Alla vigilia della sfida interna contro il Tuttocuoio, il tecnico del Piacenza Arnaldo Franzini si è presentato ai microfoni per analizzare il momento estremamente delicato che sta attraversando la compagine biancorossa, segnata non solo dai risultati deludenti ma anche da un clima di forte tensione attorno all'ambiente.

Il tema centrale della discussione è stato inevitabilmente lo sciopero del tifo organizzato, una ferita aperta che peserà come un macigno sulla gara di domenica. Franzini ha respinto categoricamente l'idea che giocare in uno stadio silenzioso possa paradossalmente togliere pressione ai suoi calciatori, anzi ha sottolineato la gravità della situazione.

«Quando si arriva al punto che magari i tifosi disertano la tribuna vuol dire che non abbiamo fatto bene, che abbiamo fatto mancare qualcosa e siamo dispiaciuti», ha ammesso con onestà l'allenatore, evidenziando come la mancanza del supporto del pubblico sia il segnale tangibile di un fallimento nel rapporto tra squadra e città.

Per il tecnico, questa presa di posizione dei sostenitori è un segnale che deve spingere tutto il gruppo a una profonda riflessione interiore. Non c'è spazio per interpretazioni ottimistiche: vedere i gradoni vuoti è la prova che il percorso intrapreso nelle ultime settimane ha deluso chi ha sempre sostenuto i colori biancorossi.

«Adesso è una partita che dobbiamo assolutamente cercare di portare a casa, perché nelle ultime due partite in casa veramente abbiamo rovinato un po' quanto di buono avevamo fatto prima», ha proseguito Franzini, indicando i tre punti contro il fanalino di coda Tuttocuoio come l'unico antidoto possibile per provare a invertire la rotta.

L'allenatore non ha nascosto l'amarezza per quanto accaduto nell'ultima domenica, definendola una giornata negativa sotto ogni profilo, compresi i tristi episodi di cronaca che hanno scosso l'ambiente. Tuttavia, il messaggio rivolto alla squadra è quello di una necessaria e immediata resilienza psicologica.

«Bisogna reagire, bisogna andare avanti e guardare a quella che è la domenica successiva, il calcio ti dà questo e dobbiamo concentrare tutto sulla partita di domenica», ha spiegato, cercando di spostare l'attenzione esclusivamente sul campo e sul dovere professionale di onorare la maglia nonostante le difficoltà esterne.

Analizzando l'avversario di turno, che sulla carta appare nettamente inferiore per valori tecnici e posizione in classifica, Franzini ha alzato la guardia per evitare cali di concentrazione fatali. Il Tuttocuoio, pur non avendo ancora ottenuto successi, ha dimostrato di poter vendere cara la pelle contro squadre di alta classifica.

«Sappiamo bene che noi non siamo nelle condizioni per sottovalutare nessuno, ci mancherebbe altro», ha ribadito con fermezza il mister, ricordando come le ultime prestazioni degli avversari contro Pistoiese e San Giuliano siano state battaglie perse solo di misura, a dimostrazione di una squadra ancora viva.

Più che guardare agli altri, però, il Piacenza deve ritrovare se stesso. Franzini ha provato a interrogarsi sulle ragioni di un crollo così verticale dopo un girone d'andata che aveva illuso molti sulla possibilità di dominare il campionato, ammettendo che non esiste una spiegazione univoca per questa involuzione.

«Se sapessimo quale sia il problema l'avremmo sicuramente già risolto, c'è una serie di motivazioni probabilmente non solo una», ha dichiarato, individuando nella sconfitta di Desenzano all'inizio del girone di ritorno il possibile innesco di una serie di scorie mentali che hanno condizionato le prestazioni successive.

Secondo l'analisi del tecnico, la squadra ha smarrito quei tratti distintivi che l'avevano resa protagonista nella prima parte della stagione. È venuta meno quella spensieratezza e quella brillantezza fisica che permettevano al Piacenza di aggredire le partite e di imporre la propria qualità tecnica con continuità.

«Abbiamo perso un po' delle nostre caratteristiche, un po' di spensieratezza, di brillantezza e di aggressività che ci avevano fatto arrivare lì in alto a suon di gol ed è un peccato», ha sottolineato con un pizzico di nostalgia per quel calcio spumeggiante che sembra essere diventato un ricordo lontano.

Infine, uno sguardo alle condizioni della rosa, uscita malconcia dall'ultimo impegno ufficiale. Le assenze pesanti e i dubbi legati ad alcuni elementi chiave obbligano Franzini a valutare soluzioni alternative per il centrocampo e l'attacco, con la speranza di recuperare almeno parzialmente i pezzi pregiati.

Su possibili novità tattiche o di formazione, l'allenatore è rimasto prudente, pur menzionando la possibilità di lanciare dal primo minuto chi ha avuto meno spazio o chi sta rientrando da infortuni, consapevole che in questo momento servono uomini pronti alla battaglia e psicologicamente integri.

«Togordo potrebbe anche essere impiegato, sicuramente non è al massimo, per cui vedremo se impiegarlo dall'inizio o tenerlo magari per un po' di partita», ha concluso Franzini, lasciando aperta ogni porta in vista di una domenica che si preannuncia come un vero e proprio spartiacque per il futuro del Piacenza.

Sezione: Serie D / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 15:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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