L'analisi del post-partita condotta da mister Andrea Dossena mette in luce un Novara dai due volti, capace di una partenza folgorante ma anche vittima di alcune ingenuità che hanno rischiato di compromettere il risultato. Il tecnico ha evidenziato come l'approccio alla gara sia stato di altissimo livello, con un avvio che ha visto i piemontesi premere sull'acceleratore e creare numerose palle gol nei primi otto minuti. «Siamo entrati in campo con la cattiveria giusta, cercando la porta per ben quattro volte e mantenendo costantemente il controllo delle operazioni» ha osservato l'allenatore, sottolineando la qualità espressa nella fase iniziale della contesa.
Nonostante questo dominio territoriale, la squadra ha mostrato il fianco alle ripartenze avversarie, soffrendo in particolare i lanci lunghi in profondità che hanno sfruttato la velocità di un terreno di gioco particolarmente rapido. Dossena non ha nascosto le difficoltà incontrate dai suoi difensori nel leggere queste situazioni specifiche, ammettendo che la profondità ha creato più di un grattacapo alla retroguardia azzurra. «Nelle coperture preventive dobbiamo crescere, leggendo meglio la traiettoria della sfera quando gli avversari scavalcano il centrocampo» ha spiegato con estrema lucidità tattica.
Un altro punto focale della riflessione del mister ha riguardato la gestione emotiva del match, specialmente quando gli avversari hanno cercato di spezzare il ritmo ricorrendo a perdite di tempo dopo essere passati in vantaggio. Il tecnico ha esortato i suoi ragazzi a mantenere la calma e a restare focalizzati esclusivamente sulla prestazione tecnica, senza farsi trascinare in provocazioni o nervosismi inutili. «Dobbiamo avere la pazienza necessaria e non farci innervosire, pensando unicamente a giocare a calcio fino all'ultimo secondo» è stato il monito lanciato negli spogliatoi.
Sul piano tattico, Dossena ha individuato nel mancato sfruttamento delle corsie laterali uno dei limiti della serata, soprattutto nel secondo tempo quando la squadra ha cercato con troppa insistenza la via centrale contro una difesa molto densa. Secondo l'allenatore, contro avversari che si chiudono con otto effettivi a ridosso dell'area di rigore, è indispensabile allargare il fronte d'attacco per arrivare al traversone. «Ci siamo intestarditi troppo nel passare per vie centrali, quando invece la chiave era continuare a spingere sulle fasce laterali» ha analizzato, ricordando come le occasioni più nitide siano nate proprio da sviluppi esterni.
Nonostante qualche elemento sia apparso meno brillante rispetto alle scorse uscite, il mister ha voluto difendere il gruppo, ricordando i carichi di lavoro sostenuti da chi ha tirato la carretta negli ultimi mesi. Per Dossena è fisiologico che qualcuno possa accusare un po' di stanchezza, ma ciò che conta è lo spirito collettivo che ha permesso al Novara di non arrendersi mai, trovando la forza di crederci fino al novantesimo minuto. «Ho detto bravi ai ragazzi perché l'atteggiamento è stato quello di chi non vuole mollare un centimetro» ha dichiarato con orgoglio paterno.
In conclusione, il bilancio tracciato dal tecnico è un mix di consapevolezza e voglia di miglioramento, un equilibrio tra quanto di buono prodotto e le sbavature da correggere in vista dei prossimi impegni. La prestazione complessiva, a suo dire, permette alla squadra di uscire dal campo a fronte alta, avendo onorato la maglia con il massimo impegno possibile. «Mi tengo stretta la prestazione e il fatto che la mia squadra sia uscita dal rettangolo verde avendo sudato ogni goccia di energia» ha chiosato Dossena, guardando già al lavoro che lo attende per limare quei dettagli che ancora mancano per la perfezione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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