Cento e un giorno. Tanto è durato l'idillio in Serie D tra la Solbiatese e Roberto Gatti, l'uomo che solo pochi mesi fa aveva riportato la piazza nerazzurra nel massimo campionato dilettantistico dopo quindici lunghi anni di assenza. La società del patron Claudio Milanese ha infatti ufficializzato un ribaltone tecnico che, per quanto clamoroso nelle tempistiche, covava sotto le ceneri di un inizio di stagione decisamente in salita. Una separazione consensuale che chiude un capitolo breve ma glorioso, per aprire le porte a una soluzione ponderata e fatta in casa: la guida della Prima Squadra passa ufficialmente ad Andrea Aletti, finora viceallenatore, che farà il suo esordio già domani nel difficilissimo match esterno contro la Pro Patria.

A far precipitare la situazione in quel di Solbiate Arno è stato un avvio di campionato avaro di gioie. In un raggruppamento che non perdona, la Solbiatese ha raccolto appena due punti nelle prime quattro giornate, frutto di due pareggi a reti bianche e due sconfitte. A far suonare in maniera assordante il campanello d'allarme sono stati soprattutto i numeri offensivi e difensivi (un solo gol realizzato a fronte di sei incassati), ma la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata domenica scorsa al "Felice Chinetti": un pesantissimo 1-4 interno incassato nel derby contro la Castellanzese.

Un ko senza appelli che ha spinto Gatti, allenatore dal pedigree importante e dal carattere schietto, a metterci la faccia assumendosi ogni responsabilità. Il successivo confronto con la dirigenza ha portato alla decisione congiunta di interrompere il rapporto per dare una scossa immediata all'ambiente. Il nome di Gatti resterà comunque scolpito a caratteri cubitali nella storia recente della "Solbia" per la straordinaria cavalcata della scorsa primavera, ma la dura legge del calcio, si sa, guarda solo al presente.

Nessun traghettatore e nessuna ricerca frenetica di un nome a sensazione sul mercato degli allenatori svincolati. Per raddrizzare la barra del timone, la dirigenza ha optato per la continuità del lavoro quotidiano promuovendo Andrea Aletti. Classe 1988, in possesso di patentino UEFA A, il nuovo tecnico non è certamente uno sprovveduto. Conosce a menadito lo spogliatoio e le dinamiche interne, ed è reduce da un'esperienza formativa di altissimo livello oltreconfine: al Lugano, in Svizzera, ha infatti lavorato a lungo nello staff di Mattia Croci-Torti, occupandosi in particolar modo di match analysis. Un profilo preparato, giovane e meticoloso, a cui la dirigenza affida non solo il compito di rianimare il gruppo, ma di costruire un progetto tecnico a lungo termine sfruttando il lavoro già impostato nei mesi precedenti.

Il calendario, tuttavia, non offre tempo per gli esperimenti. Il debutto ufficiale di Aletti da primo allenatore, in programma domani (domenica 27 settembre) alle ore 15:00, assomiglia a un esame universitario di prim'ordine. La Solbiatese varcherà i cancelli dello stadio "Speroni" di Busto Arsizio per sfidare una Pro Patria che, fin qui, è parsa una vera e propria corazzata fuori categoria. I Tigrotti bustocchi viaggiano a punteggio pieno (quattro vittorie in quattro gare) e rappresentano l'ostacolo più arduo che i nerazzurri potessero incrociare in questo momento di fisiologico smarrimento.

Ad Aletti il difficile, ma stimolante, compito di compattare un gruppo ferito nell'orgoglio e ritrovare quegli equilibri tattici clamorosamente saltati nel derby. Domani a Busto Arsizio servirà attenzione spasmodica e coraggio: non solo per muovere la classifica, ma per ritrovare l'anima di una squadra che ha rincorso la Serie D per quindici anni e che ora deve tirare fuori gli artigli per tenersela stretta.

Sezione: Serie D / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 12:30
Autore: Ermanno Marino
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