Il passo falso rimediato sul rettangolo verde di Monfalcone contro la compagine del Lavarian Mortegliano Esperia continua a bruciare intensamente in casa neroverde. Nonostante la pesante delusione, l'ambiente del Nuovo Pordenone cerca di aggrapparsi alla consapevolezza che la corsa non sia ancora del tutto compromessa, anche se la dirigenza non ha nascosto il proprio profondo disappunto per l'andamento della sfida. Al termine del confronto, il vicepresidente e socio fondatore del club, Franco Zanetti, ha espresso senza filtri tutto il proprio dissenso per quanto visto sul terreno di gioco dello stadio Sergio Morin.
«Esiste una profonda amarezza in questo momento. Abbiamo disputato una prima frazione di gioco che non si è rivelata minimamente all'altezza delle nostre reali capacità, a fronte di una seconda metà di gara che è stata invece assolutamente degna del percorso compiuto in questa stagione che ci ha visti recitare un ruolo di grandi protagonisti. I nostri calciatori hanno riversato sul campo moltissimo cuore e abnegazione, come d'altronde fanno sempre, eppure la percezione generale è che in questa specifica giornata non si sia assistito a una bella espressione di calcio. E proprio questo fattore costituisce il mio rammarico più grande» ha esordito il dirigente della formazione friulana.
«Non ho gradito in alcun modo la condotta e l'atteggiamento assunti sul terreno di gioco dai componenti della squadra nostra avversaria. Oltre a questo, ritengo che anche il direttore di gara ci abbia messo pesantemente del suo nel condizionare l'andamento del match. Ho abbandonato l'impianto sportivo portando con me una forte sensazione di disgusto a causa di determinati comportamenti espressi sul campo e per via delle decisioni che hanno caratterizzato la conduzione arbitrale» ha denunciato con fermezza il vicepresidente neroverde, mettendo nel mirino la direzione del fischietto della sezione di Caserta, Michele Aprile.
Al centro delle contestazioni della dirigenza del Pordenone sono finiti nello specifico tre episodi chiave che hanno pesato sull'economia della gara, a partire da un intervento falloso non ravvisato ai danni dei ramarri in occasione della prima rete siglata dal Lavarian Mortegliano Esperia, nata da una vistosa protesta della panchina avversaria per una sanzione mancata a Tosolini su Zorzetto. A questo si è aggiunto un calcio di rigore negato in piena zona Cesarini, quando, sul punteggio di due a uno in favore dei friulani, lo stesso Zorzetto è stato atterrato vistosamente all'interno dell'area di rigore avversaria senza che il direttore di gara decidesse di decretare la massima punizione.
Le sviste arbitrali hanno generato forti recriminazioni anche tra il pubblico presente sugli spalti, convinto che il direttore di gara avesse completamente smarrito il controllo della situazione e la corretta lettura delle dinamiche della contesa. Ora per il Pordenone la strada verso la conquista della Serie D si fa più tortuosa e richiederà di affrontare il percorso dei playoff nazionali, una campagna che imporrà di disputare altre quattro sfide ravvicinate a partire dal prossimo match in programma al Bottecchia contro la Fezzanese, prima del decisivo ritorno previsto al Picco il trentuno maggio, con l'obiettivo di superare il turno e accedere alla finalissima contro la vincente tra Cavarzano e Fossano.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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