Renate, il ds Magoni: "Pronti a giocare, ma in sicurezza. Contratti? Bisogna spostare tutto"

21.05.2020 19:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Renate, il ds Magoni: "Pronti a giocare, ma in sicurezza. Contratti? Bisogna spostare tutto"

Dopo le decisioni odierne della FIGC, il direttore sportivo del Renate, Oscar Magoni, è intervenuto a TuttoC.com.

Cosa ne pensi della riunione di ieri?
"Purtroppo l'Assemblea di Lega Pro non ha prodotto nulla. I presidenti volevano sospendere il campionato ma la sospensione non c'è. Al momento c'è un ulteriore spostamento. Siamo rimasti sorpresi, pensavamo a dei mini playoff per decidere la quarta promozione". 

Riprendere significa rispettare i protocolli sanitari.
"Tutti noi abbiamo voglia di tornare in campo perché è il nostro lavoro ma serve garantire al 100% la sicurezza e questo sarà difficile: parliamo degli allenamenti, degli staff, degli stadi, degli ospiti, degli steward. Ci sono una decina di club lombardi in Lega Pro, non credo che oggi qualcuno abbia voglia di venire a giocare nella nostra regione. Bisognerà vedere anche il nuovo protocollo degli allenamenti: quello attuale è inattuabile per la Serie C per i costi che ha e non solo. Il nostro medico ci ha fatto sapere che non si assumerà nessuna responsabilità penale. Anche giustamente oserei dire. Questa norma bisogna cambiarla, sia chiaro. Poi se come Renate verremo chiamati a giocare e potremo farlo in piena sicurezza, allora giocheremo, questo è importante ribadirlo".
 
Bisognerebbe anche allungare i contratti dei giocatori.
"Bisognerà spostare tutti i parametri, è impossibile giocare senza giocatori. Noi abbiamo diversi prestiti, bisognerà capire cosa succederà anche in questo caso. E poi c'è anche il problema degli appartamenti, in tanti sono tornati a casa e non hanno la casa in affitto in estate".

Ghirelli ha detto che non siamo in grado di tornare a giocare.
"Io come direttore sportivo e i miei calciatori siamo pronti per qualsiasi scelta. Ma vogliamo giocare con la massima sicurezza. E lo dice uno che è nato ad Alzano e abita a Bergamo, nel pieno epicentro dell'epidemia. Senza la massima tutela della mia salute, e di quella degli altri, non mi muoverò. Ripeto: oggi un club fuori regione non viene tranquillamente a giocare in Lombardia".