David Balleri, nato a Livorno il 28 marzo 1969, è stato un terzino destro di grande affidabilità. Si può definire un "nipote d’arte": il nonno Costanzo, infatti, negli anni '50 giocò nel Livorno per poi passare all’Inter, dove esordì in un derby vittorioso contro il Milan. Nei suoi due anni in nerazzurro, Costanzo formò la coppia centrale difensiva con il corregregionale Armando Picchi, leggenda della Grande Inter dal 1960 al 1967.
Nella sua lunga carriera, David Balleri ha vestito le maglie di Cuoiopelli, Cerretese, Siracusa, Cosenza, Parma (con cui ha conquistato una Supercoppa Europea), Sampdoria, Lecce, Livorno e Como, chiudendo infine con la Pro Livorno nel 2009-10. Lungo il suo cammino ha incrociato personaggi che hanno segnato il calcio italiano, come i compagni e tecnici Mihajlovic, Cadregari ed Eriksson.
Il primo contatto con il calcio giocato avviene nel settore giovanile del Cuoiopelli, squadra militante in Serie C2 (girone A), con cui debutta in prima squadra nella stagione 1986-87. I primi passi sono all'insegna della gavetta: colleziona solo due presenze il primo anno, per poi passare in prestito alla Cerretese in Serie D nel 1987-88. Qui trova spazio, giocando ventidue gare e segnando un gol. Nonostante un ottimo campionato personale nella stagione successiva, non riesce a evitare la retrocessione sul campo (quattordicesimo posto), ma la Cerretese viene poi ripescata. Nel 1989-90 torna al Cuoiopelli in C2: disputa ventiquattro partite con un gol, ma la stagione si conclude con il diciottesimo posto e la retrocessione nell’Interregionale.
La svolta arriva nel 1990-91 con il passaggio al Siracusa, un trasferimento legato a un aneddoto curioso. Il suo ingaggio si deve a un dirigente siciliano che, trovandosi in Toscana, assistette casualmente a Tuttocuoio-Pro Livorno. Balleri disputò una partita talmente convincente da spingere il dirigente a segnalarlo immediatamente alla società aretusea.
Balleri ha raccontato che, inizialmente, non era tecnicamente eccelso, ma la sua crescita fu favorita dal tecnico Adriano Cadregari. Celebre la frase che l'allenatore gli rivolse: “Lo vedi quel muro? Quando l’avrai buttato giù, ti farò giocare”. Un'altra nota di colore riguarda il suo arrivo in Sicilia: al momento della firma era titubante, convinto che il Siracusa militasse in una categoria superiore alla C1 e temendo di non essere all'altezza.
Cadregari, tecnico "zonista" di matrice zemaniana, lo trasformò in un cursore instancabile sulla fascia destra. Grazie alla sua incredibile resistenza, Balleri divenne un motorino inesauribile, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Pendolino”, appellativo che anni dopo i tifosi della Roma avrebbero affidato al celebre terzino brasiliano Marcos Cafu.
Il primo anno a Siracusa colleziona ventisette presenze e un gol. L’anno successivo esplode definitivamente, tanto da essere richiesto da mezza Serie B. Nel 1992-93 passa in comproprietà al Cosenza, in serie cadetta, dove disputa trentaquattro partite realizzando due reti.
Nel luglio del 1993 il grande salto: il Parma lo acquista per quattro miliardi di lire. Esordisce in Serie A in Lazio-Parma 2-1 e, oltre a chiudere il campionato con venti presenze e un gol, vince la Supercoppa UEFA 1993 nella doppia finale contro il Milan (sconfitta 0-1 all'andata, vittoria 0-2 al ritorno a San Siro).
Nell'estate del '94 si trasferisce al Padova, tornato nella massima serie dopo trentadue anni. Gioca trentuno gare segnando un gol e contribuendo alla salvezza conquistata nello spareggio contro il Genoa. Nel 1995-96 passa alla Sampdoria per cinque miliardi di lire, su precisa segnalazione di Sven-Göran Eriksson al presidente Enrico Mantovani. Con i blucerchiati vive stagioni intense, disputando centosedici gare e siglando quattro reti; nella stagione 1996-97 conquista un sesto posto che vale la qualificazione europea.
Dopo la retrocessione della Sampdoria nel 1998-99, Balleri passa al Lecce: tre anni di Serie A con settantasei presenze e un gol. Nel 2002-03 scende in Serie B per tornare a casa, nel Livorno. Con gli amaranto conquista la promozione e, dopo la cessione di Cristiano Lucarelli, indossa anche la fascia di capitano. A Livorno disputa quattro campionati di Serie A, collezionando centoventisette presenze. La sua carriera professionistica prosegue nel 2008-09 al Como, neopromosso in Seconda Divisione.
Una nota amara arriva nel luglio del 2008, quando la Commissione disciplinare della FIGC lo squalifica per quattro mesi in relazione a una presunta combine riguardante la partita Atalanta-Livorno della stagione precedente (2007-08). Chiude col calcio giocato nella Pro Livorno, dove disputa ventiquattro partite realizzando tre reti.
Nel 2010 David Balleri appende le scarpe al chiodo e intraprende la carriera di allenatore. Inizia nel 2010-11 con la Pro Livorno per poi passare alle giovanili del Livorno come collaboratore tecnico e successivamente come vice di Antonio Filippini. Nel 2020-21 allena l’Albenga con il doppio ruolo di viceallenatore della prima squadra e tecnico della Juniores. Segue l'esperienza al Savona nel 2021-22. L’anno successivo siede sulla panchina del Finale Ligure, mentre nel 2024 chiude la collaborazione con l'Under 16 della Praese. Dal 1° luglio 2025, David Balleri è l'allenatore in seconda del Celle Varazze in Serie D.
Autore: Andrea Villa
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