Il successo per 3-1 conquistato dal Livorno contro la Reggiana sul rettangolo di gioco durante la sfida di Ferragosto potrebbe non essere del tutto compromesso. Come viene approfondito dalle pagine de Il Tirreno, di fronte alla richiesta degli emiliani di ottenere la vittoria a tavolino per l'impiego di Tommaso Mancini, la società amaranto è pronta a far valere le proprie ragioni attraverso un articolato controricorso studiato per neutralizzare le pretese avversarie.

La contestazione emiliana ruota attorno all'articolo 39 delle Noif, focalizzandosi sul visto di esecutività del tesseramento giunto soltanto nella mattinata del 15 agosto. Tuttavia, la strategia difensiva del club toscano punta a far emergere elementi in grado di pareggiare i conti sul piano procedurale, facendo leva sulla buona fede societaria e su cavilli regolamentari che potrebbero cambiare l'inerzia della decisione e portare persino a uno sgonfiamento del caso.

I legali del club lavoreranno per dimostrare che il calciatore figurava regolarmente tesserato negli archivi, spostando l'attenzione sul cavillo burocratico della tempistica di notifica dell'esecutività. Se la linea del controricorso dovesse trovare accoglimento, la posizione del Livorno potrebbe essere alleggerita, evitando la sanzione estrema della perdita della gara e limitando le conseguenze a una semplice multa pecuniaria.

L'ambiente amaranto attende quindi con cauto ottimismo gli sviluppi legali per evitare che si ripeta un esito amaro come quello vissuto nel 2023 in Coppa Italia. La parola finale spetterà lunedì 24 agosto al giudice sportivo Cosimo Taiuti, chiamato a valutare sia il reclamo della Reggiana sia le argomentazioni presentate nel controricorso amaranto.

Sezione: Serie C / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 15:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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