Il Perugia si avvicina a una delle trasferte più calde e sentite della stagione, quella sul prato del Riviera delle Palme, con la consapevolezza di chi ha rinnovato profondamente le proprie ambizioni grazie a una sessione di mercato invernale giudicata molto positivamente dal tecnico Giovanni Tedesco. L'allenatore umbro ha voluto aprire la sua analisi con un sentito ringraziamento rivolto alla dirigenza, sottolineando come il lavoro svolto dal direttore Riccardo e dal suo staff abbia permesso di inserire nel motore biancorosso elementi di assoluto valore e giovani di grande avvenire.
Un pensiero speciale è stato dedicato anche al popolo perugino, che risponderà presente in massa alla chiamata della squadra. Saranno infatti ben cinquecento i sostenitori che seguiranno il Grifo in terra marchigiana, un segnale di vicinanza che il tecnico considera un esempio di fedeltà assoluta. «Voglio ringraziare i 500 tifosi che domani verranno a San Benedetto, è una dimostrazione di attaccamento, e per noi è un esempio e motivo di orgoglio, per poter dare qualcosa in più, soprattutto domani» ha dichiarato Tedesco, visibilmente colpito dal calore della piazza.
Nonostante le suggestioni storiche che richiamano alla memoria la stagione del 1991, quando il Perugia proprio a San Benedetto iniziò a cambiare marcia sotto la gestione Gaucci, il mister ha preferito concentrarsi sulla realtà attuale del rettangolo verde. Il gruppo è quasi al completo, con l'unica eccezione rappresentata da Calapai, offrendo allo staff tecnico un'ampia gamma di opzioni per affrontare questo rush finale di tredici incontri.
Tedesco ha voluto inoltre fare chiarezza su alcune critiche relative all'atteggiamento tattico mostrato nelle ultime uscite, respingendo l'idea che la squadra pecchi di intraprendenza nei primi tempi. Per l'allenatore, le prestazioni contro formazioni come Bra o Gubbio sono state condizionate esclusivamente dagli episodi e non da una mancanza di identità, rivendicando la solidità di un sistema che predilige il recupero palla e la ripartenza veloce.
«Non è il mio modo di fare calcio andare dietro al tutti all’attacco senza equilibrio. Abbiamo trovato un’identità e io sono molto contento della squadra, solo gli episodi ci hanno penalizzato» ha ribadito con fermezza, citando anche il match contro l'Ascoli dove, a suo dire, un errore arbitrale ha pesantemente condizionato il risultato finale. La preparazione di ogni singola sfida, secondo il mister, deve basarsi sulle caratteristiche dei calciatori a disposizione e non su una ricerca ossessiva dell'aggressione a tutto campo che potrebbe scoprire il fianco alle ripartenze avversarie.
Grande curiosità circonda i nuovi acquisti, in particolare Ladinetti e Verre, che sembrano essersi calati nella nuova realtà con lo spirito giusto. Di loro, Tedesco non apprezza solo le doti tecniche indiscusse, ma soprattutto la caratura morale e la voglia di lottare per la maglia. In un momento in cui il calendario si fa fittissimo con tre partite in una sola settimana, non ci sarà spazio per attese o calcoli: servirà il contributo immediato di tutti, sia di chi partirà dall'inizio che di chi subentrerà.
«Le qualità di Verre e Ladinetti non le scopro io, ma la cosa che mi piace è l’atteggiamento con cui sono arrivati, la voglia di dare una mano. La riconoscenza di Verre è cosa rara» ha sottolineato il tecnico, evidenziando come la concorrenza interna si sia alzata notevolmente, spingendo anche chi era già presente a dare il massimo per mantenere il proprio posto.
La Sambenedettese, dal canto suo, vive una situazione di classifica complicata e cercherà il riscatto davanti al proprio pubblico, preparando la gara come se fosse una vera e propria finale. Tedesco non si aspetta calcoli tattici da parte dei rossoblù, prevedendo una partita maschia e aperta dove entrambe le compagini giocheranno esclusivamente per i tre punti.
«Sarà una partita difficile, loro hanno vinto solo una delle ultime quindici, il che fa capire l’importanza della gara anche per loro. Ma non saremo da soli e non ci faremo intimorire» ha garantito l'allenatore, fiducioso nella maturità dei suoi uomini. Sul piano tattico, il modulo di partenza resterà il consolidato 4-3-1-2, ritenendo che il gruppo non sia ancora pronto per una transizione immediata al 4-2-3-1.
Le ultime valutazioni di formazione riguarderanno la gestione di alcuni elementi che hanno stretto i denti nell'ultimo periodo, come Megelaitis, al quale il mister ha espresso profonda gratitudine per il sacrificio mostrato. In difesa, Stramaccioni e Angella si contendono una maglia, mentre a centrocampo Ladinetti sembra destinato a partire dal primo minuto. Per Verre, invece, la collocazione tattica rimane flessibile: può agire sia da mezzala che da trequartista, compensando una condizione atletica non ancora ottimale con un'intelligenza calcistica fuori dal comune.
«Otto mesi senza giocare non sono pochi per Verre, ma a livello mentale è di due livelli superiori alla media generale e della Lega Pro» ha concluso Tedesco, pronto a giocarsi le proprie carte in un ambiente infuocato per riportare il Perugia verso posizioni di classifica più consone alla sua storia.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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