In vista della complessa trasferta che vedrà il Bari impegnato sul campo del Padova, l'allenatore Moreno Longo ha offerto un'analisi profonda e priva di filtri sul momento critico attraversato dalla compagine pugliese. Il tecnico ha espresso l'augurio che la recente sconfitta sia stata metabolizzata dal gruppo con una partecipazione emotiva reale, convinto che il riscatto possa passare soltanto attraverso un'elaborazione collettiva della sofferenza.

Secondo il punto di vista dell'allenatore, infatti, «solo patendo la sofferenza e trovando dolore riesco a trovare una reazione», un concetto che spinge la squadra a trasformare la delusione sportiva in un'energia nuova da riversare sul rettangolo di gioco. Longo ha sottolineato come la prestazione di Padova debba essere radicalmente diversa da quella precedente, pur invitando l'ambiente a non cedere al disfattismo totale nonostante le critiche feroci.

Il mister ha rigettato con forza l'idea di un destino già segnato, ricordando che la zona playout è distante appena due lunghezze e la salvezza diretta si trova a soli quattro punti. Tuttavia, il problema principale individuato non riguarda solo la classifica, ma l'essenza stessa del gruppo: il tecnico ha ammesso con onestà che il suo compito primario resta quello di «fare diventare il Bari una squadra, ciò che adesso non è», denunciando una mancanza di identità.

Le preoccupazioni di Longo sono rivolte alla tenuta mentale dei biancorossi, apparsi fragili e disuniti dopo aver subito il gol dal Sudtirol. Il tecnico teme che lo spogliatoio possa agire in modo disgregato, pensando individualmente anziché come un blocco unico. In questo contesto, il fattore tempo gioca un ruolo cruciale, rendendo indispensabile un cambio di rotta immediato per evitare di sprofondare ulteriormente.

Passando alla situazione dell'infermeria, il mister ha confermato l'indisponibilità di Verreth, per il quale non verranno forzati i tempi di recupero in attesa di nuove valutazioni la prossima settimana. Anche Darboe rimane fuori dai giochi, mentre il resto della rosa sarà a disposizione per la gara. Sul piano personale, Longo ha rivendicato le proprie responsabilità senza cercare alibi, vivendo la crisi «come se stessi vivendo questa situazione dal 1 luglio».

Contro un Padova descritto come una formazione dotata di una forte identità tattica, il Bari sarà chiamato a una prova di maturità individuale. Longo ha spiegato che, per uscire dal momento buio, ogni calciatore dovrà aggiungere qualcosa di suo oltre i dettami tattici, poiché «il compitino non serve» e sono necessarie letture situazionali più lucide da parte di chi scende in campo.

Anche sulla scelta del capitano, ricaduta su Dorval per motivi di militanza, il tecnico ha lanciato un messaggio chiaro: la fascia è un simbolo, ma la vera leadership deve essere interiore. Per l'allenatore biancorosso, «ognuno deve essere prima capitano di se stesso», mettendo al centro del progetto il valore umano e l'impegno profuso quotidianamente per la causa collettiva del club.

Analizzando i recenti errori difensivi, Longo ha puntato il dito sulla solidità mentale più che sugli schemi. Il gol subito contro il Mantova al 94', nonostante la presenza massiccia di giocatori nell'area di rigore, è stato citato come esempio di una concentrazione che viene meno nei momenti decisivi. Per il tecnico, è fondamentale entrare in campo con un piglio differente, lasciando parlare i fatti più delle parole.

Infine, riguardo alle scelte tattiche in attacco, è stata confermata la possibilità di vedere Gytkjaer e Moncini agire insieme, a patto che si trovino i giusti bilanciamenti con il resto della formazione. Longo ha citato Artioli come un innesto positivo, di cui va però monitorata la condizione fisica, e ha ribadito che in Serie B non ha senso fare tabelle salvezza: «conta sempre e soltanto la prossima partita», indipendentemente dal fattore campo.

Sezione: Serie B / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 22:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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