Momenti di fortissima tensione e incertezza in casa Enna, dove le vicende societarie continuano a offuscare l'attività sportiva. Nonostante la clamorosa decisione iniziale di mister Alfredo Cimino e dei giocatori di interrompere le attività, lo sciopero è stato momentaneamente congelato per permettere alla squadra di disputare il settimo turno del campionato di Serie D contro l’Avola.

Resta tuttavia altissimo il livello di apprensione per le casse del club gialloverde. Come approfondito da William Savoca sulle colonne de La Sicilia, il patron Giancarlo Travagin ha puntato di nuovo il dito contro una nutrita serie di pendenze economiche ereditate dalle precedenti gestioni, valutando perfino di adire le vie legali per tutelarsi.

La scelta dei tesserati di congelare la protesta consente dunque alla formazione di riprendere la preparazione sul manto erboso di Calascibetta. Gli atleti avevano incrociato le braccia evidenziando l'assenza delle garanzie basilari per poter svolgere l'attività con la dovuta serenità professionale.

La sfida con l'Avola verrà disputata sul neutro di Niscemi senza la presenza del pubblico, un rimedio resosi indispensabile a causa dei problemi di agibilità che interessano l'impianto casalingo Gaeta di Enna. Il trasferimento temporaneo è stato reso possibile anche dall'intercessione del procuratore Domenico Panico, tesserato proprio con la compagine di Niscemi.

Parallelamente al campo, l'attenzione resta concentrata sulla drammatica situazione finanziaria. Tra i vari arretrati di matrice federale ed extra-sportiva emersi nell'ultimo periodo, figura pure il mancato pagamento delle utenze elettriche relative a Casa Enna.

Di fronte a queste criticità, Travagin sta prendendo in considerazione l'estrema ipotesi di portare i libri contabili direttamente dinnanzi ai giudici del Tribunale competenti. Si tratta al momento di una semplice valutazione strategica e non ancora di un atto formale avviato.

Qualora l'orientamento giudiziario dovesse concretizzarsi, per la compagine ennese potrebbero spalancarsi scenari complessi, che spaziano dall'avvio dell'amministrazione controllata fino alla dichiarazione di fallimento per tutelare i creditori. Tra le ipotetiche conseguenze figura anche la cessione forzata dei tesserati per fare cassa.

Inoltre, la ricerca di acquirenti disposti a rilevare le quote societarie si sta rivelando infruttuosa. A oggi non risultano formalizzate manifestazioni d'interesse o offerte concrete, comprese le indiscrezioni relative a un ipotetico rilancio da quarantamila euro mai tramutatosi in una proposta ufficiale.

Sezione: Serie D / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 21:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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