L'inizio del nuovo percorso tecnico in casa rossonera porta la firma di Karel Zeman, che nella sua prima uscita da allenatore della Nocerina ha delineato in maniera trasparente i principi cardine che guideranno la squadra nel corso della stagione. La visione del tecnico parte da un concetto identitario ben preciso, fondato sul legame con i tifosi e sulla necessità di proporre uno spettacolo capace di coinvolgere la piazza.

A spiegare la propria filosofia di gioco e le ragioni dell'impegno con il club è stato direttamente l'allenatore rossonero, Karel Zeman.

«Faccio calcio per qualcuno, non per me stesso. Il senso del nostro lavoro risiede interamente nella capacità di appassionare chi ci guarda, facendo innamorare la gente del nostro gioco e regalando emozioni continue al pubblico. Dal punto di vista della disposizione sul terreno di gioco la base di partenza sarà il 4-3-3, ma non mi ritengo affatto legato in maniera dogmatica ai moduli o alla rigidità dei numeri. L'intento principale è costruire un gruppo con un'identità spiccata, rimanendo comunque pronto a modificare atteggiamenti e accorgimenti tattici ogni volta che la situazione lo richiederà per il bene collettivo della squadra. Una compagine ambiziosa ha il compito di imporre la propria trama senza lasciarsi condizionare, desidero che siano le avversarie ad adattarsi alla Nocerina e non il contrario».

L'analisi del tecnico si è poi spostata sulle ambizioni sportive e sulla mentalità con cui la rosa dovrà affrontare ogni singolo appuntamento del campionato.

«Una realtà come la Nocerina possiede il dovere morale di scendere in campo ogni domenica con l'unico obiettivo di conquistare l'intera posta in palio. Non avrebbe alcun senso iniziare un percorso pensando di cedere il passo o di accontentarsi di traguardi minimi. Il lavoro quotidiano deve essere orientato a stazionare stabilmente nelle posizioni di vertice, cercando di avvicinarci il più possibile alla prima piazza. Spero sinceramente che questa possa rivelarsi la stagione idonea per conquistare finalmente un campionato da allenatore. Negli ultimi anni ho preferito lavorare meno perché non ero disposto ad allontanarmi dalla mia famiglia per progetti poco convincenti, mentre la decisione di accettare Nocera è maturata grazie alla serietà mostrata dal presidente e dalla dirigenza. La solidità di questo piano societario mi infonde grandissima fiducia, la Nocerina sta costruendo qualcosa che può diventare grande, se non immenso».

La valutazione del materiale umano a disposizione e la gestione della pressione mediatica rappresentano ulteriori tasselli affrontati dalla guida tecnica.

«Sento di essere pienamente soddisfatto del lavoro portato avanti dal nostro direttore sportivo. Ho partecipato in prima persona alle valutazioni di mercato al fianco della società e sono estremamente contento dei calciatori messi a mia disposizione per questa avventura. In merito al cognome che porto, la questione non mi crea alcun condizionamento: quando non sono sul terreno di gioco vengo inevitabilmente identificato come il figlio di Zdenek Zeman, ma nel momento in cui mi siedo sulla panchina sono semplicemente Karel Zeman e desidero essere valutato ed espresso esclusivamente per ciò che dimostro attraverso il mio lavoro».

Infine, il neo allenatore dei molossi ha dettagliato le caratteristiche tattiche e i principi di preparazione che dovranno contraddistinguere la sua squadra sul campo.

«Il nostro atteggiamento sarà caratterizzato da un baricentro alto, con una ricerca feroce del recupero palla nella metà campo rivale e un coinvolgimento corale di tutti gli interpreti sia in fase offensiva che difensiva. Difensori, centrocampisti e attaccanti saranno chiamati a partecipare a ogni singola situazione di gioco, con le mezzali che dovranno inserirsi con costanza nell'area di rigore fino a trasformarsi in una vera e propria quarta punta. Per quanto concerne i carichi atletici, i principi guida attingono alla metodica di mio padre, pur con i dovuti adattamenti al calcio contemporaneo e alla struttura dei calciatori attuali. Non ho alcun timore che gli avversari possano studiare la nostra tattica o assistere agli allenamenti, il segreto non risiede nel nascondere le proprie idee ma nel metterle in pratica al meglio. Se la squadra si esprimerà con intensità, con i giusti tempi di gioco e con elevata velocità di esecuzione potrà competere contro chiunque; al contrario, se dovessimo fallire in questi aspetti diventeremo vulnerabili di fronte a ogni rivale».

Sezione: Serie D / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 19:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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