Benvenuti al Pirozzi show: al più grande spettacolo…del week end. Prenotato dai tifosi della Sarnese che dopo diciotto settimane di campionato sognano ad occhi aperti. Pirozzi, invece, non si scompone più di tanto e pensa limitatamente solo a ciò che dovrà ordinare ai ragazzi ad otto giorni di distanza. Altro che primo posto. Pirozzi, pensa ad altro. Al Brindisi e, di volta in volta, alle successive sfide che separano dalla fine del torneo di serie D. con la speranza di tenere la Sarnese in vetta solo alla trentaquattresima giornata, il giorno in cui conta più di tutti gli altri guardare la classifica. Mattone dopo mattone, intanto, ha assicurato alla Sarnese un finale da protagonista. Non fa proclami, ma plasma solo la sua creatura. Mise piede a Sarno a metà marzo del duemilaundici. In quasi un anno ha convinto tutti, stravincendo di volta in volta. Dei suoi hobby si sa poco o nulla, ma è convinzione diffusa che Pirozzi (calcio a parte), così come ha dimostrato nel corso di questi mesi, possa ben ricoprire i panni di pompiere. Infatti…“Ringrazio la società che permette al sottoscritto, allo staff e ai calciatori di lavorare nel miglior modo possibile. Cosa che oggi non è da tutti. Grazie al giusto mix di queste componenti i risultati arrivano”. Gettare acqua su fuoco, oltre che ordinare le direttive vincenti ai suoi ragazzi, sembra essere la sua dote nascosta. “Ma non montiamoci la testa. Non abbiamo fatto nulla. Non siamo fenomeni adesso, non siamo dei brocchi quando perdiamo. Siamo la Sarnese e basta. Fino a qualche anno fa militava in Promozione, oggi siamo in serie D e vestiamo i panni di neopromossa. Non è nostro compito creare tabelle o fare calcoli. Dobbiamo solamente scendere in campo domenica dopo domenica, pensare ad un avversario per volta e, ovviamente, cercando sempre di portare a casa il massimo beneficio. D’altronde lavoriamo su questo ogni giorno”. Quando arrivò con una Sarnese rassegnata ai Play Off del torneo di Eccellenza non ordinò alcuna rivoluzione. “Dobbiamo prepararci per i play off”. Lavorò duramente, e alla fine i risultati premiarono lui e soprattutto la Sarnese. Anche grazie a Pirozzi, quindi, dopo ventitré anni la Sarnese è riapprodata in serie D. Dopo un periodo di rodaggio, quest’anno, ha scritto una delle serie vincenti più importanti della storia del sodalizio granata. Oggi il suo timoniere l’ha condotta al primo posto in classifica. Roba da vertigini! I suoi, sulla panchina granata, sono numeri stratosferici. In trentuno apparizioni ha ottenuto diciotto successi. Una media ben oltre il cinquanta per cento. Sarno è ai suoi piedi. I tifosi, di settimana in settimana, gli intonano e dedicano cori a squarciagola: “Pirozzi uno di noi…”. Qualcuno, inoltre, lo ha paragonato ad un direttore d’orchestra dove voci fuori dal coro non se ne registrano. Lui, invece, ringrazia e… lavora. Nella mente di Pirozzi c’è sempre e solo il lavoro: “Quello che ti permette di raccogliere i risultati. Dobbiamo sempre migliorarci. Eventuali lacune vanno colmate”. Non si esalta dopo una vittoria, non si deprime dopo una sconfitta. Dopo il pari beffa del Martina Franca il diciotto dicembre scorso fu il primo a dire che “Nel calcio non esistono leggi scritte.”. Chi lo conosce non resta affatto sorpreso del suo atteggiamento. Anche a Scafati, del resto, fu così. Arrivò e portò a termine una rimontona con ben dieci vittorie consecutive. Allena da sette anni, cinque volte ha già vinto. Un curriculum invidiabile per uno che ha appeso le scarpette al chiodo in età avanzata dopo una onorata carriera professionistica. Malgrado oggi la Sarnese sia prima in classifica, il tecnico non si scompone. Potrebbe permettersi chissà che cosa, invece la sua mente, dopo il triplice fischio della trasferta di Oppido, è già rivolto alla sfida contro il Brindisi. "Sarà una sfida difficilissima, forse una delle più delicate fino ad oggi. Affronteremo una compagine che era partita con ambizioni decisamente diverse e che verrà a Sarno per recuperare i punti persi. Non avremo alcun momento per pensare alla classifica, ma dobbiamo pensare a noi stessi".
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