L'avvio dei carichi di lavoro atletici e tattici sul terreno di gioco del Viglino segna la partenza di una campagna agonistica dal valore emblematico per il Millesimo, pronto ad affrontare per la prima volta nella propria storia il palcoscenico della Serie D. Tra il forte impatto emotivo per il traguardo raggiunto e la determinazione necessaria per misurarsi con realtà di primo piano del panorama calcistico, l'ambiente valligiano si è compattato attorno alle linee guida tracciate dalla propria guida tecnica.

A fare il punto sulla preparazione, sulle dinamiche dell'organico e sugli obiettivi stagionali è stato direttamente l'allenatore del Millesimo, mister Fabio Macchia.

«Si riparte e siamo entusiasti di farlo. Siamo ovviamente orgogliosi di quello che è stato fatto in questi ultimi anni, ma adesso tutto ciò appartiene al passato: conta soltanto quello che faremo da qui in avanti per preparare una stagione molto difficile, molto complessa, ma anche estremamente stimolante. Per noi è un campionato nuovo, storico, che oltre all’orgoglio ci dà anche una grande responsabilità. Abbiamo voglia di dimostrare il nostro valore e di fare le cose per bene, consapevoli che ci saranno squadre molto attrezzate e blasonate, realtà che fino a qualche anno fa vedevamo soltanto in televisione, come Alessandria, Sanremese e Biellese. Abbiamo appena iniziato a lavorare. Questi primi giorni servono soprattutto a conoscerci meglio, anche perché, pur avendo cambiato qualcosa in meno rispetto agli anni passati, abbiamo comunque rinnovato una parte importante della rosa. Dobbiamo conoscerci sia dal punto di vista umano sia da quello tecnico e chiarire i principi di gioco che vogliamo mettere in pratica il prima possibile, adattandoli alle caratteristiche dei nostri giocatori. Continueremo nel solco tracciato in questi anni, mantenendo alcune prerogative che ci hanno contraddistinto, ma è normale che, cambiando gli interpreti, si debbano fare anche alcuni aggiustamenti. Adesso, però, è ancora prematuro parlarne perché siamo soltanto all’inizio. Anche questo è uno stimolo: mettere tutti nelle migliori condizioni possibili, sia i ragazzi che sono rimasti sia i nuovi arrivati, per farci trovare pronti. Il campionato è tosto e richiederà la massima qualità sotto ogni aspetto».

La conformazione dello spogliatoio e la filosofia adottata nelle operazioni di allestimento sono state chiarite dal tecnico nell'analizzare la gioventù e le doti atletiche del gruppo a disposizione.

«I cambiamenti sono stati un po’ meno rispetto agli altri anni, anche se probabilmente il mercato non è ancora concluso. Rimangono comunque in doppia cifra e quindi c’è da lavorare parecchio. È un gruppo giovane. Già la scorsa stagione avevamo intrapreso questa strada, costruendo una squadra decisamente più giovane rispetto al passato, con tanti ragazzi del 2003 e del 2004. Quest’anno abbiamo proseguito su quella linea. A parte un giocatore di grande esperienza, un classe 1990 che siamo sicuri potrà darci tanto soprattutto sotto l’aspetto mentale e della leadership, sono arrivati tutti ragazzi molto giovani, oltre naturalmente agli under. È una rosa fresca, con caratteristiche atletiche importanti, dalla quale possiamo pretendere determinate cose. Naturalmente la gioventù porta anche qualche aspetto da migliorare. Dovremo essere bravi a far parlare tutti la stessa lingua dal punto di vista dei principi di gioco e delle letture. Ogni giocatore avrà le proprie caratteristiche, ma la squadra dovrà sapere stare in campo in un certo modo, ragionare insieme e continuare a fare quelle cose che in questi anni sono state alla base dei nostri successi. Dal punto di vista umano mi sembrano tutti ragazzi seri, con tanta voglia di fare bene e molto entusiasti di affrontare questa nuova avventura. Si sta creando un bel gruppo e questo è un aspetto molto importante. Dal punto di vista tecnico non siamo tantissimi e credo che qualcosa verrà ancora fatto. Io sono abituato a parlare dei giocatori che ho a disposizione e oggi mi concentro esclusivamente su di loro. Se poi arriverà qualcuno per darci una mano sarà il benvenuto, a patto che sposi il nostro progetto a 360 gradi, con entusiasmo e con la consapevolezza che il gruppo viene sempre prima del singolo. Per me questo è fondamentale. Poi, se oltre a questo porterà qualità e caratteristiche importanti, tanto meglio».

