È un Paolo Indiani soddisfatto, ma non appagato, quello che si presenta in sala stampa per presentare la sfida contro il Sansepolcro, penultima di campionato per il Grosseto, già matematicamente promosso in Serie C. Il tecnico maremmano, fresco di rinnovo, guarda già al futuro, ma senza perdere di vista l'obiettivo di chiudere al meglio la stagione in corso.
"Innanzitutto vorrei parlare di due cose un po' strane", esordisce Indiani. "La prima è la goleada della Sanremese, veramente pazzesca. La seconda è la nomina di Maldini come traghettatore, per parlare un po' di calcio giovanile, dato che ne avevamo parlato la scorsa settimana".
Chiusa la parentesi extra-Grosseto, l'allenatore si concentra sulla partita di domani: "Cosa c'è da dire del Grosseto, di una squadra stellare che è stata intervistata da tutti? Che c'è da dire, c'è da vincere. Domani arriva il Sansepolcro e c'è la speranza di far bene. Dobbiamo cercare di cambiare marcia".
A chi gli chiede se ci sarà spazio per chi ha giocato meno in questa stagione, Indiani risponde: "Sicuramente. E poi la situazione dei giocatori... il primo mi piace, come ha detto Iardella, mi piace per lui perché è un mio carissimo amico. Per quanto riguarda noi, io farei anche 13 punti se potessi, perché noi giochiamo sempre per vincere. Poi a volte non è possibile, ma bisogna mantenere altissimo il livello delle prestazioni".
Il tecnico spiega poi l'importanza del turnover in questa fase finale del campionato: "È chiaro che qualche giocatore ha bisogno di riposare. Ed è giusto che qualcuno che è stato utilizzato meno venga mandato in campo. Quelli che sono stati utilizzati meno ci hanno permesso di vincere il campionato, perché si sono allenati alla grande e hanno alzato il livello degli allenamenti. Non abbiamo titolari inamovibili e chi ha giocato meno non è inferiore ai cosiddetti titolari".
Sulla situazione indisponibili, Indiani chiarisce: "Gonnelli, Ciriaudo e Gerardini sono fuori. Anche Maggini, Montini. Ci sarà Bellini. Insomma, abbiamo diverse assenze, ma la squadra non perderà la sua identità e la sua voglia di fare bene".
Tornando al tema motivazioni, l'allenatore spiega come tenere alta la tensione in un momento in cui l'obiettivo principale è già stato raggiunto: "Le motivazioni per chi ha giocato meno ci sono, è ovvio. Vogliono dimostrare il loro valore e fare bella figura. Due elementi che potrebbero incuriosire chi segue il Grosseto e il calcio in generale sono la coreografia della Curva Nord e la risposta del pubblico, che si aspetta una partita vibrante".
Il pensiero vola poi alla Poule Scudetto, che vedrà il Grosseto affrontare le altre vincitrici dei gironi di Serie D: "È lontana, ma si dice che chi arriva lanciato, chi ha mantenuto la tensione fino all'ultimo, abbia più possibilità di vincere. L'anno scorso a Livorno avevamo vinto il campionato con quattro giornate d'anticipo, ma con grande tensione. Adesso abbiamo 40 giorni per prepararci, quindi dovremo essere bravi a gestire questo periodo".
Sulla questione dell'eliminazione dalla Coppa Italia, Indiani ammette: "All'epoca mi piaceva andare avanti. A posteriori, sicuramente un danno non l'ha fatto. Se fossimo andati in semifinale o in finale, con altre tre o quattro turni da giocare, avrebbe pesato sugli allenamenti e sul campionato. Ma noi cercheremo di fare bene in tutte le partite, anche se non abbiamo raggiunto la finale".
Infine, un pensiero per il portiere Marco Cardelli, lo scorso anno protagonista con la maglia del Grosseto e oggi titolare indiscusso in Serie C: "L'anno scorso avevo a disposizione molti più portieri e giocatori, ed era tutta un'altra situazione. Mi ha permesso di mettere anche il portiere over. Se Cardelli fosse rimasto con noi, o se avesse giocato di più l'anno scorso, sarebbe andata ancora meglio. Ma lui era un 2006, e se fosse stato un 2007 l'avrei tenuto".
Insomma, un Indiani sereno e fiducioso, pronto a guidare il suo Grosseto verso un finale di stagione da ricordare e un futuro in Serie C ricco di ambizioni.
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