Vittorio Galigani, consulente del Taranto, è stato intervistato dal direttore di “TarantoBuonaSera”, Enzo Ferrari. Galigani ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al finale di stagione, che vede il Taranto primo con un punto di vantaggio sul Picerno.
LA “FINALE” DI DOMENICA – La squadra sente molto questo evento. Tutto l’ambiente è carichissimo. Vogliamo regalare un sogno alla città e al presidente Giove che, in questo periodo di difficoltà, ha dovuto fare dei sacrifici enormi. La squadra sta bene, siamo carichi al punto giusto per portare a casa i tre punti.
AMBIZIONI INIZIALI – In noi, c’è sempre stata l’ambizione di riuscire a fare qualcosa di importante. Tuttavia, l’ambiente esterno, a causa delle disavventure degli anni passati, si era appassito. In pochi credevano che potessimo disputare una stagione di vertice. L’entusiasmo è cresciuto con il trascorrere delle partite.
ESSERI ARBITRI DEL PROPRIO DESTINO – Il nostro destino dipende soltanto da noi. Siamo arbitri del nostro futuro. Abbiamo un punto di vantaggio e dobbiamo mantenerlo. Andiamo a Lavello per fare bottino pieno. Indipendentemente da ciò che farà il Picerno, dobbiamo vincere. Abbiamo sofferto molto durante l’anno, siamo stati stoppati nel nostro migliore momento di condizione fisica. Abbiamo dovuto giocare tante partite ravvicinate e, vanno fatti i complimenti al mister, allo staff e ai ragazzi. Se dovessimo portare a casa i tre punti contro il Lavello, non parlerei di “miracolo” sportivo, perché i ragazzi, hanno dimostrato di meritare questo traguardo. In due parole, “Ama vincè”.
LA RINASCITA URBANA ED ECONOMICA DI TARANTO – Sono venuto la prima volta a Taranto nel 1985, l’anno in cui facemmo gli spareggi a Napoli. Mi sono innamorato di questo ambiente. Mi sembra che la città sia migliorata sotto tanti punti di vista. Lo Iacovone va rimodernato. C’è la necessità di creare però una struttura polivalente, la quale sia in grado di ospitare vari eventi e svolgere altrettante funzioni. A Taranto, i presidenti non sono mai durati più di 4 anni. È sempre mancato qualcosa da un punto di vista organizzativo e della pianificazione. L’economia generale della città incide anche sul calcio. A Taranto mancano le strutture, e spero che i Giochi del Mediterraneo del 2026 possano aiutare la città a risolvere questa problematica. Domenica compiremo il primo passo verso una rinascita importante, augurandoci di riuscire, un giorno, a disputare anche la Serie A.
I COSTI NEL DILETTANTISMO – Mantenere una società dilettantistica è quasi impossibile, soprattutto in questo biennio. L’assenza del pubblico incide. Una partita come Taranto-Casarano, con gli spettatori, ci avrebbe garantito almeno un incasso da 100.000 euro. Il calore dei tifosi a Taranto è un asso portante. Quest’anno l’assenza si è sentita. Il calcio, senza spettatori, non è spettacolo.
LA PROSSIMA ED EVENTUALE LEGA PRO – La Lega Pro del prossimo anno, se tutto va bene, somiglierebbe più ad una Serie B. Già riuscire a riportare il fascino di partite come Taranto-Bari, sarebbe grandioso. Sono dell’idea che, la Serie B, sia meno interessante del Girone C di Lega Pro. Al momento però, dobbiamo pensare a conquistare il nostro obiettivo, manca un ultimo tassello.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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