Il tecnico del Mantova, Francesco Modesto, ha espresso grande soddisfazione per la netta vittoria ottenuta contro il Cesena, un 3-0 che cancella i dubbi lasciati dalla precedente rimonta subita a Empoli. L’allenatore biancorosso ha voluto evidenziare come, al di là dei singoli episodi, sia stato l'atteggiamento complessivo della squadra a fare la differenza tra le mura amiche del Martelli, dove il pubblico ha giocato ancora una volta un ruolo fondamentale nel trasmettere energia positiva ai calciatori.
Secondo il mister, la chiave del successo non risiede esclusivamente nel carattere, ma in un approccio mentale improntato al sacrificio e alla consapevolezza dei propri limiti. «Non è stato tanto il carattere quanto l’approccio. Quando affronti squadre come il Cesena, che hanno giocatori importanti e qualità, devi avere umiltà. Noi dobbiamo essere operai», ha dichiarato Modesto, sottolineando come la qualità tecnica debba essere sempre accompagnata da un'aggressività costante e dalla voglia di rincorrere l'avversario.
La prova offerta dai biancorossi è stata definita importante dal tecnico, che ha apprezzato la simbiosi tra la squadra e i sostenitori locali. Tuttavia, la serata di festa è stata parzialmente rovinata dalle condizioni fisiche di alcuni elementi della rosa. «La prestazione è stata importante, soprattutto davanti al nostro pubblico che ci ha spinto come sempre. Unico neo gli infortuni di Meroni e Kouda: speriamo non sia nulla di grave», ha ammesso l'allenatore con una punta di preoccupazione.
Analizzando l'andamento del match, Modesto ha mosso qualche piccolo appunto alla gestione della prima frazione di gara, rea di essere stata a tratti poco concreta sotto porta. Il vantaggio minimo maturato nei primi quarantacinque minuti sembrava non rispecchiare appieno quanto prodotto in campo, con diverse opportunità non sfruttate a dovere.
«Nel primo tempo potevamo essere più determinati sotto porta, a volte siamo stati leziosi. Kouda ha avuto un’altra grande occasione e non è riuscito a concretizzare. In diverse situazioni potevamo essere più incisivi», ha spiegato il tecnico, rimarcando come un punteggio di 1-0 andasse decisamente stretto alla sua compagine per la mole di gioco sviluppata.
La vera nota lieta è arrivata nella ripresa, dove il Mantova ha mostrato una maturità diversa rispetto alla trasferta di Empoli, sapendo soffrire senza disunirsi. Nonostante la pressione del Cesena, che ha tentato il tutto per tutto schierando contemporaneamente quattro riferimenti offensivi, i padroni di casa sono stati abili nel gestire il possesso e nel colpire al momento opportuno per chiudere definitivamente i conti.
«Ricordiamoci quello che era successo a Empoli. Anche oggi ci siamo abbassati in alcuni momenti per poi ripartire, non è stato semplice perché a un certo punto avevano quattro punte. Però siamo stati bravi nella gestione della palla e quando c’è stato da chiudere la partita lo abbiamo fatto, segnando il terzo gol», ha sottolineato con orgoglio Modesto, elogiando la crescita tattica dei suoi ragazzi.
Nonostante l'entusiasmo per il largo successo, l'allenatore non vuole cali di tensione e ha già lo sguardo rivolto al prossimo derby contro il Modena. La strada verso la salvezza è ancora lunga e tortuosa, e ogni distrazione potrebbe costare cara in un campionato così equilibrato. «Non basta. Lo sappiamo bene. Dobbiamo continuare a lavorare perché mancano ancora tante partite», ha avvertito, ribadendo l'importanza di mantenere i piedi per terra.
Tra le prestazioni individuali, una menzione speciale è andata a Falletti, capace di adattarsi a diversi ruoli durante la partita e di risultare decisivo con un assist per Mancuso. Modesto ha spiegato che la gestione di un gruppo così numeroso comporta spesso decisioni difficili, che non mettono però in discussione l'impegno di chi rimane fuori. «Si è fatto trovare pronto, ha fatto sia il centrocampista sia l’esterno. Questo è un gruppo che lavora. Mandare qualcuno in tribuna non è mai facile, ma non significa che non si alleni bene», ha precisato.
Il tecnico ha poi concluso il suo intervento ricordando le origini del percorso intrapreso e i sacrifici fatti per arrivare a questo livello, ribadendo che l'umiltà resta l'ingrediente segreto per centrare l'obiettivo stagionale. «Non dobbiamo perdere umiltà. Pensiamo da dove siamo partiti, ai sacrifici fatti. Dobbiamo restare concentrati sulla prossima partita, prepararci al massimo e poi vedremo», ha chiosato il mister.
Infine, un pensiero è andato anche agli avversari e all'insidia rappresentata dal cambio di guida tecnica sulla panchina romagnola. Modesto ha ammesso di aver dovuto preparare la gara su più fronti, prevedendo le mosse di Ashley Cole e leggendo correttamente l'assetto difensivo a quattro proposto dal nuovo allenatore del Cesena. «È stato bello ritrovare tanti ragazzi che ho avuto in passato. Il cambio di allenatore non è mai semplice da affrontare: siamo stati bravi a leggere la partita», ha terminato l'allenatore mantovano.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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