Il Foggia scivola ancora più in basso in una classifica che sta diventando un vero e proprio incubo per i tifosi rossoneri, confermando una crisi che sembra non avere fine dopo il match contro il Potenza. Quella maturata nell'ultimo turno di campionato rappresenta la nona sconfitta consecutiva per una squadra che appare ormai incapace di reagire, restando mestamente inchiodata all'ultima posizione del Girone C.
Al triplice fischio finale, l'atmosfera all'interno dello stadio Zaccheria si è fatta incandescente, con la delusione della piazza che è esplosa in una contestazione feroce e fragorosa. I sostenitori foggiani hanno espresso tutto il loro malcontento attraverso fischi assordanti che hanno preso di mira sia i calciatori scesi in campo sia la gestione tecnica guidata da mister Pazienza, apparso sempre più in bilico.
In un contesto così drammatico e carico di tensione elettrica, la società ha optato per una linea di condotta estremamente rigida, decidendo di non far tesserare nessuno se non le cariche dirigenziali. Il club ha infatti imposto un rigoroso silenzio stampa per evitare che le dichiarazioni a caldo potessero esacerbare ulteriormente gli animi già provati di una tifoseria che vede lo spettro della retrocessione farsi sempre più concreto.
L'unico a presentarsi davanti ai microfoni per metterci la faccia è stato il direttore sportivo Cagnazzo, il quale ha voluto chiarire immediatamente la posizione della proprietà e della dirigenza. Le sue parole sono state asciutte e taglienti, prive di qualsiasi giustificazione tecnica o tattica per quanto visto sul rettangolo verde, puntando dritto all'orgoglio di chi indossa la maglia dei satanelli.
«Annunciamo il silenzio stampa perché crediamo ci sia poco da dire. Ora come ora c’è solo da tirare fuori gli attributi» ha dichiarato fermamente il dirigente, utilizzando un'espressione gergale ma estremamente efficace per descrivere il momento critico. Secondo Cagnazzo, in questa fase della stagione le analisi tattiche lasciano il tempo che trovano, poiché è necessaria una reazione caratteriale che finora è completamente mancata.
La scelta di chiudersi nel silenzio mediatico è stata dettata dalla necessità di far riflettere il gruppo squadra lontano dai riflettori e dalle polemiche quotidiane. La dirigenza ritiene che non ci siano più margini per le scuse e che l'unica strada percorribile per tentare una disperata risalita sia quella del lavoro silenzioso e di un cambio radicale di atteggiamento mentale da parte di ogni singolo componente.
Mentre la contestazione continua a montare all'esterno dei cancelli, il club cerca di fare quadrato attorno ai propri tesserati, pur nella consapevolezza che il credito verso l'allenatore e i giocatori è ormai esaurito. Il DS ha voluto far capire che la pazienza è terminata e che d'ora in avanti parleranno solo i fatti, sperando che questo provvedimento possa dare una scossa a un ambiente che sembra aver smarrito la propria identità.
La situazione del Foggia resta dunque una delle più preoccupanti dell'intero panorama calcistico nazionale, con una striscia negativa che non ha precedenti recenti nella storia del club pugliese. Le prossime ore saranno fondamentali per capire se la società intenderà prendere ulteriori provvedimenti drastici o se si continuerà sulla linea del silenzio e del lavoro sul campo, sperando in un'inversione di rotta che appare oggi come un miracolo sportivo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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