Il tecnico si è poi espresso in merito alle esigenze numeriche nei singoli reparti, ponendo il focus sulla sostenibilità economica delle scelte societarie.

«La rosa non è lunghissima e, sinceramente, non voglio neppure una rosa troppo ampia. Numericamente forse siamo un po’ corti in mezzo al campo, anche se abbiamo tanti giocatori duttili, capaci di ricoprire più ruoli, come già successo l’anno scorso. Abbiamo dimostrato di saperci adattare e trasformare durante la stagione, utilizzando alcuni giocatori in posizioni diverse sia per scelta sia per necessità. Potremo farlo anche quest’anno. Rispetto alla Serie D di qualche anno fa il campionato sarà leggermente più corto, perché non ci saranno più 38 partite ma 34. Se guardiamo soltanto ai numeri, forse un giocatore in mezzo al campo, capace di ricoprire più ruoli, potrebbe esserci utile. Ma lo stesso discorso vale anche per gli esterni o per l’attacco: se dovessero arrivare giocatori con le caratteristiche giuste, uno o due innesti potrebbero bastare per completare la rosa. Sul piano qualitativo, invece, è difficile esprimersi adesso. È un campionato che conosco relativamente: ho visto alcune partite negli ultimi anni, ma per noi sarà una scoperta. Nelle prime giornate capiremo meglio se la squadra sarà pronta per competere. Le squadre sono sempre migliorabili e vale anche per noi, ma bisogna fare i conti con il budget e con la sostenibilità economica. Per questo preferisco concentrarmi sul lavoro quotidiano con i giocatori che abbiamo, cercando di farli crescere sia individualmente sia come gruppo, piuttosto che pensare a ipotetici colpi di mercato».

Infine, l'allenatore ha ripercorso la scalata straordinaria compiuta dalla compagine ligure nel corso delle recenti annate agonistiche, definendo la missione per il futuro imminente.

«Alla fine della scorsa stagione c’erano emozione, orgoglio e una felicità enorme. Non avrei mai pensato di vivere una cosa del genere a Millesimo, almeno non in tempi così brevi. Per settimane, anzi per mesi, siamo andati avanti sull’onda dell’entusiasmo. Poi è arrivato il momento della consapevolezza: renderci conto davvero di ciò che avevamo fatto e della categoria che avevamo conquistato. È una categoria che il Millesimo non aveva mai disputato. In realtà anche Promozione ed Eccellenza sono arrivate per la prima volta nella nostra storia recente. Ogni anno ci ritroviamo ad affrontare una categoria nuova, con stimoli nuovi e con un gradino in più da salire. Questo porta entusiasmo, ma anche tanta responsabilità. Finiti i festeggiamenti, adesso bisogna pensare al campo, preparare al meglio la stagione e continuare a crescere come società, come staff e come persone. Quello che succederà non possiamo saperlo. Mi auguro soltanto che tutti – società, dirigenti, giocatori, staff, tifosi e tutto il paese – possano godersi questa esperienza. Poi vedremo cosa accadrà. Qualunque sarà il risultato, ci renderà migliori. L’obiettivo è battagliare con tutti e cercare di conquistare la salvezza. Sarebbe un’impresa straordinaria per una società che solo tre anni fa era in Prima Categoria e che oggi si ritrova in Serie D, rappresentando un paese di poco più di 3.000 abitanti, probabilmente tra i più piccoli d’Italia a questo livello. Affronteremo piazze storiche e squadre con budget molto importanti. Dovremo essere consapevoli che ogni domenica servirà dare il massimo per provare a conquistare la salvezza. Se ci riusciremo sarà qualcosa di bellissimo. Adesso, però, c’è solo da lavorare».

Sezione: Serie D / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 18:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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