L'analisi del post-partita affidata ad Angelo Gregucci restituisce l'immagine di una Sampdoria che, pur avendo tenuto in mano il pallino del gioco per lunghi tratti, non è riuscita a tradurre il possesso in una vittoria concreta. Il tecnico ha evidenziato come l'avvio di gara fosse stato promettente, ma la sorte ha giocato un ruolo determinante nello spostare gli equilibri della sfida attraverso episodi speculari ma dai risultati opposti.
«Dopo un inizio positivo, un palo fuori per noi e un palo dentro per loro hanno cambiato completamente la piega della partita» ha spiegato l'allenatore, sottolineando come la gestione della sfera non sia stata accompagnata dalla necessaria cattiveria agonistica negli ultimi venti metri, dove la squadra è apparsa meno incisiva di quanto avrebbe dovuto.
Secondo il parere del mister, nonostante siano stati creati diversi presupposti per andare a segno, è mancata la determinazione feroce nel momento della conclusione. Questo deficit di grinta ha impedito ai blucerchiati di rimettere in piedi un match che si era complicato, portando Gregucci a una riflessione profonda sulla necessità di un confronto interno immediato tra le mura dello spogliatoio.
«Potevamo fare meglio attraverso il lavoro, guardandoci bene in faccia e cercando di agire con molta più convinzione» ha proseguito il vice di Pirlo, ricordando che il campionato di Serie B impone degli standard di combattività che non possono essere minimamente trascurati se si vuole ambire a risultati di rilievo.
Il tema centrale del discorso si è poi spostato sulla necessità di recuperare quell'ardore agonistico che sembra essersi affievolito nelle ultime uscite. Gregucci ha ammesso che la condizione fisica e il calendario fitto hanno pesato, specialmente considerando i calciatori persi per infortunio durante questo tour de force che ha imposto ritmi forsennati alla rosa.
«Dobbiamo ritrovare quel fuoco sacro che ci aveva contraddistinto fino a poco tempo fa» ha ribadito con fermezza, aggiungendo che la valutazione delle condizioni dei singoli sarà fondamentale per affrontare i prossimi impegni ravvicinati, a partire dalla complicata trasferta contro la Juve Stabia.
Proprio in vista della prossima sfida, il tecnico ha tracciato la rotta, chiedendo una prova di maggiore solidità e compattezza. L'obiettivo è alzare i toni dello scontro fisico e agonistico, migliorando al contempo la qualità delle scelte finali che, nel match appena concluso, sono risultate spesso imprecise nonostante il dominio territoriale espresso in campo.
«In questa categoria è obbligatorio essere più solidi e compatti, elevando il livello dello scontro agonistico» ha sottolineato il tecnico, rammaricandosi anche per lo scarso sfruttamento dei calci piazzati, un aspetto che con nove corner a disposizione e diversi elementi dai piedi educati in rosa, avrebbe dovuto fruttare molto di più.
In conclusione, Gregucci ha rimarcato che il possesso palla sterile non basta se non viene supportato da una presenza fisica e mentale dominante in ogni zona del campo. La ricetta per ripartire è chiara: lavorare sui dettagli tecnici e, soprattutto, ritrovare quella fame di vittoria che permetta di trasformare i presupposti in punti pesanti per la classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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