Il Treviso si appresta a tornare tra le mura amiche dello stadio Tenni per un nuovo impegno di campionato che, sulla carta, vede i biancocelesti godere dei favori del pronostico. La compagine trevigiana occupa attualmente la vetta della classifica in solitaria, forte di un vantaggio rassicurante di tredici lunghezze sul Cjarlins Muzane, prima inseguitrice del gruppo. Il percorso compiuto finora dagli uomini di Edoardo Gorini è stato caratterizzato da una solidità impressionante e da una continuità di risultati che trova riscontro nei numeri, in particolare in una differenza reti che segna un netto +26, specchio di un equilibrio tattico ormai consolidato.
Il morale in casa biancoceleste è altissimo, alimentato ulteriormente dalla recente prestazione esterna sul campo del Vigasio, dove il Treviso si è imposto con un convincente 3-1. Quella vittoria ha ribadito non solo lo stato di grazia della squadra, ma anche la sua maturità nel gestire i diversi momenti del match, confermando come la leadership della graduatoria sia frutto di un lavoro corale e di una mentalità ferrea. Tuttavia, proprio la consapevolezza della propria forza rappresenta il pericolo maggiore alla vigilia di una sfida contro un avversario che sta vivendo un periodo diametralmente opposto.
L'Adriese, infatti, approda al Tenni con l'acqua alla gola e una situazione di classifica che la vede attualmente al terzultimo posto con soli 16 punti all'attivo. La squadra polesana, guidata da mister Busetto, è reduce da due pesanti batoste che ne hanno minato le certezze: il pesante 5-1 subito contro il Legnago Salus e il precedente 4-0 incassato per mano della Luparense. Con nove reti subite in appena 180 minuti e una differenza reti complessiva di -15, l'Adriese è chiamata a una reazione d'orgoglio per tentare di risalire la china, rendendo la sfida di domenica un crocevia fondamentale per le proprie speranze di salvezza.
Il tecnico del Treviso, Edoardo Gorini, ha voluto però spegnere sul nascere ogni possibile accenno di presunzione all'interno del proprio spogliatoio. Analizzando la situazione degli avversari, l'allenatore ha messo in guardia l'ambiente dai rischi nascosti di un impegno che molti potrebbero considerare già scritto. «L’Adriese è una squadra in difficoltà, viene da un momento complicato e avrà anche due squalificati importanti. Può quindi sembrare una partita facile, ma non dobbiamo sottovalutare nulla. Anzi, dobbiamo continuare ad accelerare perché siamo in fiducia», ha spiegato il mister, evidenziando come la fame di punti degli ospiti possa trasformarsi in un'insidia imprevedibile.
Secondo Gorini, la capacità di mantenere altissima l'attenzione anche contro le formazioni di bassa classifica è ciò che distingue una buona squadra da una vera corazzata. La crescita del Treviso passa inevitabilmente per queste prove di maturità psicologica. «È proprio in partite come queste che si costruisce una mentalità vincente e domenica sarà necessario pensare che quella con l’Adriese è la gara più difficile del campionato», ha proseguito il tecnico, sottolineando come l'approccio mentale dovrà essere identico, se non superiore, a quello mostrato nei grandi scontri diretti per evitare brutte sorprese davanti al proprio pubblico.
In vista del fischio d'inizio, il diktat per i biancocelesti è dunque quello di non snaturarsi e di non abbassare l'intensità agonistica, rispettando un avversario che, nonostante i recenti risultati negativi, possiede caratteristiche atletiche da non ignorare. «Dovremo dunque portare in campo quello che sappiamo fare meglio, anche perché affrontiamo una squadra che comunque corre molto», ha concluso Gorini. Il Treviso è quindi chiamato a confermare la propria supremazia, sapendo che la strada verso il traguardo finale passa per la capacità di soffrire e combattere anche quando la classifica sembrerebbe suggerire il contrario.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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