Il tecnico del Siena, Gill Voria, si presenta in sala stampa con il volto di chi sa di aver dato tutto, ma deve fare i conti con un finale beffardo che ha premiato il Prato nel turno dei playoff. La delusione è palpabile, ma viene subito mitigata dall’orgoglio per il percorso compiuto dai suoi uomini in questa seconda parte di stagione.
«Ha detto bene, ci girano perché l’avevamo vinta quando era finita praticamente, quindi quello un po' ti lascia l’amaro in bocca. Ovviamente devo solo ringraziare questa squadra, questi ragazzi pure oggi hanno dimostrato di metterci tutto quello che avevano. Avevamo un po' di problemini, tanto lo sapete, ed era anche difficile gestire la partita su 120 minuti, ancora di più».
«Quindi io sono orgoglioso di loro, gliel'ho detto: per me questa non è una sconfitta ma è un punto di partenza. L’ho detto anche prima di venire qui: come affrontiamo questa partita ci farà capire quello che poi vogliamo diventare. Penso che oggi l’abbiano dimostrato, l’abbiamo dimostrato, quindi non posso che ringraziare questi ragazzi».
Il mister analizza poi il crollo psicofisico avvenuto dopo il pareggio dei padroni di casa, che ha poi portato al risultato finale di 3-1 per il Prato durante i tempi supplementari. Secondo l'allenatore bianconero, l'inerzia del match è cambiata improvvisamente, togliendo certezze a un gruppo che sentiva già la qualificazione in tasca.
«Sì, poi quando hai preso il 2-1, il 3-1 l’hai preso subito, insomma ci sta quell’attimo di scoramento. Di fronte avevamo anche una grande squadra, quindi l’inerzia è cambiata: col gol subito loro si sono caricati, forse noi ci siamo un po' depressi. Però io per me questa è una sconfitta, lo ripeto, nei novanta minuti finita 1-1, quindi non avremo una sconfitta».
Sollecitato sulle scelte a gara in corso e sull'impatto dei subentrati dalla panchina, Voria non cerca colpevoli, sottolineando come la forza dell'avversario e il contesto del match abbiano reso difficile ogni mossa tattica nel finale.
«Mh no, sinceramente no, non sono deluso perché è logico che ti aspetti sempre il meglio, però sono entrati anche in una fase della partita dove era pensabile anche potessero determinare alla grande. A quel punto il Prato, che è una squadra fortissima, doveva rimetterla in carreggiata, quindi secondo me hanno fatto quello che potevano fare».
Anche sull'episodio dell'espulsione che ha chiuso la contesa, il tecnico spende parole di protezione per il proprio calciatore, derubricando il gesto a un eccesso di tensione agonistica in un momento di forte stress emotivo per l'andamento dell'incontro.
«Vabbè, l’espulsione è arrivata sul 3-1. Il calciatore vive queste partite: quando ce l’hai in mano e ti sfugge quando manca poco ci può stare. Non mi sento di condannare queste cose anche perché sì, ha fatto un fallo, ma poi si è subito scusato, quindi non è stato uno di quei falli di frustrazione che voleva far male. Era la tensione della partita, quindi assolutamente non mi sento di condannare quel gesto lì».
Chiuso il capitolo playoff, lo sguardo si sposta necessariamente al futuro e alla programmazione della prossima stagione, con il Siena chiamato a dare continuità al lavoro svolto e a compiere quegli innesti necessari per alzare ulteriormente l'asticella.
«Sicuramente abbiamo già iniziato a lavorare e sicuramente questo gruppo è valido, l’ha dimostrato. Ci sono state già tante riconferme o qualcuno già aveva due anni di contratto, quindi la linea della società era questa già dall’anno scorso: crescere insieme piano piano e penso che stia andando avanti in questo senso. Dobbiamo sicuramente fare qualche cosa perché bisogna farlo, in tutte le situazioni».
«Ora che è finita definitivamente si può dire: ci metteremo a tavolino e sicuramente dobbiamo andare un po' più veloci. Il gioco del calcio è così, ormai sono dentro gli spogliatoi da quando avevo tredici anni, quindi fa parte del gioco e lo sanno i ragazzi. Anche chi magari può avere voglia di andare da qualche altra parte lo fa perché magari ha voglia di avere più spazio».
«Io credo che invece la squadra che punta poi a vincere debba avere una competizione sana, ci vuole la competizione. Chi non se la sente di essere in competizione con altri giocatori è anche giusto che faccia altre scelte. Questo è un gruppo che ci ha dato grosse soddisfazioni e che non va smantellato».
Infine, un pensiero per il tifo bianconero, accorso in massa per sostenere la squadra in questa trasferta decisiva, sancendo un legame che sembra essere tornato solido dopo un periodo di distacco tra l'ambiente e la maglia.
«Nulla da dire, io da quando sono arrivato siamo riusciti a creare comunque un po' di feeling che si era perso. Mi dispiace più per oggi perché magari riuscire a fare un qualche cosa di straordinario qui ci avrebbe portato ancora di più, anche un trascinamento positivo per quanto riguarda l’ambiente».
«Però credo che come l’ho visto io l’abbiano visto tutti: questa squadra è andata oltre le più rosee aspettative in queste quattordici partite, quindi credo che tutti possano essere felici di questi giocatori che portano la maglia del Siena».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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