Il post-partita della sfida tra Arzignano Valchiampo e Triestina ha lasciato in dote un’analisi lucida e a tratti severa da parte di Giuseppe Marino, che si è presentato in sala stampa senza cercare scuse per una prestazione apparsa sottotono.
Il tecnico ha evidenziato come l’approccio alla gara sia stato completamente errato, sottolineando una carenza agonistica che ha visto i suoi uomini arrivare costantemente in ritardo su ogni contrasto e su tutte le seconde palle vaganti.
Secondo l’allenatore, il verdetto del campo parla chiaro e riporta tutti con i piedi per terra, spegnendo facili entusiasmi nati nei giorni precedenti: «Abbiamo sbagliato l’atteggiamento, arrivavamo tardi su tutte le seconde palle, su tutti i duelli. Purtroppo non abbiamo il tempo a favore, ma questa è una sconfitta che dice tanto, perché pensavamo la settimana scorsa di aver risolto tutti i problemi e invece non è così».
Il nodo centrale della riflessione di Marino riguarda la mentalità con cui la squadra ha affrontato l’impegno, un aspetto che ha pesato molto più degli errori tecnici o tattici visti durante i novanta minuti di gioco.
Il mister non ha cercato alibi, puntando il dito contro la mancanza di determinazione necessaria per affrontare un campionato difficile come quello di Serie C, dove ogni partita rappresenta una battaglia sportiva da vincere con il sudore.
«Perché quando non ci si mette la voglia giusta poi succede quello che è successo oggi. Me ne assumo totalmente la responsabilità, evidentemente in settimana ho trasmesso tanta serenità e poco nel far capire che si andava ad affrontare una guerra» ha ammesso il tecnico con grande onestà.
Questa lezione dovrà servire da monito per il futuro, affinché non si ripetano cali di tensione simili, poiché, come ribadito dallo stesso Marino, «questo ci deve insegnare che se non si affronta ogni squadra con l’atteggiamento giusto, il rischio è quello di subire una sconfitta come questa».
Entrando nel merito dello sviluppo tattico del match, l’allenatore ha spiegato che il piano gara era quello di confermare l’aggressività vista nell’uscita precedente, puntando su una pressione alta per soffocare la manovra dell'Arzignano.
Tuttavia, la teoria non ha trovato riscontro nella pratica a causa della scarsa reattività dei singoli, che ha finito per creare varchi pericolosi per le ripartenze avversarie, specialmente lungo le corsie laterali nella ripresa.
«La partita l’avevamo impostata come la scorsa settimana sulla pressione alta e sui duelli, ma arrivando tardi su entrambe le cose sono nate poi le difficoltà. Nel primo tempo sono stati sostanzialmente due episodi, con quella punizione e il contropiede preso alla fine, nel secondo tempo ci hanno invece fatto male sulla catena di destra» ha analizzato Marino.
La fragilità dimostrata nei momenti chiave è un altro aspetto su cui lo staff tecnico intende intervenire immediatamente, conscio che in questa categoria i dettagli e gli errori individuali vengono pagati a caro prezzo.
L'allenatore ha usato parole forti per descrivere lo stato d'animo della squadra in campo, definendola a tratti «presuntuosa» e prendendosi il carico di questa deriva psicologica che ha condizionato negativamente il risultato finale.
«Siamo una squadra che non si può permettere che gli episodi girino a proprio sfavore, non si possono concedere determinate situazioni agli avversari e su quello bisogna lavorare, oltre che sull’atteggiamento. Oggi ho visto una squadra presuntuosa ed è una mia colpa» ha proseguito il mister nella sua disamina.
Nonostante l'amarezza, la volontà è quella di voltare subito pagina, seguendo lo stesso metodo di lavoro utilizzato dopo i successi, senza farsi trascinare nel vortice del pessimismo o delle critiche eccessive.
«Come è stato fatto la scorsa settimana dopo la vittoria, anche dopo questa sconfitta si mette un punto e da lunedì si inizia a preparare la prossima gara» ha sentenziato Marino, tracciando la rotta per la ripresa degli allenamenti.
Interpellato sull'eventuale influenza delle dinamiche legate al calciomercato sulla testa dei giocatori, il tecnico ha smentito categoricamente che le voci o le possibili partenze abbiano inciso sulla prestazione odierna.
A parte l'assenza di Faggioli rispetto all'undici della settimana precedente, la rosa a disposizione era pressoché identica e, secondo il mister, ogni calciatore è consapevole dell'importanza di sfruttare ogni occasione per mettersi in mostra.
«Rispetto alla scorsa settimana oggi mancava solo Faggioli, i ragazzi sanno benissimo che ogni partita è un’opportunità per provare a guadagnare qualcosa, sono un gruppo responsabile e lo sanno ma sicuramente sono io che devo incidere di più» ha spiegato l'allenatore dell'Alabarda.
C'è dunque il rammarico per non essere riuscito a trasmettere la giusta carica durante la settimana di lavoro a Fernetti, nonostante le sensazioni percepite durante le sedute giornaliere fossero inizialmente positive.
Per Marino, il fattore anagrafico non deve essere una scusante, poiché sia i veterani che i più giovani devono scendere in campo con il medesimo spirito di sacrificio e la stessa cattiveria agonistica.
«Questa settimana ero convinto avendoli visti in allenamento di aver toccato le corde giuste, la prestazione di oggi ha purtroppo detto diversamente. Giovani o esperti che siano, sono io che devo far capire loro che bisogna affrontare tutte le partite con la stessa fame» ha aggiunto con fermezza.
Infine, il tecnico ha voluto chiarire che non c'è alcuna intenzione di mollare o di considerare il prosieguo del torneo come una semplice formalità, respingendo l'idea di un gruppo già rassegnato al proprio destino.
Il concetto di onorare il campionato non appartiene alla mentalità che Marino vuole infondere nella Triestina, preferendo parlare di coesione, orgoglio e capacità di rialzarsi immediatamente dopo una caduta rovinosa.
«Onorare il campionato è un concetto che sa di resa, noi non ci siamo arresi e come una vittoria non ci deve esaltare, allo stesso modo una sconfitta non ci deve abbattere. Il gruppo deve essere coeso e credere sempre di poter raggiungere qualcosa» ha dichiarato con vigore in chiusura di conferenza.
La sfida ora è quella di ritrovare la dignità sportiva e la capacità di guardare in faccia gli avversari senza timori, riportando in campo quei valori che oggi sono mancati del tutto secondo la visione del mister.
L’obiettivo minimo per le prossime uscite sarà quello di riacquistare la credibilità perduta in questa trasferta veneta: «L’impegno quotidiano e le prestazioni in partita sono concetti che riguardano la coscienza di ognuno di noi, dobbiamo metterci sempre la faccia ed uscire dal campo sempre con la testa alta, cosa che oggi non è avvenuta e ribadisco, me ne assumo la responsabilità».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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