Il futuro dello stadio "Vitiello" e della Scafatese Calcio entra in una fase decisiva. A prendere posizione pubblicamente è il presidente della società, Felice Romano, che attraverso una nota ufficiale ha voluto fare il punto sulla situazione dell'impianto sportivo e sui rapporti con le istituzioni locali.
La questione dello stadio è tornata prepotentemente al centro del dibattito cittadino negli ultimi giorni, spingendo il massimo dirigente del club a intervenire con un messaggio che mescola fermezza nelle richieste e rispetto nei toni. Romano ha scelto di rivolgersi direttamente alla città e ai tifosi, consapevole della delicatezza del momento e dell'importanza che la vicenda riveste per l'intera comunità scafatese.
Il primo punto su cui il presidente ha voluto soffermarsi riguarda la natura stessa della società sportiva e il suo rapporto con la dimensione politica. "La Scafatese non appartiene alla politica e non deve diventare terreno di scontro o strumentalizzazione", ha affermato Romano, tracciando una linea netta rispetto a possibili utilizzi impropri della questione sportiva.
Secondo il dirigente, il club rappresenta un patrimonio collettivo che trascende gli schieramenti e gli interessi di parte. "La Scafatese appartiene alla sua gente, ai tifosi, ai ragazzi che indossano questa maglia e a una città che negli ultimi anni ha ritrovato entusiasmo e orgoglio attorno a questi colori", ha dichiarato, sottolineando come negli ultimi tempi si sia registrato un rinnovato coinvolgimento della cittadinanza intorno alle vicende della squadra.
Dopo le premesse di carattere generale, Romano è entrato nel vivo della questione con una richiesta precisa e circostanziata. La società ha già avviato un canale di comunicazione con le autorità locali e si è dichiarata disponibile al confronto, ma ritiene indispensabile ottenere risposte definitive in tempi brevi.
"La società ha già manifestato la propria disponibilità e ha avviato un dialogo con le istituzioni, ma è necessario avere una risposta entro la fine del mese di marzo sulla questione dello stadio", ha spiegato il presidente. Una scadenza che non viene presentata come una provocazione, ma come un'esigenza concreta legata agli aspetti tecnici e organizzativi della gestione di un impianto sportivo.
Il punto cruciale riguarda infatti i tempi necessari per eventuali interventi di adeguamento della struttura. Romano ha voluto chiarire che "i tempi tecnici per eventuali adeguamenti sono molto stretti", rendendo quindi imprescindibile una definizione rapida della situazione. Non si tratta, secondo il dirigente, di esercitare pressioni indebite sulle istituzioni, bensì di una "necessità organizzativa" dettata dai calendari e dalle scadenze che regolano l'attività sportiva.
Nel caso in cui non si riuscisse a trovare un accordo sul futuro dello stadio Vitiello, la società si è già preparata mentalmente a uno scenario alternativo. Romano ha parlato di questa possibilità "con grande rammarico", ma senza nascondere che si tratterebbe di un'eventualità concreta. "Nel caso in cui non si riuscisse a trovare una soluzione per il Vitiello, la società sarà costretta, con grande rammarico, a valutare alternative per garantire il futuro sportivo della Scafatese", ha affermato.
Una dichiarazione che suona come un campanello d'allarme per tutta la comunità, considerando che lo stadio cittadino non è soltanto un impianto sportivo, ma rappresenta un elemento identitario per la tifoseria e per la città stessa. Il presidente ha infatti ribadito quale sia la volontà primaria del club: "continuare a giocare nella nostra città, davanti alla nostra gente, nello stadio che rappresenta la storia del calcio a Scafati".
Nella parte conclusiva del suo intervento, Romano ha lanciato un appello al senso di responsabilità di tutti gli attori coinvolti nella vicenda. Il presidente ha invitato a considerare la Scafatese non come proprietà di una fazione o di un gruppo particolare, ma come un bene comune. "Quando si parla della Scafatese non si parla di una parte, ma di un patrimonio di tutta la comunità", ha sottolineato.
Il massimo dirigente del club ha quindi rinnovato il proprio impegno personale, ricordando quale sia stata la linea di condotta seguita fin dal suo arrivo alla guida della società. "Il mio impegno, come Presidente, è stato e continuerà ad essere quello di lavorare per far crescere questo progetto con serietà, rispetto e responsabilità", ha dichiarato Romano, aggiungendo di voler proseguire "con rispetto verso le istituzioni e con l'unico interesse che mi guida da quando sono arrivato qui: vedere la Scafatese crescere e rendere orgogliosa la sua città".
La palla passa ora alle istituzioni locali, chiamate a fornire risposte concrete entro la scadenza indicata. Il mese di marzo si preannuncia quindi decisivo per il futuro della Scafatese e del suo stadio, in una partita che si gioca fuori dal campo ma che potrebbe avere ripercussioni significative sulla vita sportiva e sociale dell'intera comunità scafatese.
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