Il direttore generale dell'Ascoli, Emilio Capaldi, ha tracciato un bilancio lucido e approfondito sulla situazione attuale e sulle prospettive del club bianconero, come riferito dalle pagine del «quotidianosportivo». Il dirigente ha voluto mettere in chiaro che la società si trova in una fase di profonda trasformazione, dichiarando che «l’Ascoli Calcio è una società di serie C che ha programmato il futuro», lavorando alacremente per costruire basi solide attraverso un'opera di risanamento finanziario.
L'attenzione della dirigenza non è rivolta esclusivamente ai conti, ma anche alla valorizzazione del patrimonio tecnico e strutturale. Capaldi ha infatti rivendicato gli sforzi compiuti per creare valore interno, definendo l'Ascoli come «un club che ha investito e sta investendo in una rosa giovane e di proprietà, nelle infrastrutture e nelle competenze», elementi considerati imprescindibili per garantire la sopravvivenza e la crescita del progetto sportivo nel lungo periodo.
Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli, legati soprattutto alla categoria e al passato recente della società. Il direttore generale ha richiamato tutti al senso di realtà, sottolineando che «dobbiamo essere consapevoli di disputare un campionato di serie C, con una proprietà nuova e un’eredità pesante», fattori che inevitabilmente condizionano le dinamiche quotidiane e le strategie di mercato del club marchigiano.
Uno dei punti più critici toccati dal dg riguarda l'aspetto commerciale e il supporto del territorio in termini di partnership. Capaldi ha ammesso con schiettezza che la combinazione tra il fardello lasciato dalle gestioni precedenti e il nuovo corso non ha agevolato il lavoro del marketing, evidenziando che «questi costituiscono aspetti che non hanno permesso una raccolta sponsor in linea con le ambizioni» della piazza e della società stessa.
Per rendere ancora più chiaro il peso economico della gestione corrente, il dirigente ha fornito un dato emblematico riguardante i ricavi operativi della stagione in corso. Senza giri di parole, ha spiegato che «il totale degli incassi della stagione avrebbe a malapena coperto l’ultima scadenza federale», un'affermazione che serve a far comprendere la distanza che intercorre tra le entrate correnti e gli oneri burocratici e sportivi obbligatori.
Nonostante queste oggettive difficoltà finanziarie, Capaldi ha voluto rassicurare l'ambiente e i tifosi sulla stabilità della proprietà e sulla puntualità dei pagamenti. Ha infatti precisato che si tratta di una «scadenza alla quale la società aveva già ottemperato con le proprie forze», dimostrando la capacità dell'attuale compagine societaria di far fronte agli impegni economici senza dover ricorrere a aiuti straordinari o a capitali provenienti da terzi.
L'indipendenza economica dell'Ascoli resta dunque un punto d'orgoglio per la dirigenza, che continua a gestire la transizione in modo autonomo. Il direttore generale ha concluso ribadendo che la regolarità dei versamenti è stata garantita «così come avvenuto in tutte le altre occasioni, senza la necessità di alcun intervento esterno», confermando la volontà di proseguire sulla strada dell'autosufficienza e della serietà amministrativa.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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