IL SINDACO SPIAZZATO. Le avvisaglie c’erano state e chi ha letto attentamente i due precedenti post di SportUp del 28 aprile e quello più recente del 14 maggio si era già fatto un’idea. Ora il quadro si è ulteriormente chiarito. Carasso e Maggioli hanno comunicato di rinunciare all’impegno di provare a costruire e guidare la cordata locale. Troppe le energie che già il basket assorbe, economiche e non solo. Così come poche le adesioni raggiunte. Alcuni imprenditori sondati hanno ritenuto non chiaro il progetto ed incerte le basi economiche, altri invece poco ambiziosi gli obiettivi sportivi che partivano dall’utilizzo del titolo del Santarcangelo (risparmiando i 150mila euro della nuova affiliazione in Eccellenza), altri ancora poco chiaro il ruolo dello stesso Carasso che avrebbe dovuto dividersi con il suo attuale ruolo centrale in RbR (e il rischio di veder confluire sul calcio solo briciole di energie e denari).

Il sindaco è rimasto spiazzato: 
SONO DISPIACIUTO, MA AVETE UN NUCLEO APPASSIONATO”. E’ lo stesso Carasso a chiarire, raggiunto al telefono prima di gara5 a Pesaro stasera: “Sì confermo che questa fase di esplorazione è conclusa. Abbiamo valutato insieme a Maggioli che il basket assorbe già troppe energie e abbiamo impegni importanti da portare avanti. Non era solo una questione economica, ma proprio di tempo e risorse, avremmo rischiato di far male le cose nel calcio. Meglio lasciare spazio a chi si potrà concentrare sul nuovo ciclo biancorosso. Una cosa vorrei chiarirla… non avrei certo fatto il direttore del nuovo club, ma semmai quello che è il mio mestiere, cioè il manager sportivo, l’amministratore. Lo dico perché circolavano voci secondo cui avevo già contattato allenatori e giocatori, lungi da me…”. 
Un concetto forte anche sulla nuova cordata dal Dna biancorosso: “Ho incontrato varie volte Orfeo Bianchi e Giuliano Lanzetti e posso dire che sono persone davvero appassionate e vogliose, auguro loro tutto il meglio e se ci sarà bisogno di una mano dall’esterno, su relazioni o contatti di potenziali soci, non mi tirerò certo indietro, se lo meritano, faccio il tifo per loro”.
Un ultimo accenno sul progetto economico: “L’ipotesi era quella da voi scritta, un target di 20 soci che mettessero mediamente 50mila euro a testa all’anno, in un progetto quinquennale, ma si ragionava a step. Voglio dire, non è detto che dovevano per forza entrare tutti subito, ma il target era a regime dopo 2-3 anni, dato che all’inizio per l’Eccellenza o anche la serie D bastava anche meno, poi si sarebbe in corsa deciso il da farsi in base alle adesioni e ai risultati raggiunti. Ora non so come Bianchi e Lanzetti vorranno eventualmente ricalibrare il progetto”.


BIANCHI E LANZETTI A TUTTO CAMPO. Così nelle ultime ore Orfeo Bianchi e Giuliano Lanzetti hanno stretto le fila, prendendo in mano direttamente le redini della cordata in costruzione e ampliando a 360 gradi il giro di orizzonti per trovare altri soci, anche fra quelli che erano rimasti alla finestra o risultavano poco graditi nella versione “istituzionale” guidata da Carasso, marcando ancor di più un’impronta con il Dna biancorosso e calcistico all’intera operazione. 
I primi a entrare in campo sono l’ex presidente Giorgio Grassi e lo storico imprenditore e tifoso Lucio Paesani, che assieme all’altro ex presidente De Meis avevano già mesi fa ipotizzato un progetto di gestione degli impianti sportivi (compresa la Gaiofana) e delle attività accessorie (anche dell’attuale stadio), per rendere più attraente e appetibile il progetto del nuovo club anche ad altri investitori locali, progetto che non fu inizialmente neppure preso in considerazione e che ora invece riprende quota.
Grassi al telefono chiarisce: “Non ho più l’età né la forza economica per un progetto in solitaria, ma la passione biancorossa resta intatta e se sarà necessario potrei fare la mia parte se ci sarà un progetto serio, pur senza caricarmi di responsabilità gestionali e impegni gravosi. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni”.
L’obiettivo ora è muoversi in fretta e a tutto campo per raggiungere un obiettivo minimo, magari non i 20 soci che versino in media 50mila euro a testa in un progetto di 5 anni, ma un target che consenta di partite bene per affrontare bene Eccellenza e serie D, poi dandosi il tempo per rinforzare la compagine quando ci sarà da affrontare il salto in LegaPro. Se ci si fermerà a qualche unità in meno, è probabile che il nucleo di questa cordata decida di versare subito la quota pluriennale per dare più forza economica e credibilità all’intera operazione.
Altri nomi che hanno già dato la disponibilità sono l’albergatore Corrado Della Vista e l’imprenditore Massimiliano Alvisi (tra le altre cose titolare dell’Embassy), ma altri nomi contattati in queste ore hanno promesso di dare risposta entro pochi giorni. 
Lo stesso Roberto Carnevali, che attendeva di capire con esattezza i contorni del progetto per poter decidere il suo coinvolgimento, ora ascolterà le nuove intenzioni e potrebbe anche avere un ruolo importante nella nuova cordata. Non è escluso neppure che possano essere sondati altri imprenditori non riminesi che si erano mostrati interessati ma a cui il sindaco aveva chiesto di accodarsi alla cordata di Carasso e Maggioli, ricevendo cortesi rifiuti.


