Ancora un sconfitta di misura. Il Pescara passa al “Liguori”, ma questa volta la Turris almeno ci mette la prestazione, proprio quella che mister Di Michele individua come l’elemento chiave per uscire dalla crisi: “Come si esce da questa situazione? Con la prestazione che c’è stata oggi – afferma il tecnico-. C’è stata una grande reazione, da squadra che viene da situazioni che conosciamo tutti, da vari metodi di lavoro, da varie mentalità. Una squadra che a livello mentale era anche abbastanza debole per via dei risultati. Poi ci sono gli episodi, non solo dei giocatori, ma anche quelli arbitrali: a Cerignola c’era anche l’espulsione oltre al rigore, con il Latina il gol regolare del due a due al trentesimo non convalidato, oggi un retropassaggio con Leonetti che va in porta e viene chiamato fuorigioco... Insomma, parliamo di cose che incidono parecchio sulle prestazioni, sui risultati. Mi si dirà che non si può piangere sul latte versato, però sono cose evidenti che tolgono ad una squadra che in questo momento sta cercando un’identità. Oggi ho visto una squadra che vuole uscire da una situazione difficile, ma che soprattutto vuole essere protagonista. E lo ha fatto contro un’ottima squadra che si gioca il campionato, la Turris non ha demeritato ed il Pescara non ci ha schiacciato”.
“Situazione difficile di classifica? Non la vedo così – il tecnico sembra andare controcorrente-. Siamo equidistanti dai playoff e a due dai playout, è molto corta. Questa prestazione ci dà grandissimo entusiasmo e dimostra che non siamo quelli di prima, un po' appannati. Oggi devo dire grazie a questi ragazzi perché hanno fatto una prestazione importante a livello caratteriale. Ci voleva una reazione? C’è stata e contro una squadra organizzata, che lotta per la promozione, che lavora da tanto tempo insieme, che ha un’identità, una tipologia di gioco ed una sola mentalità. Oggi posso dire solo grazie a questi ragazzi perché hanno dimostrato che se ci siamo a livello di testa e di gioco, possiamo mettere tutti in difficoltà. La classifica può preoccupare, ma non più di tanto perché è abbastanza corta e quindi con due vittorie sei quinto in classifica, con due sconfitte sei penultimo-terzultimo, però anche le altre devono vincere e devono affrontarci. Oggi affrontare la Turris è secondo me più problematico rispetto a quanto poteva esserlo prima”.
Fatale il riscaldamento a Sanataniello che ha dato forfait: “Sì, si è fatto male durante il riscaldamento – conferma Di Michele- ha avuto problema muscolare al flessore, ha sentito tirare e quindi piove sul bagnato. Maniero era già in condizioni precarie perché aveva un blocco alla schiena, quindi farlo giocare per toglierlo dopo venti minuti, non aveva senso. Ho preferito tenermelo per dopo che poteva servirmi come arma a partita in corso. Speravo che non mi servisse ed invece mi è servito. Ho scelto quindi Longo che si è allenato molto bene, è un ragazzo molto volenteroso, deve sicuramente crescere tanto, però ha vent’anni e quindi cerchiamo di andarci piano anche nel giudicarlo. Si è messo a disposizione, ha fatto bene e non malissimo, sicuramente un attaccante che non tira in porta viene valutato anche per quello, ma ci vogliono pur sempre le condizioni per metterlo in porta. Giocare contro il Pescara non era facile, perché giocare contro Brosco e Boben non è mai facile, però ha lottato, ha tirato fuori carattere e temperamento, a me è piaciuto dando un segnale prima a se stesso e poi a tutti noi”.
Oggi in campo con il 4-3-3, forse il modulo che ha convinto di più:“Quando manca Giannone, è difficile fare il 4-3-3, ma possiamo fare vari moduli – commenta Di Michele-. Sicuramente è una squadra che deve giocare a tre in attacco, questo è poco ma sicuro, perché ha quell’identità. Oggi non c’era Santaniello in avanti, ma quello è il tridente che lo scorso anno ha fatto grandissime cose e quest’anno dobbiamo riuscire a fare le stesse cose dell’anno scorso. Con difficoltà? Sì, ma oggi ne ho viste poche. Il 3-4-3 nel finale? Questa squadra lo può fare perchè lo ha fatto anche lo scorso anno, lo possiamo attuare perché abbiamo dei giocatori adatti a fare anche questo modulo”.
“Perchè non Ardizzone? Cercavo più qualità e poi con Taugourdeau potevo sfruttare anche i calci di punizione e i calci d’angolo perché quando calcia Taugourdeau credo che non ci siano altre squadre in C ad averne uno così. Speravo, quindi, che oggi potesse incidere come poi ha fatto perché una punizione ed un calcio d’angolo creano sempre difficoltà. La sua tenuta fisica è quella che è, dobbiamo lavorarci tanto. È stata una scelta difficile perché hanno lavorato entrambi bene, ma in questo momento devo vedere quello che è più congeniale alla squadra, poi se sia stata giusta o sbagliata è troppo facile dirlo dopo”.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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