Il futuro della Paganese è appeso a un filo. Al termine di una stagione sportiva intensa, la società ha deciso di uscire allo scoperto attraverso una conferenza stampa in cui il dirigente D’Amato, il direttore sportivo Bocchetti e il notaio Aniello Calabrese hanno fatto chiarezza sulla delicata situazione del club. Il nodo centrale riguarda il disimpegno del presidente Cardillo, con il quale i contatti sembrano essersi interrotti bruscamente.
«Visto che sia dalla città sia dai giornalisti sia dai tifosi più volte mi avete chiesto di fare chiarezza sulle sorti della Paganese Calcio, è arrivato il momento. Devo dire, purtroppo, sarò molto schietto: non dirò cose che poi domani qualcuno dirà che non è vero, perché siamo pronti a fare il confronto, sia esterno che interno alla società», ha esordito D’Amato.
La dirigenza ha ricostruito gli eventi recenti: «Noi abbiamo avuto il 31 marzo una PEC del presidente Cardillo dove ci comunicava che si dimetteva. Nella PEC ci ha scritto che si dimetteva, ma nello stesso tempo tutti gli impegni che aveva preso per la Paganese li manteneva. Purtroppo, al momento, dobbiamo risolvere i problemi perché i tempi sono ristretti: entro il primo luglio ci dobbiamo iscrivere al prossimo campionato».
La situazione economica, stando a quanto dichiarato, è complessa: «Sarò molto schietto: i giocatori devono prendere ancora quattro stipendi. Verso i fornitori dobbiamo dare oltre 50.000 euro, 16.000 euro ai procuratori dei giocatori e 70.000 euro di vertenze dell’anno scorso. Sul budget di quest’anno ci siamo mantenuti, ma abbiamo sforato di 100.000 euro».
D’Amato ha poi evidenziato la frustrazione per la mancanza di risposte: «Da due mesi non mi risponde più al telefono. L’ho chiamato fino all’altro ieri, prima di convocare la conferenza stampa, e non mi ha risposto. Ci sono dirigenti di Pagani che sono andati a Salerno, ha preso degli impegni un mese e mezzo fa e non ha risposto più. Se qualcuno riesce a contattare Cardillo a fargli fare un incontro con noi, siamo pronti a partire anche subito, in qualsiasi momento».
Il direttore sportivo Bocchetti ha aggiunto una nota di amarezza riguardo al lavoro tecnico svolto: «Questa squadra ha fatto qualcosa di importante. È un peccato non continuare, perché secondo me si possono fare cose importanti. I ragazzi hanno dato tutto, sia umanamente che calcisticamente, e sono andati a casa con quattro stipendi arretrati. Hanno sudato la maglia fino all’ultimo secondo e questa è una cosa bruttissima».
Sulla possibilità di un passaggio di mano della società, la posizione è chiara: «Al momento da noi non è venuto nessuno. La Paganese nei prossimi 20 o 30 giorni rischia di scomparire. Noi siamo pronti in qualsiasi momento: se c’è qualcuno che vuole rilevare la Paganese, il primo sono io a fare un passo indietro. Facciamo lo sponsor, chiunque viene rileva la Paganese e fa la Paganese».
Anche il notaio Aniello Calabrese ha confermato le difficoltà di dialogo: «Il presidente mi manifestò la non volontà di diventare presidente di rilevare le quote, ma confermò di voler restare come main sponsor. Queste notizie a me giungono ora. Io non ho il telefono del presidente, ve lo farò dare e farò anche io un tentativo per contattarlo e per avere un dialogo. Più di questo non posso fare».
In chiusura, la dirigenza ha lanciato un accorato appello alla città e agli imprenditori, menzionando la possibilità di avviare un azionariato popolare o altre forme di supporto straordinario per garantire la sopravvivenza del club. L’obiettivo resta quello di risolvere le pendenze in tempi brevissimi, per evitare penalizzazioni e permettere l’iscrizione al campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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