Si accendono i riflettori sulle vicende giudiziarie che stanno scuotendo l'ambiente della Ternana, con un fitto via vai presso gli uffici della Guardia di Finanza di Terni. Al centro dell'attenzione ci sono le audizioni di Claudia Rizzo, attuale presidente del club, e di sua madre Laura Melis, chiamate a testimoniare come persone informate sui fatti.

L'interrogatorio, condotto dal procuratore capo Antonio Laronga, scava nei dettagli di una denuncia presentata dall'attuale proprietà contro la passata gestione. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, la famiglia Rizzo, supportata dal legale di fiducia, ha depositato due esposti per fare luce su presunte irregolarità amministrative.

Le indagini si focalizzano in particolare sul lasso di tempo compreso tra giugno 2024 e settembre 2025. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbe un'anticipazione di circa 2 milioni di euro versata da Unicusano per far fronte alle scadenze federali, oltre a decreti ingiuntivi per sponsorizzazioni mai incassate per un valore di 3 milioni.

Questo scenario critico avrebbe potuto trascinare la società verso conseguenze catastrofiche, evitate soltanto grazie all'intervento del nuovo corso societario che ha provveduto a risanare i debiti accumulati in precedenza. Tuttavia, il fronte penale prosegue e coinvolge figure di spicco della vecchia dirigenza.

Tra gli indagati figurano Massimo Ferrero e l'ex amministratore unico Tiziana Pucci, per i quali si ipotizza il reato di infedeltà patrimoniale. Alla dirigente viene contestata nello specifico una fattura legata a consulenze per la cessione del club, ma le accuse verso l'ex patron doriano appaiono ancora più articolate e singolari.

Emergono infatti dettagli curiosi, come l'assunzione di un autista personale che avrebbe beneficiato di numerosi straordinari e che avrebbe persino tentato di trattenere una vettura aziendale senza successo. Ma a destare preoccupazione sono soprattutto alcune operazioni di mercato progettate durante la crisi.

Un esempio emblematico riguarda il tentato scambio di calciatori con il Trapani. L'operazione prevedeva il passaggio del giovane talento Ciuferri in Sicilia per generare una plusvalenza di 70 mila euro, ma l'affare avrebbe pesantemente gravato sulle casse umbre a causa di un ingaggio sproporzionato per la nuova controparte.

Mentre Ciuferri percepisce uno stipendio lordo contenuto, l'innesto proposto avrebbe comportato costi superiori ai 200 mila euro annui, cifra destinata a salire ulteriormente nella stagione successiva. Una manovra che, in un momento di estrema precarietà economica, è stata giudicata dagli attuali vertici come totalmente insensata e dannosa.

Sezione: Serie C / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 20:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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