Il direttore generale della Reggina, Giuseppe Praticò, ha analizzato con grande determinazione l'imminente trasferta sul campo dell'Igea Virtus, un appuntamento che segna l'inizio di una serie di otto sfide decisive per il futuro del club amaranto. Secondo il dirigente, quella di domenica non sarà una partita come le altre, ma la prima di otto vere e proprie finali in cui la posta in palio sarà altissima. L'avversario, peraltro, arriverà al match scosso dalla recente penalizzazione di cinque punti inflitta dal Tribunale Federale, una vicenda su cui Praticò ha preferito non soffermarsi troppo, limitandosi a ribadire l'importanza del rispetto delle regole pur comprendendo che l'errore sia un'eventualità possibile per chiunque operi nel settore.
Nonostante le vicissitudini extra-campo dei rivali, il DG ha voluto sottolineare il valore sportivo dell'Igea Virtus, rivolgendo i propri complimenti alla società e alla squadra avversaria per quanto dimostrato finora. La consapevolezza in casa amaranto è quella di affrontare un gruppo che tra le mura amiche ha costruito un fortino, avendo subito una sola sconfitta interna in tutta la stagione. Sarà dunque fondamentale approcciare la gara con il massimo rispetto, sapendo che un risultato positivo in Sicilia potrebbe rappresentare il trampolino di lancio ideale per lo sprint conclusivo del campionato, dove la tenuta mentale conta spesso più della tecnica.
La fiducia nelle potenzialità della Reggina resta solida, supportata dal rientro di quasi tutti gli effettivi e da un morale tornato alto. Praticò è convinto che, sebbene i campionati si costruiscano nell'arco di un intero anno, è proprio in questi momenti che si definiscono i verdetti definitivi. «La Reggina deve dimostrare di essere pronta», ha affermato con forza, aggiungendo che in queste circostanze emergerà il valore degli uomini prima ancora di quello dei calciatori. Il direttore si è detto certo che il gruppo, guidato dal tecnico, saprà mettere in campo una prestazione di grande coraggio e carattere.
Il richiamo all'unità è uno dei punti cardine del pensiero di Praticò, convinto che la pressione debba trasformarsi in una spinta propulsiva anziché in un ostacolo. Essere di Reggio Calabria aggiunge per lui un carico emotivo notevole, vivendo quotidianamente l'amore viscerale per la città e per i colori sociali. La missione è chiara: trasmettere ai ragazzi la consapevolezza di cosa rappresenti la maglia amaranto per l'intera comunità, spingendoli a «combattere fino all'ultimo respiro, pallone su pallone», per onorare una piazza che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.
Il rapporto con la tifoseria resta l'anima del progetto reggino. Il dirigente ha ricordato come, anche dopo momenti di tensione e contestazione, la ricompattazione dell'ambiente abbia prodotto risultati immediati e una serie di successi fondamentali. L'obiettivo ora è mantenere la calma e restare focalizzati esclusivamente sul traguardo, lottando per quel popolo che incita la squadra anche nelle fasi più critiche della stagione. La determinazione dovrà essere il motore principale per superare ogni ostacolo nelle ultime giornate di gioco.
In chiusura, Praticò ha voluto fare chiarezza su una polemica sollevata da Calafiore riguardo al mancato slittamento dell'orario della partita alle ore 15. Il direttore generale ha smentito categoricamente qualsiasi retroscena legato alla "paura" o a motivazioni sportive, riconducendo il tutto a mere esigenze organizzative e logistiche legate ai viaggi di rientro di alcuni tesserati. «Spostare l’orario della partita avrebbe creato difficoltà», ha spiegato il dirigente, precisando che trenta minuti di differenza non avrebbero cambiato nulla sul campo, ma avrebbero compromesso le coincidenze per i ritorni già programmati, mantenendo comunque ottimi rapporti con la società dell'Igea Virtus.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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