Il sistema disciplinare del calcio italiano torna a colpire con severità le irregolarità gestionali. La Procura Federale ha infatti deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare due club siciliani militanti nel Girone C della Serie C, Siracusa e Trapani, insieme ai rispettivi vertici societari. Le contestazioni riguardano una serie di inadempimenti di carattere fiscale e amministrativo che configurano violazioni delle normative federali in materia di regolarità finanziaria.
L'iniziativa della Procura scaturisce dalle segnalazioni trasmesse dalla Commissione Indipendente per la Verifica dell'Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive, organismo preposto al controllo della solidità patrimoniale dei club. Le irregolarità accertate riguardano principalmente il mancato versamento di contributi previdenziali e ritenute fiscali, oltre a modalità di pagamento non conformi alle prescrizioni federali.
Per quanto concerne la società aretusea, il deferimento colpisce direttamente il presidente Alessandro Ricci, al quale viene contestato di non aver provveduto al versamento dei contributi INPS e delle ritenute IRPEF riferiti alle mensilità di novembre e dicembre 2025, nonostante la scadenza perentoria del 16 febbraio 2026. Si tratta di obblighi fondamentali che garantiscono la copertura previdenziale dei tesserati e il corretto adempimento degli obblighi tributari verso l'Erario.
Il quadro accusatorio si aggrava per il fatto che la società viene chiamata a rispondere sia a titolo di responsabilità diretta, per le condotte attribuite al proprio rappresentante legale, sia a titolo di responsabilità propria, configurando quindi una duplice imputazione. Ma l'elemento che rende particolarmente severa la posizione del Siracusa è la contestazione della recidiva, prevista dall'articolo 18, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, che viene applicata sia al presidente Ricci sia alla società stessa. Questo aspetto lascia intendere che non si tratti della prima infrazione di questo tipo commessa dal club siciliano.
Ancora più articolato e complesso appare il quadro delle contestazioni rivolte al Trapani, dove risultano coinvolti ben quattro esponenti della dirigenza societaria. Valerio Antonini, nella sua qualità di presidente, insieme ai procuratori Vito Giacalone e Andrea Oddo e al dirigente Gaetano Niscemi, devono rispondere di molteplici violazioni che investono diversi profili della gestione amministrativa del club.
La prima imputazione riguarda il mancato versamento, sempre entro il termine del 16 febbraio 2026, della quarta e quinta tranche delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS con scadenza rispettivamente nelle mensilità di agosto e settembre 2025. Questi importi erano già stati oggetto di un processo verbale di contraddittorio stipulato il 29 maggio 2025 con l'Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale di Trapani, circostanza che evidenzia come l'irregolarità fosse già stata formalmente rilevata e contestata dall'autorità fiscale.
A questa prima contestazione se ne aggiunge una seconda, particolarmente significativa sul piano procedurale. I dirigenti granata vengono infatti accusati di aver effettuato i pagamenti degli emolumenti dovuti ai tesserati, oltre alle ritenute IRPEF e ai contributi INPS relativi alle mensilità di luglio, agosto, novembre e dicembre 2025, utilizzando bonifici bancari e addebiti su conti correnti differenti rispetto al conto dedicato che la società F.C. Trapani 1905 s.r.l. avrebbe dovuto utilizzare esclusivamente per il pagamento di stipendi, ritenute fiscali e contributi previdenziali.
Si tratta di una violazione che attiene alla tracciabilità e alla trasparenza dei flussi finanziari, elemento considerato fondamentale dalla normativa federale per garantire un monitoraggio efficace della gestione economica delle società sportive e per evitare pratiche elusive o irregolari.
Analogamente a quanto contestato al Siracusa, anche per il Trapani viene configurata una duplice responsabilità: quella diretta, derivante dalle condotte dei propri tesserati, e quella propria della società. Inoltre, per il presidente Antonini e i procuratori Giacalone e Oddo, oltre che per la società nel suo complesso, viene contestata la recidiva ai sensi dell'articolo 18, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, circostanza che testimonia precedenti episodi sanzionatori e che potrebbe comportare un inasprimento delle eventuali sanzioni.
I deferimenti disposti dalla Procura Federale aprono ora un procedimento disciplinare che sarà valutato dal Tribunale Federale Nazionale. Le possibili sanzioni previste dal sistema disciplinare federale per questo tipo di violazioni possono andare dall'ammenda alla penalizzazione in classifica, fino a misure più severe come l'esclusione dal campionato nei casi più gravi o reiterati.
La contestazione della recidiva rappresenta un elemento particolarmente rilevante: essa infatti dimostra che le società coinvolte sono già state sanzionate in passato per violazioni analoghe, circostanza che il Tribunale dovrà necessariamente considerare nella commisurazione delle eventuali pene. La normativa federale prevede infatti un regime sanzionatorio aggravato per le società recidive, proprio al fine di disincentivare comportamenti reiterati che minano la credibilità e la regolarità delle competizioni.
La vicenda si inserisce nel più ampio quadro dei controlli sulla regolarità gestionale delle società professionistiche, controlli che negli ultimi anni sono stati intensificati proprio per garantire una maggiore trasparenza e sostenibilità economica del sistema calcio. Il ruolo della Commissione Indipendente per la Verifica dell'Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive si rivela in questo senso cruciale: attraverso le sue segnalazioni, l'organismo permette alla Procura Federale di intervenire tempestivamente quando emergono irregolarità che potrebbero compromettere la regolarità dei campionati o i diritti dei tesserati.
Ora la parola passa al Tribunale Federale, che dovrà valutare la fondatezza delle contestazioni e decidere se e quali sanzioni applicare alle società siciliane e ai loro dirigenti. La decisione avrà inevitabilmente ripercussioni importanti sull'andamento del campionato di Serie C, dove sia il Siracusa sia il Trapani sono impegnati nella difficile rincorsa agli obiettivi stagionali.
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