A margine della toccante cerimonia svoltasi ieri allo stadio San Nicola — occasione dell'ultimo saluto a Igor Protti e dell'intitolazione della Curva Nord in onore dell'ex attaccante — Antonio Matarrese ha rilasciato alcune dichiarazioni che vanno ben oltre il perimetro del ricordo e della celebrazione. L'ex presidente del Bari e della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha colto l'opportunità per esprimere la propria posizione sul nuovo corso federale e, in particolare, sul nodo delle multiproprietà.

Il tema è quanto mai attuale: la normativa vigente prevede la fine del regime di multiproprietà entro il 2028, ma da più fronti si moltiplicano le pressioni per prorogare ulteriormente tale scadenza. Un dibattito che Matarrese segue con attenzione e su cui non ha esitato a pronunciarsi con la consueta franchezza.

Sul nuovo presidente del CONI Giovanni Malagò, Matarrese ha tracciato un profilo personale prima ancora che istituzionale: «Lo conosco bene, avendolo avuto con me nel '90 in occasione dei Mondiali di calcio: è molto rispettoso ed abbiamo un bel rapporto d'amicizia. Bisogna lasciarlo lavorare e dargli tempo per emettere un giudizio».

Un invito alla pazienza, dunque, che tuttavia lascia spazio a un monito preciso quando il discorso vira sulle multiproprietà. Matarrese, interpellato da Tuttobari.it, si è detto fiducioso nella fermezza del dirigente sportivo, pur non nascondendo le proprie aspettative: «Sulla multiproprietà, non credo che Malagò si faccia intimorire da forze superiori, quindi mi auguro faccia rispettare le regole. Se non lo fa, comincia male».

Parole nette, quelle dell'ex numero uno federale, che fotografano con precisione la tensione in atto nel sistema calcistico italiano. La questione delle multiproprietà — che consente a uno stesso proprietario di detenere partecipazioni in più club — è da tempo al centro del dibattito sulla governance del calcio italiano, con posizioni marcatamente divise tra chi ne chiede l'eliminazione definitiva e chi spinge per mantenere lo status quo o quanto meno dilazionarne la fine.

Sezione: Attualità / Data: Sab 27 giugno 2026 alle 17:45
Autore: Luigi Redaelli
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