Il tecnico del Taranto, Ciro Danucci, ha espresso tutta la sua analisi sincera e priva di filtri dopo il secondo pareggio di fila ottenuto dai rossoblù, fermati sull'1-1 dal Toma Maglie dopo il precedente stop contro l’Atletico Acquaviva. L'allenatore ha voluto fare un bagno di realtà, sottolineando le oggettive difficoltà strutturali che la squadra sta incontrando in questa fase del campionato, evidenziando come i limiti numerici stiano pesando in modo decisivo sui risultati del campo.
Secondo il punto di vista del mister, è fondamentale non alimentare false illusioni e guardare con estrema lucidità al momento attuale della formazione ionica. Danucci ha infatti dichiarato con schiettezza che «dobbiamo guardare in faccia la realtà, purtroppo in questo momento siamo questi», ammettendo implicitamente che le risorse a disposizione non permettono, almeno per ora, di esprimere un potenziale superiore a quello visto nelle ultime uscite.
Nonostante il rammarico per una vittoria sfumata, l'allenatore ha riconosciuto l'impegno profuso dai suoi calciatori, che hanno cercato di sopperire alle carenze con il carattere e la corsa. Il match contro il Maglie è stato descritto come una sfida molto combattuta, in cui il Taranto ha avuto le sue chance: «oggi abbiamo avuto le occasioni per poterla vincere, è stata una partita equilibrata», ha spiegato il tecnico, aggiungendo però che un punto non può assolutamente soddisfare le ambizioni della piazza.
Il problema principale resta la gestione dei cambi e la profondità di una rosa che appare decimata o comunque limitata nelle rotazioni. Danucci ha messo in luce la situazione di emergenza, precisando che la panchina corta non ha permesso di dare nuova linfa alla manovra nei momenti cruciali dell'incontro. Le sue parole sono state emblematiche: «siamo contati, non avevamo tanti cambi», un fattore che ha pesato contro un avversario solido che tra le mura amiche si conferma sempre ostico.
Entrando nel dettaglio dei singoli, il mister ha spiegato le condizioni di alcuni elementi chiave, come Christian Hadziosmanovic, che è sceso in campo pur non essendo al top della forma fisica. Sebbene l'ingresso di Magalhaes abbia portato qualche segnale positivo, l'allenatore ha ribadito che il gruppo sta raschiando il fondo del barile: «abbiamo cercato di fare quello che potevamo», ha ammesso con una punta di rassegnazione legata alla mancanza di alternative valide nei ruoli chiave.
L'obiettivo dei playoff resta ancora nel mirino, ma la strada si fa sempre più in salita data la condizione attuale dei rossoblù. Danucci ha voluto lanciare un messaggio di sfida e di resistenza, assicurando che nessuno tirerà i remi in barca prima del tempo. Il tecnico ha infatti promesso che «finché la matematica non ci condannerà dobbiamo fare di tutto per andare ai playoff», pur ribadendo che raggiungere questo traguardo nelle condizioni presenti rappresenti un'impresa non facile.
La mancanza di «forze fresche» è un tema ricorrente nelle parole del mister, che ha sottolineato la disparità tra le aspettative del pubblico e la reale consistenza della distinta di gara. Molti osservatori si aspettano un Taranto sempre dominante e vincente, ma la realtà dei fatti parla di una squadra che deve ricorrere a numerosi elementi della Juniores per completare l'organico, perdendo in esperienza e capacità di gestione dei momenti difficili.
L'analisi di Danucci si è fatta ancora più pungente quando ha toccato la questione dell'attacco, reparto orfano di specialisti che possano risolvere le partite con una giocata singola. Senza troppi giri di parole, l'allenatore ha evidenziato che «in distinta avevamo vari Juniores e non avevamo un attaccante», un handicap quasi insormontabile per chi ha il dovere di fare la partita e cercare costantemente la via della rete contro difese ben organizzate.
Il tecnico non ha voluto sottrarsi alle critiche, assumendosi la propria parte di responsabilità per la mancata vittoria, ma ha chiesto a tutto l'ambiente un surplus di oggettività nel giudicare l'operato del gruppo. Secondo Danucci, l'onestà intellettuale deve prevalere: «ci prendiamo le colpe ma bisogna essere oggettivi», ha concluso, invitando tutti a considerare le condizioni in cui la squadra è costretta a lavorare e a scendere in campo ogni domenica.
Questa fase di stallo mette il Taranto di fronte a un bivio decisivo per il prosieguo della stagione. Sarà fondamentale recuperare energie e uomini per non veder sfumare definitivamente il sogno degli spareggi promozione, facendo leva su quello spirito di sacrificio che, nonostante il pareggio, il mister ha comunque riscontrato nei suoi ragazzi durante la battaglia in terra salentina contro il Toma Maglie.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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