La retrocessione in Serie D brucia ancora, ma il Pontedera non si ferma. Mentre la dirigenza è al lavoro per ridefinire l'assetto tecnico in vista della prossima stagione, il club granata ha scelto di investire energie e attenzione su un fronte altrettanto cruciale: il mantenimento e il rafforzamento della rete di sponsor e partner commerciali che negli anni hanno sostenuto la crescita della società.

A tracciare la rotta è Andrea Bargagna, dirigente del club, che martedì sera ha preso parte a un evento organizzato proprio per coltivare questi rapporti. «L'evento di martedì sera è stato un'occasione per ringraziare gli sponsor e i nostri partner per l'aiuto che in questi anni hanno dato alla società», ha dichiarato Bargagna. «È stata una crescita costante, un insieme di aziende che ha saputo creare un legame con il territorio e tra esse stesse. Direi che è stato un progetto vincente, e adesso, pur vivendo un momento sportivamente triste nel quale forse non abbiamo ancora metabolizzato quella che è la retrocessione in Serie D, vogliamo stringere un nuovo patto con la città, ma soprattutto con i nostri sponsor sostenitori.»

Il riferimento alla proprietà non è casuale. BR Football Italia, che gestisce il club, ha ribadito nelle settimane scorse la propria volontà di proseguire il progetto sportivo a Pontedera. Come ricordato dallo stesso Bargagna, il presidente Gustavo Nikitiuk, al termine della partita contro il Livorno che ha chiuso la stagione, aveva già annunciato l'intenzione di programmare con cura la ripresa. «Come ha detto la proprietà in queste settimane, il progetto sportivo da parte di BR Football Italia va avanti. BR sta lavorando, come ha detto il presidente Gustavo Nikitiuk dopo la partita con il Livorno che ha chiuso la nostra stagione, per programmare la parte sportiva», ha sottolineato il dirigente.

Uno dei passaggi più significativi delle dichiarazioni di Bargagna riguarda l'evoluzione del concetto stesso di sponsorizzazione sportiva. Il dirigente granata descrive un cambiamento profondo nel modo in cui le aziende si approcciano al sostegno dei club, un mutamento che il Pontedera ha saputo intercettare e valorizzare.

«Grazie alla nuova proprietà stiamo cercando di sviluppare sempre meglio il rapporto con i tifosi, di migliorare le possibilità di business degli stessi sponsor», ha spiegato Bargagna. «Oggi la sponsorizzazione sportiva non è più come prima, cioè un contributo random, ma è una scelta strategica che le aziende fanno, che ha bisogno di contenuti, di etica e di rapporti. Ha bisogno che si confrontino quelle che sono le necessità di un club, di un atleta, di un evento di essere sponsorizzati con quelle che sono le necessità dello sponsor stesso. Che non è più solo la visibilità o l'aspetto sportivo, ma che è anche l'aspetto di reputazione dell'azienda.»

Un modello, dunque, che va ben oltre il semplice abbinamento tra un logo e una maglia: si tratta di una partnership strutturata, in cui i valori del club devono rispecchiare quelli delle aziende coinvolte, e viceversa. In questo senso, la retrocessione non intacca necessariamente il valore del progetto, purché l'identità del club resti solida e riconoscibile.

Resta però un problema concreto da affrontare: la perdita di visibilità derivante dal passaggio dalla Serie C alla Serie D. La terza serie nazionale garantiva la copertura televisiva di Sky Sport, con una platea di tifosi e potenziali partner molto più ampia rispetto a quella raggiungibile dalla quarta divisione. Un salto che rischia di pesare, e che il club è già pronto ad affrontare.

«Certamente la categoria è un aspetto importante nell'ottica della visibilità. Con presunzione posso dire che il Pontedera in questi anni ha creato contenuti che non si basavano solo sull'aspetto sportivo», ha detto Bargagna, ricordando in particolare l'impegno del club sul fronte ambientale: «Ricordo come Pontedera negli anni abbia sviluppato il progetto green e sia leader nel progetto della sostenibilità ambientale, che abbia avuto una sostenibilità economica nella quale le aziende possono specchiarsi. Di sicuro la perdita della visibilità di Sky è una cosa alla quale dovremo cercare di sopperire, intervenendo affinché il gap fra la Serie C e la Serie D possa essere colmato a favore magari di una differente visibilità degli sponsor.»

La scommessa, in sostanza, è quella di compensare la minore esposizione televisiva con una comunicazione più ricca, articolata e radicata nel territorio: contenuti originali, iniziative sociali e ambientali, e un racconto del club che vada oltre i risultati del campo.

Intanto, rimane aperta la questione legata a un'eventuale riammissione o ripescaggio in Serie C, ipotesi che dipende dall'evoluzione delle iscrizioni al campionato da parte degli altri club. Bargagna, descritto come persona vicina agli ambienti federali, non alimenta false speranze ma nemmeno chiude la porta. «Penso che solo verso la fine di giugno potremo comprendere quali club hanno difficoltà ad iscriversi», ha affermato il dirigente, lasciando intendere che fino ad allora qualsiasi previsione sarebbe prematura.

Il Pontedera, dunque, si prepara a vivere settimane di attesa e lavoro silenzioso, cercando di costruire le fondamenta di una ripartenza concreta, qualunque sia la categoria di appartenenza.

Sezione: Serie D / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 11:30
Autore: Francesco Vigliotti
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