La sorprendente seconda posizione in classifica del Lecco passa anche dai piedi di Leon Sipos. L'attaccante croato, protagonista di una prima parte di stagione da sei reti, ha fatto il punto sul momento della squadra bluceleste intervenendo ai microfoni di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e sul canale 61.
Il recente ko contro il Novara ha interrotto una serie di risultati positivi, ma Sipos mantiene un atteggiamento pragmatico: "Questa sconfitta è stato un passo indietro, ma siamo già orientati alla prossima. Con tanti buoni risultati siamo tutti contenti e lavoriamo con fiducia. Dobbiamo continuare così e tornare subito a vincere". Una filosofia, quella del pensare partita dopo partita, che sembra essere diventata il mantra dello spogliatoio lariano.
Pochi avrebbero scommesso sul Lecco come principale antagonista del Vicenza nella corsa alla promozione, eppure la squadra lombarda ha saputo imporsi come una delle realtà più interessanti del girone. Secondo l'attaccante croato, i presupposti per questo exploit erano già evidenti: "Già dall'anno scorso, con l'arrivo del mister, si è visto che era un allenatore vero, che sa come si lavora. Già allora avevamo capito che con qualche innesto in più e un gruppo compatto si potevano fare grandi cose".
La crescita, però, non si è ancora arrestata. Sipos è convinto che il margine di miglioramento sia ancora ampio: "Abbiamo iniziato bene e penso che siamo ancora in crescita: è una stagione lunga e possiamo andare ancora più avanti". Una dichiarazione che testimonia la fiducia di un gruppo che ha trovato compattezza e identità.
Quando si parla di ciò che potrebbe fare la differenza tra una buona stagione e una straordinaria, il centravanti individua un aspetto preciso: "Penso che siamo una squadra giovane e in alcune partite serve un po' più di esperienza. Non tanto per il gioco, ma per la testa, per restare sempre concentrati". Una maturità mentale che, secondo Sipos, arriverà naturalmente con il prosieguo della stagione: "Stiamo crescendo e ci serve solo tempo, perché lavoriamo forte ogni settimana. Con il tempo tutto verrà naturale".
Sul fronte delle avversarie, il riconoscimento del valore del Vicenza è netto: "Il Vicenza è la favorita, lo sapevamo già dall'inizio. Hanno esperienza, qualità e continuità, sono da anni ai vertici. Però la stagione è lunga e penso che ci sia tempo per fare bene anche noi". Una valutazione lucida che non tradisce tuttavia alcun complesso di inferiorità.
Sul piano individuale, Sipos ha già messo a segno sei reti in questa prima parte di campionato, fermandosi a quattro centri dalla doppia cifra. Tuttavia, l'attaccante preferisce non fissarsi sui numeri personali: "Sono contento, ma tutto quello che faccio arriva dal lavoro della squadra. Senza una squadra che funziona è difficile per un attaccante fare bene. Io gioco prima per il gruppo, poi i gol arrivano da soli".
Anche quando gli viene fatto notare che mancano quattro reti per raggiungere quota dieci, Sipos mantiene la stessa linea: "Sì, mancano quattro, ma io non guardo troppo i numeri. Penso a una partita per volta: voglio vincere con la squadra, poi se arriva il gol è meglio. Dopo la sconfitta di Novara dobbiamo solo pensare a ripartire". Un approccio che sottolinea come il collettivo venga sempre prima dell'individuo.
Il prossimo impegno vedrà il Lecco affrontare sabato la Pro Patria, formazione che attualmente occupa le zone basse della classifica. Sipos mette in guardia dai facili entusiasmi: "Queste sono partite difficili, perché chi è in fondo gioca con più grinta. Dobbiamo avere più intensità e voglia di loro, far vedere che vogliamo vincere di più". Secondo il croato, sarà fondamentale l'approccio mentale: "È una questione di testa, di atteggiamento. Se entriamo con quello giusto, possiamo vincere anche al 80° minuto".
L'esperienza maturata in diverse realtà del calcio italiano permette a Sipos di tracciare un confronto interessante tra i vari gironi di Serie C. Dopo le esperienze nel Mezzogiorno con Catania e Andria, il passaggio al Nord ha evidenziato alcune differenze: "A Catania e Andria era un calcio più fisico, più di grinta. Nel Girone A invece si gioca di più, ci sono più squadre che palleggiano, e a me piace così. Al Sud c'è tanta storia e stadi pieni, ma qui trovo un calcio più tecnico".
Uno degli elementi che ha caratterizzato questa stagione è stato il ritorno dei tifosi allo stadio. Sipos non nasconde la soddisfazione per il sostegno ricevuto: "Devo dire che la tifoseria è bellissima. Lo stadio è quasi sempre pieno e ci aiutano come un giocatore in più". Un ringraziamento va anche alla proprietà: "La famiglia Liberti sta facendo tanto, dobbiamo ringraziare anche il presidente. Speriamo di continuare così e chiudere la stagione in positivo".
Le parole dell'attaccante croato fotografano un Lecco ambizioso ma con i piedi per terra, consapevole delle proprie potenzialità ma anche dei margini di crescita. Con ancora metà campionato da disputare, i blucelesti vogliono consolidare la loro posizione nelle zone alte della classifica, mantenendo vivo il sogno promozione. Il match contro la Pro Patria rappresenterà il primo banco di prova dopo lo scivolone di Novara, con Sipos e compagni chiamati a dimostrare che quella sconfitta è stata solo un episodio isolato in un percorso che finora ha regalato molte soddisfazioni.
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