoltà incontrate in una prima frazione di gioco dominata dal furore agonistico dei padroni di casa. De Giorgio ha riconosciuto i meriti di un avversario ferito: «Il primo tempo è stato caratterizzato da un'intensità altissima; il Foggia stava giocando la partita della vita e ci ha schiacciato con una pressione notevole, che ci ha impedito di sviluppare la manovra come avremmo desiderato».
Il cambio di marcia è arrivato però nella seconda metà dell'incontro, quando il Potenza ha saputo leggere meglio le pieghe della gara e colpire nel momento di massima vulnerabilità degli avversari. Secondo il tecnico, la chiave è stata la pazienza mista al cinismo: «Durante la ripresa siamo stati bravi a trarre vantaggio da alcuni cali atletici dei nostri rivali, trovando la via della rete e riuscendo successivamente a controllare la situazione senza troppi affanni».
Nelle pieghe del successo dello Zaccheria, De Giorgio ha trovato spazio per lodare le prestazioni dei singoli, evidenziando il lavoro oscuro ma fondamentale di alcuni interpreti. Su De Marco, il tecnico è stato chiaro: «Nonostante nella prima parte di gara abbia toccato pochi palloni in fase di impostazione, il suo contributo è stato essenziale quando non avevamo il possesso, dimostrando una maturità tattica davvero notevole».
Parole d'elogio sono state spese anche per il reparto offensivo, dove il lavoro corale ha permesso di scardinare la retroguardia pugliese. «Murano ha svolto un compito prezioso, i suoi tagli in profondità hanno aperto varchi importanti permettendo a Schimendi e Petrungaro di trovarsi davanti alla porta» ha osservato il mister, sottolineando con particolare soddisfazione il ritorno ai suoi livelli di quest'ultimo: «Petrungaro ha finalmente dato i segnali che aspettavamo dopo il lungo stop per infortunio, così come Selleri ha messo benzina nelle gambe per ritrovare la forma migliore».
L'aspetto che sembra aver soddisfatto maggiormente De Giorgio, tuttavia, non è solo legato ai nomi, ma alla capacità del collettivo di autogestirsi nei momenti di tempesta. Sebbene negli spogliatoi fossero arrivate indicazioni precise, è stata l'interpretazione dei calciatori a fare la differenza. «Durante l'intervallo avevo fornito dei correttivi sulla velocità del giro palla e sul posizionamento della linea di difesa, ma il merito va ai ragazzi che hanno saputo agire con lucidità» ha spiegato con orgoglio.
Questa indipendenza decisionale sul rettangolo verde è, agli occhi dell'allenatore, il segnale di una crescita mentale definitiva. «La squadra è rimasta focalizzata sull'obiettivo e ha agito con grande acume, dando prova di saper gestire autonomamente le fasi critiche della contesa» ha aggiunto De Giorgio, evidenziando come la prova di carattere sia arrivata proprio dopo il passo falso interno contro il Cosenza che aveva lasciato qualche scoria nell'ambiente.
Il successo di Foggia non è solo un toccasana per la graduatoria attuale, ma funge da trampolino di lancio per gli impegni che attendono il club lucano su più fronti. «Questi tre punti ci permettono di blindare la nostra posizione e di allontanarci definitivamente dalle acque agitate della zona bassa, permettendoci di guardare con una mentalità positiva anche alla prossima sfida di Coppa Italia» ha rimarcato il tecnico, evidenziando la forza d'urto del gruppo nel reagire prontamente alle avversità.
Il finale di stagione si preannuncia infuocato e il Potenza non vuole lasciare nulla al caso. L'obiettivo dichiarato da qui alla fine è quello di poter contare sull'intero organico, riducendo al minimo le assenze per giocarsi le proprie carte con tutti i titolari a disposizione. La gestione delle rotazioni sarà fondamentale per mantenere alta la competitività nelle ultime curve del campionato.
«Dobbiamo presentarci a questo rush finale di nove partite con la rosa più completa possibile» ha concluso De Giorgio, lanciando un messaggio chiaro allo staff medico e ai suoi calciatori: «Il recupero di tutti i ragazzi che rientrano dai vari infortuni è prioritario. Solo disponendo di ogni risorsa potremo dare quella sferzata finale che serve per raggiungere i traguardi che questa società si è prefissata».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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