Il confronto andato in scena tra la Carrarese e il Palermo ha lasciato in dote ai toscani un mix contrastante di sensazioni, dove l’orgoglio per una prova di forza indiscutibile si scontra con l'amarezza di un tabellino che non rende giustizia a quanto visto sul rettangolo verde. Nonostante un dominio durato per tutti i novanta minuti, scandito anche da due legni che hanno negato il gol, la squadra di casa è uscita dal campo a mani vuote, scatenando una reazione carica di partecipazione emotiva da parte della guida tecnica.
«Abbiamo offerto una prestazione di livello eccezionale e gagliardo, specialmente se valutiamo quanto fosse elevato il coefficiente di difficoltà di questa sfida» ha esordito Antonio Calabro in una sala stampa carica di tensione positiva ma dolente. Il mister ha evidenziato come, nonostante una ritrovata continuità sul piano del gioco, l’assenza di punti pesi come un macigno: «Questi verdetti ci stanno provocando una sofferenza profonda, un dolore interiore che si fa ancora più acuto perché giunge dopo prestazioni di questo spessore».
Vedere una "big" del campionato messa alle corde dal primo istante è motivo di vanto per l'allenatore, che però non può nascondere il dispiacere per i suoi calciatori, usciti esausti dopo una gara di sacrifici estremi. «Mi rincresce enormemente per i ragazzi perché, nonostante tutto l'impegno profuso, stasera non hanno raccolto nulla; li esorto però con forza a non darsi per vinti» ha proseguito Calabro, fissando l'orizzonte temporale della stagione: «Tireremo le somme definitive tra dieci giornate, ma la strada deve rimanere questa».
Analizzando le pieghe tattiche della sfida, il tecnico ha individuato un unico neo in una prima frazione quasi perfetta, legato alla gestione della palla in fase di avvio manovra che ha poi propiziato il gol avversario. «Quell’incertezza in costruzione è stata forse la nostra sola sbavatura; con i riferimenti coperti avremmo dovuto cercare subito le punte» ha ammesso con onestà, aggiungendo però una nota di umanità al suo giudizio: «Dobbiamo crescere in certi frangenti, ma siamo belli proprio nelle nostre imperfezioni, come ogni essere umano».
Calabro non ha mosso rimproveri alla squadra, chiedendo anzi che questa attitudine alla lotta e questa organizzazione tecnica diventino la norma, indipendentemente dal cinismo dei risultati attuali. «Oggi non abbiamo messo in campo solo il cuore, ma anche doti tecniche e una struttura di gioco importante, pur sapendo che contro determinati avversari la soglia dell'attenzione deve essere costante» ha ribadito, confermando la sua totale fiducia nel gruppo: «I miei meritavano molto di più rispetto a quanto ottenuto stasera».
Sugli errori commessi negli ultimi metri e sui pali colpiti, il tecnico ha preferito parlare di casualità e sfortuna piuttosto che di colpe individuali, rifiutandosi categoricamente di puntare il dito contro chi dà tutto per la maglia. «Sbagliare davanti alla porta è un aspetto che fa parte del calcio; per l’abnegazione che dimostrano, non andrò mai a criticare un mio giocatore per un errore tecnico» ha spiegato, mantenendo saldo l'obiettivo della salvezza: «Sapevamo di dover lottare fino all'ultimo istante dell'ultima gara e andremo avanti per il nostro cammino».
Una nota lieta è arrivata dalla prova di Ernesto Torregrossa, lanciato titolare per sopperire alla pesante assenza di Fabio Abiuso nel reparto avanzato. Il mister si è detto estremamente soddisfatto delle risposte ottenute dall'attaccante: «Ernesto si è comportato alla grande, ha lavorato bene in settimana e in campo ha dimostrato di non mollare mai; insieme a Finotto forma una coppia che si trova a meraviglia».
Proprio Torregrossa ha confermato lo stato d'animo dello spogliatoio, assumendosi le responsabilità per le occasioni non concretizzate ma ribadendo la forza del gruppo e il legame con la tifoseria. «C’è molto rammarico perché potevamo essere più efficaci sotto porta, io per primo; perdere così fa male perché abbiamo messo sotto una squadra fortissima per tutta la partita e i tifosi, a fine gara, ci hanno riconosciuto questo sforzo» ha dichiarato il centravanti.
Nonostante il periodo trascorso lontano dal campo dal primo minuto, Torregrossa si è fatto trovare pronto quando la necessità lo ha richiesto, elogiando il compagno di reparto assente e guardando con fiducia alle prossime sfide. «Sostituire Abiuso, che considero tra i migliori nel suo ruolo in questa categoria, non era semplice, ma io e Mattia abbiamo l'intesa e l'esperienza giusta per dare una mano nei momenti critici» ha spiegato, riferendosi al palo colpito: «Ho calciato d'istinto, ma oggi la palla non voleva proprio saperne di entrare».
La convinzione comune è che l'unità d'intenti mostrata contro il Palermo, unita a un ambiente che continua a spingere nella stessa direzione, sarà l'arma vincente per la permanenza in Serie B. «Ci portiamo via una prestazione solida e una voglia di restare uniti che ci condurrà lontano» ha concluso l'attaccante, facendo eco al pensiero di Calabro: «La risposta del pubblico è stata eccellente, l'ambiente è con noi e la Carrarese otterrà la salvezza proprio grazie a questa coesione».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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