I TEMPI STRINGONO. E’ necessario non solo ampliare la base dei soci, ma anche definire assetti, ruoli, poteri decisionali, almeno tra il nucleo proponente, che in questo momento ruota attorno alle figure di Bianchi, Lanzetti, Alvisi e Paesani. L’idea è definire un Cda snello, che affidi i poteri di gestione a due figure operative: un amministratore (che governi la parte economica) e un direttore tecnico (per la parte sportiva). Poi tutto il resto del team verrà definito a cascata: dal segretario generale, al responsabile settore giovanile, fino alla scelta centrale sul nuovo allenatore. 
E’ necessario non perdere altro tempo per poter costituire la società e partecipare al bando che il Comune dovrebbe pubblicare ai primi di giugno per permettere di assegnare il titolo entro fine mese, in tempo per l’affiliazione all’Eccellenza. Ogni altro tentennamento potrebbe essere letale, come già è stato chiarito da Alberici del Comitato Emilia Romagna della Lega Dilettanti nel precedente post di SportUp.


STADIO E GAIOFANA. E tutto questo s’incastra con le tempistiche sul nuovo stadio, dove il sindaco ha annunciato una nuova proroga a Ciuffarella per presentare l’ennesima integrazione al progetto entro il prossimo 3 giugno. Tutti danno per scontato ormai che si andrà a cassare il piano A e avviare il piano B, pur con le tempistiche non certo veloci legate allo spostamento della pista d’atletica nel nuovo impianto di via Melucci con fine lavori prevista come minimo nel 2030 ma che potrebbe slittare fino al 2033 (con 13 mln di euro di soldi comunali già a bilancio, per 8 corsie omologate in classe A Fidal, spogliatoi e tribune). Ma Ciuffarella, per ora senza annunci ufficiali, continua a mostrarsi determinato a voler portare avanti il suo progetto per il gioiello da iniziali 12mila posti e il perimetro commerciale in contropartita, assicurando che ci sarà anche la prevista copertura finanziaria, spingendo il Comune a convocare la conferenza dei servizi decisoria e avviare il bando europeo per l’affidamento dei lavori, non scoprendo le carte sugli investitori privati. D’altro canto, il Comune deve decidere se gettare all’aria oltre 3 anni di lavoro senza andare a scoprire le carte lanciando il bando europeo. Nel caso in cui dovesse saltare tutto, non è da escludere a questo punto che si aprano contenziosi sui costi di progettazione sostenuti finora da Ciuffarella. 
Sulla Gaiofana invece, come da tempo ormai era chiaro, il Comune ha avviato l’iter per completare il primo stralcio dell’impianto entro primavera prossima, con quasi 2mln che serviranno per i campi da calcio e spogliatoi. Poi tutto ruota attorno a chi gestirà la struttura: il Comune potrebbe affidare l’impianto al nuovo club del Rimini, ma non sono escluse sorprese, tra cui quella di gestire direttamente l’attività con gli uffici comunali, facendo del club biancorosso non un partner ma un cliente, come già avviene per lo stadio.
Invece sul secondo stralcio che riguarda il fabbricato con palestra, centro fisioterapico, bar e ristorante, uffici, si vedrà più avanti.

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 19:10 / Fonte: sportuprimini
Autore: Daniele Manuelli
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