Rosario Pelligra, presidente del Catania, ha offerto una panoramica completa sulle sue aspirazioni per il club e la città in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Il massimo dirigente rossazzurro ha parlato della situazione attuale della squadra, della sua profonda connessione personale con il club e della sua visione a lungo termine che lega successo sportivo e responsabilità sociale.
Nonostante la squadra si trovi in una buona posizione di classifica, appena dietro Salernitana e Benevento, Pelligra punta a un ulteriore miglioramento. Il presidente si è mostrato ottimista sul futuro, pur riconoscendo gli ostacoli incontrati di recente. “Sono molto fiducioso, siamo terzi appena dietro a Salernitana e Benevento,” ha dichiarato.
Il cammino della squadra è stato, tuttavia, frenato da problemi fisici: “Dopo un grande inizio siamo stati penalizzati da qualche infortunio, ma ora stiamo bene e vogliamo tornare al vertice.” Questa determinazione a recuperare la vetta della classifica riflette la sua ambizione per un club che non deve accontentarsi di posizioni di rincalzo.
Le aspirazioni di Pelligra non si limitano al campo nazionale. Il presidente ha delineato un orizzonte europeo per il Catania, ma ha anche messo in luce un obiettivo sociale ancora più sentito. “Sogno di portare il Catania in A e nelle coppe europee,” ha rivelato, fissando l'asticella sportiva ai massimi livelli.
Eppure, il suo desiderio più profondo riguarda la comunità: “Ma soprattutto poter dare ai bambini e alle bambine della città strutture adeguate che possano allontanarli dalla strada e affidarli al calcio, grande scuola di vita.” La sua visione vede il calcio non solo come uno sport, ma come un potente strumento educativo e sociale capace di offrire opportunità e una formazione positiva per le nuove generazioni.
Pelligra ha spiegato le ragioni personali che lo hanno convinto a investire nel club rossazzurro, un’attrazione che affonda le radici nell'infanzia. “Perchè ho deciso d’investire sul Catania? Da piccolo, anche se da lontano, lo seguivo con i miei nonni siciliani,” ha confessato. Un legame affettivo che ha resistito alla distanza e al tempo: “Mi ha sempre fatto battere il cuore e sudare le mani.”
La decisione di intervenire è stata rapida e istintiva, avvenuta nel momento più buio della storia del club. “Nel 2022, nei giorni del fallimento, mi è bastato vedere alcuni video della squadra e dei tifosi. In un minuto ho presentato l’offerta. Questa è casa mia.”
Il presidente, infine, ha tenuto a precisare il suo percorso personale, evidenziando come ogni traguardo sia frutto del duro lavoro. “Oggi guido l’azienda di famiglia ma sono partito dal basso. Idraulico, elettricista, ingegnere… ho 12 specializzazioni nell’edilizia.” Questa filosofia è la stessa che intende applicare nel mondo del calcio: “Tutti i miei sogni li trasformo in realtà con il lavoro. Non mi fermo finchè non li realizzo.”
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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