La Lucchese guarda al futuro con un progetto ambizioso che potrebbe segnare una svolta nella storia del club. Tra le priorità del patron Matteo Brunori figura la realizzazione di un centro sportivo esclusivamente dedicato alle attività della società rossonera, dalle squadre giovanili fino alla prima squadra. Un'iniziativa che testimonia una visione di lungo periodo e che rappresenterebbe un investimento strutturale significativo per il calcio lucchese.
Da alcune settimane sono in corso serrate trattative tra la dirigenza rossonera e le amministrazioni comunali di Lucca e Capannori. Entrambi gli enti locali hanno manifestato disponibilità ad esaminare la proposta, consapevoli dell'importanza che il progetto riveste per Brunori, il quale intende costruire qualcosa di duraturo nel tempo. L'obiettivo è individuare la location più idonea per quello che è già stato ribattezzato informalmente "Lucchesello", in analogia con i centri di allenamento delle grandi società calcistiche.
Al momento le ipotesi circolano ancora a livello di indiscrezioni, senza che vi sia un'opzione definitiva sul tavolo. Tuttavia, alcune zone sono già state valutate come potenzialmente idonee. Un contributo interessante al dibattito è arrivato da Celestino Marchini, ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Lucca e tifoso rossonero, che attraverso la pagina Facebook "amalaLucchese" ha condiviso alcune riflessioni sulle aree che potrebbero ospitare la nuova struttura.
Secondo l'analisi di Marchini, nel territorio del Comune di Lucca emergono due possibilità. La prima riguarda un'area di circa sei ettari situata a San Cassiano a Vico, zona che in prospettiva potrebbe beneficiare del collegamento con il casello autostradale di Capannori e che non presenta particolari vincoli urbanistici. La seconda opzione si trova alla Santissima Annunziata, dove sarebbero disponibili circa cinque ettari. Questa zona, anch'essa priva di vincoli significativi, potrebbe essere collegata all'asse nord-sud tramite la rotatoria su via delle Ville, garantendo un'accessibilità strategica.
Spostandosi nel territorio del Comune di Capannori, Marchini ha individuato un'area compresa tra i cinque e gli otto ettari nella zona di via del Popolo, che immette su via Romana e da lì consente di raggiungere agevolmente il casello autostradale di Capannori. Attualmente, secondo quanto indicato nel Piano Operativo comunale, quest'area è classificata come zona prevalentemente agricola, regolata dall'articolo 46 della normativa urbanistica. Un eventuale utilizzo per scopi sportivi richiederebbe quindi una variante agli strumenti di pianificazione territoriale.
Una quarta ipotesi riguarda la località di Guamo, dove sarebbe disponibile un'area di circa quattro ettari collegata con via di Sottomonte e in prossimità del casello autostradale di San Concordio-Lucca. Questa soluzione, tuttavia, presenta alcune criticità legate a vincoli di natura idrogeologica che potrebbero complicare l'iter autorizzativo e realizzativo.
Dalle valutazioni emerse finora, le opzioni che sembrerebbero offrire il percorso più lineare verso la concretizzazione del progetto sono quella della Santissima Annunziata, nel Comune di Lucca, e quella di Capannori. Entrambe presenterebbero infatti minori ostacoli di tipo burocratico e urbanistico rispetto alle alternative.
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, le stime parlano di un periodo compreso tra i quindici e i diciotto mesi dal momento dell'avvio effettivo dei lavori. Un arco temporale significativo che, qualora il progetto andasse in porto, rappresenterebbe un chiaro segnale della volontà di Brunori di rimanere stabilmente alla guida della Lucchese. L'investimento in infrastrutture permanenti costituirebbe infatti una garanzia di continuità gestionale e un segno tangibile dell'ambizione di costruire una base solida per il futuro del club.
L'eventuale realizzazione del centro sportivo potrebbe inserirsi in un disegno più ampio che guarda al rilancio della società. Non è un mistero che tra gli obiettivi di lungo periodo vi sia quello di riportare la "Pantera" – così è soprannominata storicamente la Lucchese – tra le squadre professionistiche. Un traguardo che richiederebbe progressi sul campo e una solidità organizzativa che una struttura dedicata potrebbe contribuire a garantire.
Sotto la gestione di Brunori, la squadra ha già compiuto un passo importante, lasciandosi alle spalle il campionato di Eccellenza e conquistando il ritorno in Serie D. Un risultato che ha restituito dignità e prospettive al club, dopo anni difficili. Come spesso accade nel calcio e non solo, da un successo può nascere l'energia e la fiducia necessarie per progettare traguardi sempre più ambiziosi.
Ora la palla passa alle amministrazioni comunali e alla società rossonera, chiamate a trasformare le ipotesi in progetti concreti. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se e dove sorgerà il nuovo centro sportivo della Lucchese, un'opera che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella storia recente del club toscano e un segnale di rinnovata vitalità per tutto il movimento calcistico locale.
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