Il mondo della moda oggi è improvvisamente meno brillante, meno sfarzoso, irrimediabilmente meno elegante. Si è spento oggi, all’età di 93 anni, Valentino Garavani, per il mondo semplicemente Valentino. L'Ultimo Imperatore della Haute Couture ci ha lasciato nella quiete della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari, chiudendo così non solo una pagina di storia del costume, ma un intero capitolo dell'estetica del Novecento
La notizia, rimbalzata in pochi minuti da Parigi a New York, segna la fine di un’era in cui lo stile era un dogma e la bellezza l'unica religione praticata con devozione assoluta.
Nato a Voghera nel 1932, ma cittadino di un universo dorato che lui stesso aveva contribuito a edificare, Valentino ha portato l'Italia nell'Olimpo della moda internazionale ben prima che il "Made in Italy" diventasse un marchio istituzionale. La sua carriera è stata una favola moderna: dal ragazzo di provincia incantato dalle dive di Hollywood all'apprendistato parigino, fino al ritorno nella Città Eterna. Lì, in via Gregoriana prima e nel tempio di Piazza Mignanelli poi, nacque il mito.
Un mito che ha trovato la sua forza in un sodalizio indissolubile, quello con Giancarlo Giammetti, compagno di vita e braccio destro, che ha saputo trasformare il genio creativo di Valentino in una potenza economica globale. Insieme, hanno attraversato decenni di rivoluzioni sociali restando immutabili, come monarchi illuminati.
Valentino non ha mai inseguito le mode; le ha sovrastate. Mentre il mondo gridava alla rivoluzione o al minimalismo, lui rispondeva con lo chiffon, i drappeggi scultorei, la femminilità assoluta. "Amo la bellezza, non è colpa mia", ripeteva spesso. Un credo che ha vestito le donne più potenti del pianeta: da Jackie Kennedy – per la quale disegnò l'abito delle nozze con Onassis – a Liz Taylor, fino alle star contemporanee.
E poi, quell'eredità cromatica indelebile: il Rosso Valentino. Una sfumatura vibrante, tra il carminio e il porpora, nata dopo una visita giovanile all’Opera di Barcellona e divenuta simbolo di passione e potere. Un colore che oggi sembra listato a lutto.
L'addio alle passerelle nel 2008, con quella sfilata leggendaria al Museo Rodin di Parigi, sembrava già un finale cinematografico. Ma anche lontano dai riflettori, Valentino è rimasto il Re Sole: l'abbronzatura perenne, l'amore per i suoi carlini, la vita vissuta come un'opera d'arte.
Ora Roma si prepara a rendergli l'ultimo omaggio. La camera ardente sarà allestita mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio proprio lì, nel cuore del suo impero a Piazza Mignanelli, mentre i funerali solenni si terranno venerdì 23 gennaio alle ore 11:00 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Oggi resta un vuoto incolmabile. I direttori creativi passano, le tendenze svaniscono in una stagione, ma lo stile di Valentino Garavani ha conquistato l'unica cosa che la moda teme: l'eternità.
Il Rosso, da stasera, sarà per sempre un po' più scuro. Addio, Maestro.
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