L'ambiente in casa Ferrandina è decisamente elettrico, segnato da un profondo senso di ingiustizia che la società non ha alcuna intenzione di nascondere. Il club ha infatti espresso pubblicamente tutto il proprio sconcerto di fronte alle recenti decisioni del giudice sportivo, che hanno colpito duramente l'organico a disposizione del tecnico in un passaggio cruciale del campionato.
Al centro della polemica c'è la pesantissima squalifica inflitta a Gianmarco Antonacci, fermato per ben quattro giornate. Un provvedimento che la dirigenza definisce eccessivo e difficile da decifrare, rintracciando un preoccupante parallelo con quanto accaduto già all'inizio della stagione, quando la stessa sanzione era stata comminata a Lucas Canavese.
L'episodio contestato riguarderebbe un presunto insulto rivolto al direttore di gara, una ricostruzione che però non convince affatto il club. Secondo la versione societaria, l'episodio sarebbe avvenuto in un frangente di gioco assolutamente tranquillo, privo di quel nervosismo o di quella tensione che potrebbero giustificare una reazione verbale così scomposta da parte di un calciatore.
Ancora una volta, dunque, si ripropone il dualismo tra il referto arbitrale e la testimonianza dei tesserati. Il Ferrandina sottolinea con amarezza come, in queste dinamiche, la parola del direttore di gara finisca sempre per prevalere, traducendosi in provvedimenti disciplinari che penalizzano sistematicamente la squadra in modo sproporzionato.
La frustrazione aumenta considerando l'impossibilità pratica di ribaltare tali decisioni. La società ha ammesso con realismo che intraprendere la strada del ricorso sarebbe del tutto inutile, vista la prassi consolidata degli organi di giustizia sportiva in casi di questo genere, lasciando il club senza strumenti di difesa efficaci.
Nonostante l'impossibilità di agire legalmente, la dirigenza ha voluto ribadire con forza la totale fiducia nelle parole di Antonacci. La perdita di un giocatore così importante, proprio mentre la stagione entra nel vivo e ogni punto diventa fondamentale, rappresenta un danno tecnico di non poco conto che la società fatica ad accettare passivamente.
Resta dunque un clima di forte amarezza per un epilogo che viene percepito come un attacco alla dignità della squadra e dei suoi atleti. Il Ferrandina 17890 ha garantito che continuerà a vigilare e a far valere le proprie ragioni in ogni sede possibile, stanco di subire decisioni ritenute arbitrarie e prive di un reale fondamento agonistico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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