«Siamo finiti di fronte a un passo falso del tutto inaspettato alla vigilia. Durante la prima frazione di gioco la sfida si è mantenuta su binari di sostanziale equilibrio, ma i nostri avversari si sono dimostrati abili a sbloccare il risultato. Nella ripresa la contesa si è fatta più spigolosa e maschia; nonostante ciò siamo riusciti a costruire le occasioni giuste per ristabilire la parità, in modo particolare con la chance capitata a Carpani, ma purtroppo non siamo stati capaci di concretizzarle. Quando ci si trova a masticare amaro dopo un ko occorre vivisezionare con attenzione l'andamento della gara, conservando però la necessaria lucidità mentale. In determinate fasi del match è apparso evidente che loro avessero un desiderio superiore di fare prezzo pieno a ogni costo. Lo ribadisco senza problemi: avremmo dovuto mettere in campo una grinta diversa, mentre loro si sono rivelati decisamente più determinati in alcuni frangenti chiave dell'incontro», ha dichiarato il tecnico del Teramo Marco Pomante.

«L'assenza di un elemento come Borgarello? È del tutto naturale che figure di grande esperienza internazionale facciano enormemente comodo all'interno di scontri diretti così tirati. Incappare in battute d'arresto del genere può rientrare nelle dinamiche del campo, per quanto ovviamente da parte nostra non ci fosse alcuna intenzione di lasciare punti per strada. I troppi gol incassati dal pacchetto arretrato? Nel primo tempo assistiamo a un confronto aperto e frizzante, dove anche noi abbiamo creato sofferenze alla loro retroguardia proprio come loro l'hanno create a noi. Nel secondo tempo, eccezione fatta per la zuccata vincente di Sparacello su cui avremmo dovuto mostrare una lettura migliore, non abbiamo concesso chissà cosa. Non mi va assolutamente di puntare il dito o colpevolizzare il lavoro della fase di non possesso, anche se resta un dato di fatto che tendiamo a concedere qualcosa di troppo, specialmente durante i primi quarantacinque minuti», ha proseguito il condottiero della compagine biancorossa.

«In ogni caso stiamo parlando di un derby che per blasone e atmosfera meriterebbe senza alcun dubbio il palcoscenico della Serie C: due realtà tifose e piazze sportive che non hanno davvero nulla a che spartire con il campionato di Serie D. Conoscete benissimo il mio pensiero su questo punto, avendo avuto la fortuna nella mia carriera da calciatore di solcare quasi tutti questi campi. Si tratta di piazze storiche che dovrebbero militare in categorie nettamente superiori. Desidero rivolgere un plauso e i miei complimenti sinceri a entrambe le tifoserie per la cornice di pubblico creata. Noi avevamo un desiderio enorme di regalare una gioia al nostro ambiente e portare a casa un risultato positivo. All'interno del mio animo c'è molta rabbia, ma conservo la freddezza idonea per comprendere le reali motivazioni alla base di questo stop. Loro si sono dimostrati bravi a spostare l'episodio dalla propria parte e a sfruttarlo al massimo», ha sottolineato il mister del Teramo Marco Pomante.

«La tensione e il peso della maglia? Avere questo tipo di aspettative addosso è doveroso e fisiologico. Chiaramente chi non possiede le spalle larghe per reggere e gestire una simile pressione non può far parte della rosa del Teramo, anche se non ritengo affatto che risieda in questo l'origine dei nostri problemi odierni. Se il Teramo partiva coi favori del pronostico? All'interno di sfide così tese ed emozionali si scende in campo su una situazione di totale parità: i valori alla vigilia si azzerano completamente e conta solo ciò che si dimostra sui novanta minuti», ha concluso l'allenatore del Teramo Marco Pomante.

Sezione: Serie D / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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