Dopo due battute d'arresto che hanno scosso l'ambiente e acceso la tensione al Tenni, il Treviso cerca di ritrovare stabilità e concentrazione in vista dello sprint decisivo verso la Serie C. A fare chiarezza ci pensa il presidente Alessandro Botter, che interviene pubblicamente per analizzare il momento delicato e rilanciare le ambizioni della squadra, forte di un vantaggio in classifica che rimane consistente nonostante i recenti scivoloni.
Il numero uno del club veneto adotta un approccio equilibrato, evitando tanto il catastrofismo quanto la sottovalutazione del problema. La sua prospettiva parte da un dato oggettivo: matematicamente, il traguardo della promozione è ancora pienamente alla portata dei biancocelesti.
«Partiamo da un presupposto fondamentale: giovedì potremmo già vincere il campionato, anche se servirebbe un incastro di risultati dagli altri campi», dichiara Botter, riferendosi all'impegno in programma giovedì 2 aprile alle ore 15 in trasferta contro l'Unione La Rocca Altavilla. Uno scenario che, in caso di vittoria del Treviso combinata con risultati negativi di Clodiense e Legnago, consentirebbe di festeggiare la promozione con tre giorni di anticipo.
«Direi che siamo tranquilli», prosegue il presidente, cercando di stemperare le preoccupazioni che inevitabilmente sono emerse dopo le ultime prestazioni opache. «È vero, contro la Luparense non siamo proprio scesi in campo e domenica contro l'Obermais abbiamo giocato male, ma le occasioni per andare in vantaggio o pareggiare le abbiamo avute. Rimaniamo fiduciosi».
Il vantaggio sull'Union Clodiense, pur ridottosi a 10 punti, rappresenta comunque un margine importante che Botter considera sufficiente per guardare al futuro con ottimismo. Tuttavia, il dirigente non si sottrae all'analisi delle cause che hanno portato a questa improvvisa frenata, dimostrando capacità di autocritica e volontà di comprensione profonda della situazione.
«Per alcuni giocatori si tratta di un problema di testa, per altri pesano alcuni acciacchi fisici. Ma, lo ripeto, non sono preoccupato», spiega Botter, individuando una duplice origine delle difficoltà. La componente mentale sembra prevalere: «Probabilmente c'è stato un pizzico di appagamento inconscio dopo la vittoria nello scontro diretto contro la Clodiense: si è pensato di aver già tagliato il traguardo. C'è stato un rilassamento generale e forse noi, come società e staff tecnico, non siamo stati abbastanza bravi a tenere i ragazzi sulla corda».
Un passaggio rilevante, questo, perché evidenzia come la dirigenza si assuma la propria quota di responsabilità nel calo di rendimento, riconoscendo che dopo la vittoria nello scontro diretto il gruppo potrebbe aver abbassato inconsciamente il livello di attenzione e tensione agonistica necessaria per mantenere lo standard di rendimento mostrato fino a quel momento.
L'approccio di Botter non si limita alle dichiarazioni pubbliche. Il presidente ha scelto di intervenire direttamente, scendendo negli spogliatoi subito dopo il triplice fischio dell'ultima partita per un confronto franco e diretto con i giocatori.
«Ho parlato con i ragazzi e sono stato chiaro: abbiamo lavorato un anno intero per questo obiettivo. Siamo vicini, manca l'ultimo miglio. Ho chiesto loro di completarlo il prima possibile, alzando la testa e andando avanti come abbiamo sempre fatto. Sappiamo bene di non essere la squadra vista nelle ultime due uscite; questo gruppo sa esprimere ben altro calcio», racconta il presidente, sottolineando come il Treviso abbia le qualità per invertire la rotta e ritrovare il proprio gioco.
La fiducia di Botter si fonda principalmente sulla qualità umana e tecnica dello spogliatoio. «Lo spogliatoio è solido, formato da leader e persone abituate a gestire pressioni di questo tipo, a partire dal direttore sportivo Pierfrancesco Strano fino a capitan Robert Gucher», afferma, individuando nelle figure di riferimento del gruppo la garanzia per superare questo momento complicato e guidare i compagni più giovani verso il completamento della missione stagionale.
Un aspetto che il presidente tiene particolarmente a sottolineare riguarda l'atteggiamento dei tifosi, protagonisti di un gesto significativo al termine dell'ultima gara casalinga. «L'applauso dello stadio nel momento della difficoltà è stato l'aspetto più positivo di domenica. La curva sud, in particolare, ha dimostrato di aver capito il momento: sanno che la squadra va supportata ora più che mai, soprattutto in virtù dello straordinario campionato fatto fin qui», dichiara Botter, evidenziando la maturità di un pubblico che ha scelto di sostenere i propri beniamini invece di contestarli, riconoscendo il valore del percorso compiuto fino a questo punto della stagione.
I 1.500 spettatori del Tenni hanno dunque dimostrato di comprendere l'importanza del momento e la necessità di restare uniti, offrendo alla squadra l'energia positiva necessaria per affrontare le prossime sfide decisive.
Lo sguardo è ora rivolto alla trasferta di giovedì, un appuntamento che assume un significato particolare non solo per le possibili implicazioni matematiche, ma soprattutto per il valore simbolico di una reazione dopo i due passi falsi consecutivi.
«Sarà fondamentale vincere con una bella prestazione. Non tanto per chiudere i conti del campionato già ad Altavilla, quanto per invertire la rotta rispetto alle ultime due partite e ritrovare le nostre certezze», conclude Botter, tracciando con precisione l'obiettivo immediato: più che la matematica, conta ritrovare identità, fiducia e qualità di gioco.
Il Treviso si prepara dunque a un appuntamento cruciale, con la consapevolezza di avere ancora il destino nelle proprie mani e la necessità di dimostrare sul campo di essere all'altezza di un traguardo inseguito per un'intera stagione. La parola passa ora ai giocatori, chiamati a rispondere con i fatti al richiamo del presidente e alla fiducia dimostrata dai tifosi.
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