Anche la Pasqua è passata, e con il passare dei giorni si infittiscono i punti interrogativi sull'attuale stagione agonistica. I rigidi divieti imposti dall'emergenza Coronavirus dureranno fino al 3 maggio, poi gli scenari che riguardano le settimane successive sono ancora tutti da decifrare: lo stesso vale ovviamente per il calcio dilettanti emiliano-romagnolo, compreso il girone B di Promozione che vede il Castellarano tra le squadre in lizza.
"Oggettivamente parlando, con il passare dei giorni la possibilità di poter ultimare l'annata si affievolisce sempre più - commenta il centrocampista azulgrana Nicola Algeri - Come è ovvio che sia, adesso la salute individuale e collettiva ha l'assoluta precenza su ogni altra tematica: ad ogni modo, io non ho ancora perso il mio ottimismo. Mancano ancora 10 gare, più gli eventuali spareggi: se ce ne fossero le necessarie condizioni sanitarie, io sarei disponibile a giocare il programma rimanente anche in piena estate. Dopo uno stop così prolungato, credo che la volontà di tornare in campo sia massima da parte di ciascuno di noi: giocatori, ma anche tecnici, dirigenti e addetti ai lavori in genere. Di conseguenza, non troverei assolutamente impensabile la prospettiva di scendere in campo a giugno, luglio o addirittura agosto: peraltro si tratta di mesi in cui si svolgono parecchi tornei estivi, e dunque per chi gioca è quasi normale affrontare partite anche in quel periodo. Inoltre - rimarca Algeri - la prospettiva di ritrovare il rettangolo verde già a giugno costituisce un vero e proprio augurio per tutta la collettività: se infatti potessimo riprendere in quel periodo, ciò vorrebbe dire che l'emergenza sanitaria si sarebbe azzerata in tempi relativamente brevi".
Intanto, Algeri, quali sono le tue impressioni sul percorso agonistico che il Castellarano ha condotto fino a febbraio?
"A essere sincero, speravo di arrivare ad avere qualche punto in più in classifica: tuttavia, per effettuare una valutazione generale maggiormente completa, ci sono vari aspetti che vanno giocoforza considerati. Innanzitutto, a dicembre la squadra ha cambiato pelle: prima avevamo un organico con parecchi grandi nomi, ma poi con il mercato dicembrino siamo diventati un gruppo "futuribile" ancora più ricco di giovani. Stiamo parlando di un cambiamento di rotta che tante volte non è facile da affrontare e assorbire: noi siamo invece riusciti a ridarci un assetto solido e convincente, che ci ha permesso di aprire una nuova fase contraddistinta da un cammino in ascesa. Di certo ciascuno di noi ha riposto parecchia buona volontà, senza ovviamente dimenticare i meriti dello staff tecnico guidato da Roberto Lanzafame".
Quali sono le principali difficoltà che avete incontrato strada facendo?
"Molto spesso abbiamo dovuto fare i conti con un'infermeria affollata, e io stesso ne so qualcosa. Poi c'è un episodio di cui si parla poco, ma io ritengo invece che sia stato tra i nostri ostacoli più pesanti: si tratta della sconfitta a tavolino rimediata contro la Quarantolese, per giunta dopo una partita che noi abbiamo letteralmente dominato vincendola sul campo con il punteggio di 3-1. Quel ko ha interrotto una serie positiva, e ci ha tolto 3 punti davvero preziosi: non a caso, se il successo fosse stato convalidato dal Giudice Sportivo, ora saremmo davvero vicinissimi alla zona play off".
Hai accennato ai tuoi problemi fisici: in effetti, questo 2019/2020 è stato piuttosto tribolato per te...
"In un primo momento, ho dovuto fare i conti con uno stiramento dietro al ginocchio: a seguire, quando stavo per tornare in piena forma, mi sono rotto il legamento della caviglia proprio contro la Quarantolese. Dopo aver risolto anche tale problema, è poi arrivato lo stop a causa dell'allarme Covid-19. In totale, ho dovuto restare lontano dagli impegni agonistici per 2 mesi e mezzo. Una lunga assenza forzata, che ha inevitabilmente finito per condizionare il mio rendimento: d'altronde, quando ho potuto scendere in campo, credo comunque di avere figurato in maniera quantomeno discreta".
Come sarà il futuro agonistico di Nicola Algeri? Saresti disponibile a proseguire la tua esperienza in azulgrana?
"La mia aspirazione sta nel contribuire a portare il Castellarano dove merita, quindi almeno in zona play off: se nel 2019/2020 non sarà più possibile lottare per gli spareggi promozione, auspico che sia un obiettivo raggiungibile nella prossima stagione agonistica. Ovviamente, le discussioni approfondite in merito al futuro saranno effettuate nelle prossime settimane: comunque sia sarei felice di restare in azulgrana, non soltanto per una questione di obiettivi. Durante questi mesi a Castellarano, ho potuto apprezzare sia l'entusiasmo dell'ambiente sia la qualità della compagine societaria: la dirigenza, a partire da Zini, Buffagni e Vassere, non ci ha mai fatto mancare nulla. Nel corso del campionato, i momenti difficili non sono certo mancati: tuttavia, il club ci è sempre rimasto vicino per incoraggiarci e sostenerci anche nei periodi più duri".
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