Il primato del Sorrento non è soltanto una bella storia di programmazione, coesione, metodo, ostinazione, competenza e massimizzazione dei propri investimenti economici. È anche l'emancipazione di numeri straordinari e la ricerca di record capaci di supportare questa favola. Con quattro vittorie consecutive, infatti, i rossoneri hanno eguagliato la striscia positiva ottenuta nella stagione 2023-24, la prima dopo il ritorno tra i professionisti. Un risultato conseguito proprio con Enzo Maiuri in panchina e che vide la squadra mettere sotto, in apertura di girone di ritorno, Giugliano, Audace Cerignola, Turris e Avellino con Mario Ravasio, autore di quattro gol, mattatore assoluto. Fu il Crotone, alla quinta giornata, ad interrompere questo trend impattando 1-1 con i rossoneri. Adesso, va da sé, l'obiettivo più ghiotto è quello di stendere la manita, Cavese permettendo martedì sera. Filotto che, nei campionati di C1 o di Prima Divisione, manca in casa Sorrento dalla stagione 1975-76. Tra la metà di febbraio e quella di marzo del '76, infatti, la squadra di Gino Raffin fu capace di battere nell'ordine, Casertana, Marsala, Salernitana, Potenza e Bari, fermandosi solo con la Reggina al campo "Italia" (1-1). Le vittorie nei due derby e col Bari furono ottenute addirittura in trasferta. Al termine di quella annata, il Sorrento si piazzò quarto in classifica, a sei punti dal Lecce promosso. Lo stesso Maiuri potrebbe essere tentato di provarci, essendosi fermato anch'egli a quattro successi consecutivi nel suo percorso in serie C. Non solo, come detto, alla guida del Sorrento, ma anche lo scorso anno al timone dell'Audace Cerignola, che stese uno dopo l'altro proprio i costieri e poi Giugliano, Crotone e Latina nel girone di andata, dando il via ad una svolta stagionale decisiva.

In tempi più recenti, l'ultima volta che i rossoneri hanno infilato sette vittorie di fila è stato nel 2022-23 in D. Ne sa qualcosa la Paganese, beffata sui titoli di coda in questo testa a testa. Dalla Palmese all'Arzachena, passando per Aprilia, Tivoli, Ilvamaddalena, Pomezia e Nola, fu una marcia inarrestabile con Davide Gaetani capocannoniere parziale (cinque centri). Il campionato si chiuse con la promozione in C. E chi era l'allenatore? Ovviamente Enzo Maiuri. Lui e il Sorrento sono ormai anime gemelle, ognuno è fatto per l'altro. Se il tecnico tarantino di adozione ha rifiutato in estate altre offerte di club ambiziosi, per inaugurare il suo terzo ciclo in costiera, un motivo ci sarà. E si manifesta nella voglia di stare insieme perché "si torna sempre dove si è stati bene" (citazione del tecnico). Il suo Sorrento piace perché propone bel calcio e, soprattutto, sa mortificare il calcio degli altri, rendendo brutti gli avversari di turno e sporcando le partite quando serve (finora un solo gol subìto e per giunta su rigore). Riccardo Cargnelutti è il nuovo D'Artagnan rossonero. A gennaio era andato a Catania per sostituire un mostro sacro come Di Gennaro, infortunatosi gravemente al ginocchio. Rendimento non eccellente, ma è stato giudicato e bocciato troppo frettolosamente in una piazza che non aspetta. A Sorrento oggi è acclamato come un eroe e guida il 3-5-2 di fabbrica oltre che la classifica dei marcatori rossoneri con tre gol. Lui che è un centrale puro. Insomma, Sorrento svezza, alleva, protegge e accompagna alla rinascita chi ha bisogno di riscatto. E, soprattutto, non mette pressione. Il DS Davide Cacace ha raggiunto pressoché tutti gli obiettivi di mercato (forse solo con Longo oggi alla Scafatese non è riuscito il blitz) completando le coppie con investimenti contenuti e molti sacrifici tecnici (D'Ursi e Sabbatani sono state due perdite pesanti). Sono risultati che acquisiscono ancora più valore in quanto ottenuti perennemente in trasferta. Sotto questo aspetto, nonostante il calendario ponesse il Sorrento come squadra ospitante contro il Picerno, i 100 abbonati rossoneri sono stati costretti a vivere il match del "Curcio" relegati nel settore ospiti per una discutibile, quanto tardiva, decisione prefettizia. Definire monumentali coloro che bruciano da quattro anni chilometri e risorse economiche per alimentare una fede, sarebbe poco. Il ritorno a casa sarà una autentica liberazione. 

La meta principale resta la salvezza e chi oggi parla d'altro rischia un giusto linciaggio. Ipotizzare al limite un piazzamento play-off non sarebbe tuttavia un oltraggio viste le potenzialità del gruppo con un leader d'acciaio e invidiato da tanti. A tal proposito, a Maiuri giunga il nostro augurio di pronta guarigione, affinché risolva nel più breve tempo possibile il piccolo problema di salute che lo ha afflitto tenendolo lontano dai campi nel corso dell'ultima settimana. 

Sezione: Serie C / Data: Dom 13 settembre 2026 alle 12:00
Autore: Stefano Sica
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