C’è un vento nuovo che soffia sulla Murgia barese, un vento che porta con sé l'odore inconfondibile delle grandi imprese. Dimenticate i calcoli di inizio stagione e le gerarchie scritte sulla carta: il Gravina di Nicola Ragno non è più una semplice sorpresa, è diventato lo spauracchio ufficiale del campionato.
Sette risultati utili consecutivi, ma soprattutto cinque vittorie di fila. Non si perde da quel lontano 11 gennaio, una data che ormai sembra appartenere a un'era geologica passata. Da allora, la truppa gialloblù si è trasformata in una vera e propria macchina schiacciasassi, capace di mandare al tappeto corazzate costruite per vincere come Fidelis Andria e Virtus Francavilla. Ma dietro ogni grande orchestra c’è sempre un grande solista. E a Gravina, il violino primo indossa la fascia da capitano e risponde al nome di Domenico Santoro.
Venerdì scorso ha spento 31 candeline, ma se guardate i suoi scatti, la sua foga agonistica e la cattiveria con cui attacca la profondità, sembra un ragazzino al debutto in prima squadra. Con la rete del 2-0 rifilata al Pompei nell'ultimo turno, Santoro ha toccato la fatidica quota della doppia cifra: 10 reti in 26 giornate.
Numeri importanti, certo, ma c'è un dettaglio che i crudi dati statistici non dicono, e che fa tutta la differenza del mondo: il peso specifico di questi gol. Nel basket americano li chiamano "clutch player", quei giocatori che mettono a segno i punti decisivi quando la palla scotta. Santoro è l'equivalente calcistico di questa definizione.
Andate a rileggere il tabellino della stagione: il gol vittoria contro il Francavilla, il timbro da tre punti contro il Ferrandina, l'Acerrana e l'Afragolese, per non parlare della doppietta da batticuore che ha strappato un punto vitale al Nardò in casa. Santoro non segna mai gol inutili. Segna gol che pesano come macigni e che portano punti. È l'estensione in campo del pragmatismo vincente di mister Nicola Ragno.
Ora, l'asticella si alza. Non tanto per la caratura del prossimo avversario – domenica il Gravina farà visita a una Sarnese invischiata nelle zone caldissime della classifica (quindicesima) – quanto per il momento topico del campionato. Queste sono le classiche partite-trappola, dove l'euforia può trasformarsi in presunzione. Ma c'è un fattore che fa dormire sonni tranquilli a mister Ragno: l'ossessione del suo capitano.
All'andata, il Gravina umiliò la Sarnese con un tennistico 5-1. Eppure, scorrendo il tabellino di quella goleada, il nome di Domenico Santoro non c'era. Per un attaccante vero, per un predatore dell'area di rigore, rimanere a secco in un match in cui la propria squadra segna cinque reti è un prurito fastidioso. Domenica, per Santoro, non sarà solo una partita per i play-off: sarà l'occasione per chiudere i conti con la gara d'andata. Un motivo in più per cerchiare in rosso l'impegno in terra campana.
Mentre il terzetto di testa sembra fare un campionato a sé, la bagarre per i play-off è una tonnara. Fasano, Nardò e Afragolese precedono i gialloblù in classifica, ma nel prossimo weekend giocheranno tutte quante lontano dalle mura amiche. Un incrocio di calendari che stuzzica non poco le fantasie dei tifosi gravinesi.
Il sorpasso non è più un tabù, è un obiettivo concreto. Con un Nicola Ragno maestro nel gestire la pressione e un Santoro che trasforma in oro ogni pallone che tocca, il Gravina ha smesso di guardarsi le spalle. Ora punta dritto al bersaglio grosso. E chiunque si troverà davanti i gialloblù da qui a fine stagione, farà bene a preoccuparsi.
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